Lega, Pd o Forza Italia? Ecco chi ha vinto le elezioni
Dipende tutto da Tradate, dove Pd e Lega si giocano il jolly

Chi ha vinto le elezioni amministrative? Ognuno ha avuto le sue vittorie, ma sarà Tradate la battaglia campale. Da una parte il Pd, dall’altra Lega e Forza Italia. La rivincita di Dario Galli, oppure la conferma del Pd di governo, con Laura Cavalotti.
A ben guardare ognuno ha avuto le sue vittorie e le sue sconfitte. Il Pd sorride a Besozzo, dove viene confermata l’amministrazione civica e il sindaco Riccardo Del Torchio, vicino alla dirigenza democratica. Del Torchio viene considerato una risorsa dallo stesso Pd e a Besozzo ha vinto benissimo, per giunta in tempi in cui confermarsi è molto difficile. La Lega si è divisa e Forza Italia è scomparsa. Il Pd festeggia un pochino anche a Gerenzano, dove il sindaco Ivano Campi è un centrista legato a Comunione e Liberazione ma nell’orbita del centrosinistra.
Sul caso Tradate il Pd non si dà per vinto. Il capogruppo in Provincia Paolo Bertocchi conferma: “Si riparte dalla zero a zero. Laura Cavalotti ha preso più voti del 2012 e il Pd è cresciuto. Dobbiamo riportare i nostri a votare e crederci”. Il segretario provinciale leghista Matteo Bianchi è convinto a sua volta di potercela fare: “Tradate è la sfida politicamente più interessante, lì abbiamo costruito una coalizione di centrodestra classica – spiega – ma la personalità di Dario Galli per noi è un valore aggiunto importantissimo”.
A Cassano Magnano Forza Italia ha segnato un trionfo al primo turno. Il sindaco uscente Nicola Poliseno sapeva di potercela fare e ha lasciato fuori la Lega, che però tenterà il riavvicinamento in consiglio. Nino Caianiello di Forza Italia commenta così il dato provinciale: “Le elezioni? Non le abbiamo perse, e alcune riconferme, come Nicola Poliseno a Cassano Magnago, dimostrano che quando ci sono sindaci bravi si vince. Le sconfitte? Frutto delle divisioni del centrodestra”.
Il mancato colpaccio a Tradate, dove si combatterà al ballottaggio del 25 giugno la madre di tutte le battaglie politiche, per Caianiello è frutto di divisioni interne, a causa delle piccole liste civiche che hanno tolto a Galli la vittoria al primo turno. Quelle compagini per Forza Italia sono piezz’e core, ovvero sono tutte di centrodestra. Forza Italia ha anche subito una scissione a Ferno, dove l’ex vicesindaco Filippo Gesualdi porta in comune Fratelli d’Italia a capo di una lista civica.
Le note dolenti: Forza Italia in altri comuni è andata male, a Tradate è addirittura al 6%. Il Carroccio ha due risultati che bruciano: il partito non riprende le tradizionali roccaforti di Besozzo e Cassano Magnago e addirttura a Besozzo si è fatto superare dall’ex sindaco padano Brunella, segnando una frattura anche umana di non poco conto. Il Pd a Cassano Magnago è andato molto male, a Ferno anche peggio.
Per la Lega ora la faccenda è complessa: “Il dato su chi vince o chi perde questa tornata amministrativa lo si determinerà il 25 giugno” spiega il segretario provinciale Matteo Bianchi. Tradotto: se la Lega vince Tradate, il giudizio complessivo sarà buono. Altrimenti, meno. Paolo Bertocchi del Pd (capogruppo in provincia) mette il dito nella piaga: “Sotto i 15mila abitanti la Lega non tocca palla – osserva – in quei comuni noi siamo parte di una generale alleanza tra Civici e democratici”. A Sumirago ad esempio l’elezione di Mauro Croci, un sindaco civico, viene considerata una vittoria del Pd anche se in lista vi erano anche persone vicine a Forza Italia.
Se però la Lega vincesse a Tradate avrebbe in pugno l’argomento più forte della tornata: Dario Galli riabiliterebbe, d’un colpo, la stagione delle accuse contro le sua gestione della Provincia. E dimostrerebbe che il personale politico del carroccio è ancora competitivo a Varese. E in questo modo, come dice il forzista Nino Caianiello, “la sconfitta della Cavallotti, come quella di Guenzani lo scorso anno a Gallarate, dimostrerebbe che la gente non apprezza il pd al governo”
Bianchi conferma: “Tradate ha un valore simbolico e politico sia per noi che per la sinistra, per ora godiamoci qualche consigliere comunale in più, che significa aver rosicchiato qualcosa alla maggioranza di Villa Recalcati”.
Già, perchè i partiti, oggi, ragionano anche in termini provinciali: le elezioni, di solito, cambiano il dato del voto ponderato su base provinciale che serve per eleggere il consiglio e il presidente della Provincia. Quel dato oggi è in parità tra centrodestra e centrosinistra.
Rimane infine da citare l’unico dato che è incontrovertibile. Il Movimento 5 Stelle è letteralmente svanito nel nulla.
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