“Il Cinema Grassi è un servizio culturale per la città”

L'assessore Andrea Botta e il consigliere Rolando Codato illustrano i risultati dei primi anni di attività della sala rinata grazie anche al contributo di numerosi volontari

Rinasce coi volontari il cinema Grassi di Tradate (inserita in galleria)

Il cinema Grassi non è un’ attività commerciale ma un servizio culturale per la città. È questa la risposta che l’amministrazione comunale dà al consigliere comunale di minoranza, Vito Pipolo (Forza Italia), dopo che questi ha chieste delucidazioni sulla situazione economica della sala cittadina, che da circa due anni ha riaperto i battenti, grazie anche al contributo di numerosi volontari.

«Rivendichiamo di avere ritirato il cinema Grassi dalla demolizione e di avere restituito alla città un luogo di cultura, rinnovato con spese certamente modeste se paragonate al risultato ottenuto – spiega l’assessore alla Cultura Andrea Botta sottolineando che gli investimenti sono stati per la sicurezza e per la tutela dei disabili -. I lavori di ristrutturazione dell’edificio includono la messa in sicurezza della scalinata, un nuovo bagno ed un nuovo elevatore per accesso disabili. Laddove possibile, imbiancature e altri lavori sono stati svolti da volontari. Il proiettore e il nuovo impianto audio erano invece una spesa necessaria per far rivivere la struttura che nasce e si struttura come sala cinematografica».

«Pipolo dice che il cinema Grassi è costato troppo, ma forse dimentica cosa significa “grosse spese” – si legge nella risposta diffusa dall’amministrazione comunale -, come giudicare se è tanto o poco? Dipende da quanta ricchezza culturale si produce e da quante persone si riescono a raggiungere. L’area feste lasciata a metà da Pipolo e dalla sua amministrazione è (per ora) costata ai cittadini 760.000euro e non è utilizzabile perchè non l’avevano finanziata per interno, ed è pure stata costruita su un terreno non di proprietà del Comune. Queste sono spese “grosse”, questo è spreco».

Botta illustra anche alcuni risultati del cinema Grassi: «In questi due anni sono passate al cinema Grassi circa 13mila persone nelle manifestazioni organizzate sia dal Comune, sia da altri enti culturali. Il cinema Grassi è uno spazio aperto richiesto dalle scuole per le proprie attività, usato dalla neuropsichiatria per i propri progetti di dramma terapia e ha ospitato molti spettacoli di beneficienza. La programmazione cinematografica è il collante di tutti gli altri eventi culturali ed è frequentato dagli adulti nelle serate d’essai e dalle famiglie negli spettacoli di domenica pomeriggio a loro dedicati, con prezzi bassi e bloccati per scelta politica. Arriviamo alle cifre della gestione: se si parla di investimento culturale la nostra amministrazione ha speso per il Grassi per un intero anno di programmazione tra cinema, concerti, conferenze e teatri, quanto la passata amministrazione arrivava a spendere per uno o due concerti. Il tutto includendo nomi come il cantautore Bennato, il jazzista Faraò o i musicisti Faso e Majer di Elio e le Storie tese».

«Non si capisce quindi come mai il consigliere Pipolo ritenga questa una cifra alta, considerando che quando era vicesindaco arrivava a spendere fino a 8.000 euro per un singolo concerto per inaugurare una strada o quasi 30.000 euro per “promuovere la biblioteca” – proseguono dall’amministrazione -, oppure 10.000 euro per una serie di concerti classici. Parliamo di tempi in cui spendevano fino a 117.000 euro in un anno per eventi e contributi (oggi siamo a quasi un quarto di quella spesa). Viene da chiedere a Pipolo perchè quando c’era lei non guardava al “beneficio economico” mentre per il Grassi, con costi enormemente più contenuti, le considera delle spese inutili?»

Il consigliere delegato al Grassi, Rolando Codato, poi ricorda: «Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, in una Milano distrutta e in piena ricostruzione Giorgio Strehler e Paolo Grassi fondarono “Il Piccolo” di Milano che nelle loro intenzioni non fu solo un teatro, ma un organismo ispirato: “all’impegno sociale, alla coscienza etica, alla maturità civile” del fare spettacolo: un “Teatro d’Arte per Tutti”. Non fosse solo per il nome che porta, con la sala Grassi, ora 4K, abbiamo fatto quello che dovrebbe fare qualunque amministrazione attenta al benessere dei suoi cittadini. Non si vive di solo pane, mi verrebbe da dire e, se ciò non fosse vero, l’umanità non avrebbe inventato la ruota e via discorrendo».

«Il consigliere di minoranza Pipolo, già vicesindaco e assessore nelle passate amministrazioni di centro destra, è restato a quella che fu l’age d’or del suo partito, ovvero gli anni zero del ventunesimo secolo, nei quali un ministro,forzista, della allora Repubblica dichiarò che con la cultura non si mangiava. Spiace vederlo inchiodato ancora a quelle posizioni, che non hanno tra l’altro portato fortuna all’allora ministro. Essere incapaci di intuire la sete di cultura di una Città, significa non riuscire a guardare oltre il proprio naso. Una città che offre cultura , è una città partecipata, sicura e con una più alta qualità di vita. Se non ci si vuole prendere in giro, si ammetta che con l’operazione Grassi la nostra Amministrazione è riuscita a fare tanto con poco. Che il valore culturale prodotto ripaga la città dell’investimento necessario e i “benefici economici” sono evidenti per gli utilizzatori, scuole, associazioni e cittadini. Se non si ha l’onestà di ammettere questo, sono solo dichiarazioni di chi sta già preparando la propria campagna elettorale».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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Pubblicato il 26 Maggio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Parlano quelli del ciottolato e dei lastroni di granito con cui, in grande sperpero del soldo pubblico, hanno pavimentato il centro. Ora quei lastroni si alzano o si spaccano a causa della evidente intolleranza di quel tipo di materiale al traffico cittadino e molto probabilmente ad una posa in opera non perfetta.

    Parlano quelli dei 700 € a vaso ornamentale. Messi e dimenticati. Le piante son tutte morte.

    Parlano quelli dei centri commerciali bulimici, con manie di grandezza e mai finiti, con le travi delle armature ormai arrugginite dal tempo. Ecomostro osceno a monumento di una giunta con evidente manie di potere e grandezza.

    Parlano quelli dei mutui allegri e libertini.

    Parlano e criticano dell’unica cosa che ha fatto sì che la sera la gente esca di casa, si incontri in un cinema vero, parli prima dello spettacolo, veda con qualità allo stato dell’arte, parli dopo lo spettacolo e si confronti. Parlano dell’unico punto di aggregazione che non consiste nel prendere l’auto, parcheggiare nel centro commerciale, andare in un multisala nel più completo silenzio e anonimato, quasi diffidenti degli altri, assistere a 20 minuti di pubblicità ed ad una proiezione non allo stato dell’arte.

    Parlate….la campagna elettorale è già iniziata.

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