Diminuiscono i buoni pasto per chi risiede a Gallarate

Nuovo provvedimento della giunta Cassani a modifica ai costi della mensa attiva da settembre 2017, viene compensata in parte con un aumento per le famiglie non residenti in città

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È stato uno dei punti richiamati durante la discussione sulle linee programmatiche in consiglio comunale, ed è stato annunciato esattamente all’indomani: Gallarate riduce il costo dei buoni scuola alle famiglie residenti (sulla base delle fasce di reddito), “compensando” con un aumento secco per tutti i non residenti.
«I gallaratesi sono al centro del nostro programma: lo abbiamo annunciato in campagna elettorale e lo stiamo facendo» commenta il sindaco Andrea Cassani. «La riduzione del costo dei buoni pasto nelle 24 scuole comunali va esattamente in questa direzione».

Il sindaco Andrea Cassani spiega così la scelta politica dell’amministrazione di centrodestra: «un segno di attenzione verso le famiglie, ma non tutte».  «Noi andiamo incontro alle esigenze di chi risiede a Gallarate. Chi invece arriva da fuori deve avere un trattamento economico diverso: a questi genitori viene perciò chiesto un contributo differente, uguale per tutti, senza la suddivisione per fasce in base al reddito».

A partire da gennaio i bambini residenti in città (indipendentemente dalla provenienza) avranno uno sconto sulla mensa scolastica: la prima fascia passerà infatti da 1 euro a 90 centesimi; la seconda da 2 euro a 1,85 centesimi; la terza da 3 euro a 2,85 euro; la quarta da 3,50 euro a 3,35 euro; la quinta da 4,20 euro a 4,05 euro. Per i non residenti (ovvero il 10-15% degli iscritti alle scuole comunali cittadine) ci sarà invece una tariffa unica di 5 euro. «Introdurremo l’aumento – specifica il primo cittadino – a partire da settembre 2017. Non ci è infatti sembrato giusto e soprattutto corretto cambiare le carte in tavola».

Intanto prosegue la sensibilizzazione nei confronti di chi è in arretrato con il pagamento dei buoni pasto. Le lettere di sollecito inviate famiglie stanno registrando l’effetto desiderato. Nell’anno scolastico 2015-16 la somma non incassata è di 310mila euro, il 20 per cento dell’oltre milione e mezzo previsto a bilancio (i dati sono aggiornati all’8 settembre).

Da parte sua l’assessore alla Pubblica Istruzione Isabella Peroni precisa che «la qualità e la quantità del cibo servito a ragazzi resterà quella di sempre». Insomma, nessuna variazione di un servizio molto attento alle esigenze degli alunni, come dimostra il particolarissimo menu che sarà servito in occasione di Hallowen. «Posso già anticipare – annuncia l’esponente dell’esecutivo Gallarate – che nelle prossime settimane effettuerò un sopralluogo al centro cottura e nelle singole mense per verificare di persona tutto quanto»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2016
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