I clienti dicono addio all’alimentari Botta

In tantissimi si sono presentati per la festa di chiusura dello storico locale di via Calderara: per i due gestori una grande dimostrazione d'affetto dal paese

Oggiona con santo stefano alimentari Botta

In tanti si sono presentati per salutare per l’ultima volta i gestori dell’alimentari Botta, storico negozio di via Calderara a Oggiona con Santo Stefano prossimo alla chiusura definitiva.

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Il saluto ai fratelli Botta 4 di 8

La data di nascita dell’alimentari Botta si perde negli anni della prima metà del secolo e di sicuro non esiste abitante di Oggiona con Santo Stefano che si ricordi di quando il negozio di via Calderara non esisteva.

Una presenza costante, un’attività preziosa e apprezzata: quello dei fratelli Aldo e Anna Botta è un presidio fondamentale per il paese e i suoi abitanti ma il 22 dicembre chiuderà la saracinesca per l’ultima volta.

Un ciclo che si chiude a causa dell’anzianità dei due gestori, la seconda e ultima generazione a guidare un posto che è rimasto uguale e identico nonostante il passare degli anni: lo stesso calore e la stessa attenzione nei confronti dei clienti, lo stesso luogo dove negli anni ‘40 si diffondeva il profumo del caffè tostato e oggi si conoscono a menadito le esigenze e i gusti di tutti.

Le testimonianze di chi frequenta il piccolo alimentari sono tutte cariche di emozione e riconoscimento. Una fidelizzazione che ha saputo superare anche l’arrivo della grande distribuzione, una passione, quella di Aldo e Anna, che ha saputo anche venire incontro ai bisogni di tutti.

Lo raccontano in molti, non è certo un segreto, che dai fratelli Botta il conto veniva saldato quando c’era possibilità. Tutto veniva segnato sul libretto, lo stesso che veniva utilizzato quando arrivarono in paese le famiglie numerose dal Veneto e dal meridione. Erano altri tempi, dove si conosceva la vera povertà, e l’alimentari Botta sapeva riconoscere tutte le esigenze e venire incontro ai bisogni dei suoi clienti aiutando come poteva.

Queste informazioni le abbiamo raccolte da alcun clienti perché guai a chiedere ai diretti interessati: qui l’umiltà la fa da padrona. Il signor Aldo si trincera dietro un “non rilasciamo dichiarazioni” mentre la signora Anna si sbottona un po’ di più: «non ci aspettavamo tutto quello che sta succedendo – racconta – stiamo ricevendo molti messaggi di saluto con nostro grande stupore. Chiuderemo per riposarci un po’, finalmente. Se abbiamo fatto del bene ne siamo molto lieti».

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2016
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