La storia recente della Lombardia è stata digitalizzata
Si è concluso il lavoro di digitalizzazione di 35 mila fotografie, 2 mila ore di filmati e 10 mila pagine di pubblicazioni monografiche. Ora sono tutte consultabili sul sito dell'Aess
La “rivoluzione digitale” investe il mondo dei beni culturali per valorizzare il patrimonio storico-sociale del territorio lombardo e renderlo immediatamente accessibile alla comunità scientifica e al grande pubblico. E’ questo il senso del progetto Lombardia Digital Archives, voluto da Regione Lombardia ed attuato grazie ai Fondi Sociali Europei “Capitale umano”.
Si conclude con il mese di dicembre 2015 un lungo lavoro di riorganizzazione, catalogazione e digitalizzazione che ha interessato alcune delle collezioni documentali conservate presso l’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) di Regione Lombardia.
A partire dal gennaio 2016, 40 anni di storia e costume delle comunità lombarde saranno fruibili online attraverso il rinnovato sito raggiungibile all’indirizzo www.aess.regione.lombardia.it a cui gli utenti potranno accedere per consultare liberamente il database che raccoglie materiali realizzati o acquisiti dalla Regione Lombardia dal 1970 ad oggi: un patrimonio di cultura legato alle comunità e ai luoghi, alle attività tradizionali del mondo del lavoro, agli usi, alle consuetudini sociali e alle diffuse competenze artistiche e artigianali.
La Lombardia è storicamente una fucina di creatività e lavoro, una grande impresa culturale e creativa. Con questo progetto si è inteso riorganizzare e rendere immediatamente disponibili collezioni documentarie che nascono dalla creatività dei grandi protagonisti della vita artistica della regione, ma anche da quella dei cittadini lombardi, uomini e donne che hanno modellato attraverso il lavoro il proprio territorio e che ogni giorno creano le condizioni sociali e culturali della loro vita comune.
Il progetto ha interessato circa 35mila supporti fotografici (stampe, negativi, positivi di vario formato), più di 2mila ore di documenti audio e video (filmati 16 e 8 mm, VHS, nastri magnetici ¼ e ½ pollice, DAT, MiniDV, ecc.), 10mila pagine di pubblicazioni monografiche, vari manifesti e cartelloni. Nella foto uno scatto di Maurizio Buscarino del buattinaio di Biandronno Gualberto Niemen.
Con questo intervento è stata incrementata la consistenza dell’archivio digitale che racconta vita e costumi delle comunità della Regione attraverso alcuni temi chiave: il lavoro, le grandi opere pubbliche, i paesaggi montani, il mondo giovanile, il tempo libero, la ritualità, i saperi artigianali, le tecniche di coltivazione, i grandi eventi politici e sindacali, i racconti della tradizione orale e lo spettacolo di piazza.
Tra i documenti più significativi oggetto della riproduzione digitale, scatti di grandi maestri della fotografia come Ferdinando Scianna, Armando Rotoletti, Arno Hammacher, Toni Nicolini, nonché di collaboratori storici quali Pierluigi Navoni, Riccardo Schwamenthal ed Ernesto Fazioli.
La finalità primaria che ha mosso questo progetto è stata quella di preservare dal lento deterioramento documenti affidati a supporti analogici facilmente deperibili, perché senza un’adeguata conservazione delle fonti documentali la sopravvivenza della memoria individuale e collettiva non può essere garantita.
Secondo, ma non meno importante obiettivo, è stato quello di amplificare il messaggio culturale dell’AESS, trasformandolo in un “dizionario universale” immediatamente accessibile a tutti, uno strumento utile alla ricerca, alla scuola e al servizio educativo, ma che si presta anche all’uso individuale di quanti siano semplicemente interessati a conoscere o a ricordare.
Il lavoro, che è stato affidato, tramite gara ad evidenza pubblica, alle società Opendoc di Milano e AM Image di Bologna in RTI, si è articolato in 5 fasi: inventario e selezione delle risorse, catalogazione, digitalizzazione, conservazione e valorizzazione con pubblicazione in rete.
Dal punto di vista tecnico questo progetto, che ha impegnato per 10 mesi un gruppo composto da più di 20 persone tra tecnici di digitalizzazione ed esperti archivisti, ha presentato diverse criticità quali la necessità di trattare supporti desueti per i quali è stato necessario impiegare strumenti di lettura non più in commercio; lo stato di conservazione del materiale che in alcuni casi ha richiesto interventi di restauro finalizzati al rendere trattabili i materiali; la presenza di materiale mai inventariato per il quale è stato necessario effettuare ricerche mirate.
I RACCONTI DELL’AESS
Per promuovere la conoscenza delle attività di ricerca dell’Archivio di Etnografia e Storia Sociale è stato realizzato un percorso di rilettura dei materiali documentari attraverso una serie di racconti, pensati e presentati per comunicare con un pubblico variegato, non necessariamente di addetti ai lavori. Per ognuna delle dodici province lombarde si è scelto di selezionare un tema legato ad un’attività di rilievo dell’Archivio e, a partire dal tema, identificare eventi e personaggi intorno ai quali costruire le storie.
I racconti hanno come protagonisti attori che agiscono su un palcoscenico che si estende, idealmente, in tutto il territorio della Regione. Le storie che interpretano si svolgono in un arco temporale lungo secoli. Per questo, per amalgamare e valorizzare una materia densa e complessa qual è l’etnografia, lo scrittore Roberto Moroni, propone un classico espediente letterario: lo “Spirito del tempo” è la voce narrante, entità sovra-dimensionale libera di incarnarsi di volta in volta nei personaggi al centro di queste storie. Il canto delle mondine, l’eccellenza nella tecnica della panificazione, l’arte antica e moderna dei burattinai sono solo alcuni dei temi che vengono plasmati mediante il ricorso a registri e accenti narrativi differenti quali la commedia, il dramma, il noir.
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