Ortopedia virtuosa nel consumo di sangue

In occasione della giornata mondiale di AVIS, il primario di ortopedia Fusco spiega come risparmiare sangue negli interventi di anca e ginocchio

trasfusione di sangue

In occasione della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue, il 18 Giugno si è ribadita  l’importanza di un gesto che dona la vita e non va sprecato. Ogni anno, in Europa, decine di milioni di sacche di sangue vengono raccolte: di queste, il 15%* viene usato per interventi chirurgici, ma molte potrebbe essere risparmiato.

In linea con l’appello di AVIS, il reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Tradate, diretto da 18 anni dal dottor Umberto Fusco, lavora ogni giorno nel risparmio del sangue donato mantenendo sempre alti gli standard di sicurezza e salute dei pazienti. “Grazie agli studi fatti nel nostro ospedale insieme al dottor Ivo Beverina, medico trasfusionista all’avanguardia, abbiamo trovato il modo per evitare di trasfondere i pazienti di chirurgia ortopedica dove la perdita di sangue è spesso importante – spiega il dottor Umberto Fusco. – Questo ha fatto sì che il nostro reparto, da anni, sia annoverato tra i precursori dell’uso di tecniche di risparmio di sangue grazie all’acido tranexamico, un farmaco poco costoso e sicuro per il paziente, che riduce il sanguinamento».

Ogni intervento chirurgico porta in sé il rischio di ricevere una trasfusione di sangue. Nel caso di pazienti sottoposti a intervento di protesi totale di anca o di ginocchio fino a pochi anni fa questo rischio era considerato così scontato da prevedere l’autoprelievo di sangue dal paziente prima dell’intervento (deposito di sangue), oltre a tutti i test nel caso fosse necessaria la trasfusione da altro donatore. “Dopo anni di interventi notammo che erano molti i pazienti che non avevano realmente bisogno della trasfusione di sangue, e questo grazie all’innovazione di tecniche chirurgiche mininvasive che riducono l’incisione e quindi anche il sanguinamento – continua il dottor Umberto Fusco. – È per questo motivo che, in collaborazione con il nostro Servizio trasfusionale, abbiamo realizzato uno studio che in 5 anni ci ha permesso di ridurre di quasi il 60% l’uso del sangue trasfuso. Tenendo i pazienti in una situazione controllata e monitorata di emodiluizione cioè con una minor concentrazione di globuli rossi rispetto alla massa liquida del sangue, grazie all’acido tranaxemico, siamo riusciti a ridurre non solo i costi non necessari per le trasfusioni e l’autodeposito a carico della nostra sanità, ma anche il rischio di trombosi venosa profonda e, di conseguenza, quello di embolia polmonare.”

Il lavoro guidato dal dottor Umberto Fusco, è un esempio di come, in reparti virtuosi sia possibile pensare alla salute e sicurezza dei pazienti mentre si riduce anche lo spreco inutile di soldi pubblici. “Esistono alcuni casi in cui la trasfusione di sangue da donatore è necessaria, come per esempio nei malati cardiovascolari” conclude il primario. “Solo in questi casi, cioè quando è veramente necessario, si dovrebbe ricorrere alla trasfusione di sangue da donatore.”

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COSTI PER SINGOLA SACCA DI SANGUE DA TRASFUSIONE DA DONATORE

euro 150,00 a sacca che arriva a circa 250,00 euro con i costi del personale

COSTI PER SINGOLA SACCA DI SANGUE DA AUTOTRASFUSIONE (sangue del paziente)

euro 75,00 che arriva a circa 120,00 euro con i costi di operatore/dispositivi/struttura

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 Giugno 2016
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