Il 2016 di mister Spilli: «Un dicembre da dimenticare»

L’allenatore della Varesina è il più longevo sulle panchine varesotte della Serie D. «Da quattro anni portiamo avanti un progetto che sta dando buoni frutti»

La Varesina 2016-2017 si presenta

Come è andato il 2016 delle nostre squadre di Serie D? Lo abbiamo provato a chiedere agli allenatori, che si sono prestati simpaticamente alla nostra intervista.

Con la seconda puntata, dopo Marco Gaburro della Caronnese, andiamo a Venegono Inferiore con mister Marco Spilli, da quattro anni sulla panchina delle Fenici, che dopo la salvezza della passata stagione spera di ripetersi nel 2017.

Come giudica questo 2016?
«Sicuramente un anno positivo: abbiamo raggiunto l’obiettivo salvezza con la Varesina in Serie D. Una crescita esponenziale della società anche per il settore giovanile. Poi ci sono stati alti e bassi preventivabili. Qualche sconfitta può capitare, ma non possiamo perdere lo spirito da provinciale con il coltello tra i denti».

Qual è stata la vittoria da salvare nel libro dei ricordi di questo 2016?
«Ci sono state tante partite importanti. La vittoria contro l’Olginatese che ci ha fatto capire di poter raggiungere la salvezza è però stata quella più bella e sentita; lì abbiamo capito il nostro valore».

E la sconfitta che potendo cancellerebbe?
«Con il Chieri. L’abbiamo persa senza giocare, prendendo tre gol nei primi trenta minuti, anche se forse il risultato finale non sarebbe stato diverso. Aggiungo anche quella di Pinerolo, perché abbiamo lasciato il 2016 nella maniera peggiore, senza mostrare le unghie».

Risposta secca: che voto si dà – da 1 a 10 – da allenatore?
«Una sufficienza di media»

Varesina - Varese 0-3

E che voto dà – sempre da 1 a 10 – alla sua squadra? Questa volta con una piccola motivazione.
«Il nostro obiettivo è far crescere i giovani. Prima dell’ultimo mese, fino a Inveruno, avrei dato un voto più alto, un 7. Oggi, dopo questo mese scellerato, do un 6».

È stato un anno ricco di eventi tra Europei e Olimpiadi. Qual è il momento sportivo che l’ha più emozionata?
«La vittoria di Bebe Vio agli Europei. L’ho conosciuta personalmente a Morazzone grazie a Marco Bof. Si vedeva lontano un chilometro che aveva l’argento vivo in corpo, e invece oggi ha l’oro appeso al collo (dice ridendo, ndr)».

Cosa chiede al 2017 da allenatore?
«Chiedo di continuare a crescere e di dimostrarlo in campo. È questo che dobbiamo fare per raggiungere l’obiettivo salvezza e dare la possibilità alla società e ai giocatori di crescere sempre di più. L’ultimo mese è stato forse il più difficile del mio quadriennio su questa panchina».

E da normale cittadino?
«Penso ai bambini che stanno soffrendo per la guerra e vivo nella speranza che possa finire il prima possibile e che si possa trovare un compromesso di pace. Dobbiamo cercare di fermare questo massacro, per evitare che le prossime generazioni crescano con l’odio nel cuore».

di francesco.mazzoleni@varesenews.it
Pubblicato il 29 dicembre 2016
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