Padre Daniele: “Buon Natale dal Sud Sudan”

A pochi giorni da Natale, la lettera di Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano inviato in Sud Sudan

Padre Daniele Moschetti

A pochi giorni da Natale, la lettera di Padre Daniele Moschetti, missionario comboniano inviato in Sud Sudan:

È con gioia che ritorno a te per condividere e scriverti dopo diversi mesi, qualche riga per farti conoscere cosa sto vivendo e cosa mi accingo a vivere in questi prossimi giorni prima di rientrare in Italia. Il tempo sta volando velocemente e siamo già alla fine dell’anno 2016. Un altro anno si sta aprendo a noi con le sue sfide, opportunità e doni, sofferenze e lotte.

Ho celebrato il Natale qualche giorno fa nel campo degli sfollati dell’etnia Nuer che dall’inizio della guerra civile nel Dicembre 2013 dove continuano a risiedere in questo posto isolato, nel quartier generale delle Nazioni Unite a Juba. Sono circa 40.000 tra Nuer e un altro paio di etnie sud sudanesi. Come sapete i Nuer è l’etnia che ha pagato di più in termini di persone uccise, torturate, stuprate, castrate e altre violenze varie in tre anni di questa assurda guerra che ha già fatto più di 50.000 morti. Le grandi perdite e distruzioni per i Nuer sono state sia qui a Juba che nei tre stati del sud sudan dove sono presenti in buona maggioranza. Milioni di persone da tutto il paese sono scappati nelle vicine nazioni come il Sudan, Etiopia, Kenya, Uganda e questa emorragia di paura e di persone non è ancora terminata. Anche nella parte sud del paese, cioè nell’Equatoria, la guerrà ha raggiunto queste zone e popolazioni, creando ancora di più una situazione assurda e insostenibile.
È assurdo assistere a questa agonia lenta e dolorosa sia per noi che ci siamo per scelta e sia per la gente che vede tutti i loro sogni e speranze del dopo indipendenza scomparire giorno dopo giorno. La paura, il sospetto, la resistenza e soprattutto sopravvivenza ha preso la parte centrale nella vita di tutta la gente nel paese.

Nel campo dei rifugiati di Juba dove andiamo con alcuni altri religiosi per celebrare la messa alla domenica ma anche per ascoltare e sostenerli nella loro lotta e sopravvivenza, ci sono migliaia e migliaia di bambini e giovani. Sono il presente e il futuro di questo paese distrutto e amareggiato e sempre più alla deriva. Ciò che sempre mi colpisce di più quando vado a trovarli è il sorriso che i bambini e la gente in genere condivide gratuitamente con me. Nonostante le grandi sofferenze e difficoltà a vedere davanti a sé un futuro che non c’è, i bambini e la gente hanno ancora speranza e sorrisi da donare a tutti. Che grande mistero è la Vita…..dove c’è più sofferenza c’è anche più grande speranza e disponibilità.

Padre Daniele Moschetti, missionario Comboniano

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 30 dicembre 2016
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