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D-Factor, la tecnologia “democratica” che dà la spinta alle Pmi con il design

C’era una volta ma oggi, ed è una fortuna per le piccole e medie imprese, non c’è più. C’era una volta la tecnologia a disposizione di pochi, perlopiù industrie. Oggi il nuovo patto tra Faberlab-Confartigianato e Polifactory-Politecnico di Milano cambia la prospettiva. È la rivoluzione 4.0

D-Factor

C’era una volta ma oggi, ed è una fortuna per le piccole e medie imprese, non c’è più. C’era una volta la tecnologia a disposizione di pochi, perlopiù industrie di grosse dimensioni con disponibilità ingenti sia in termini economici che di connessione con i laboratori di ricerca.

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Oggi, conferma Massimo Bianchini del Polifactory-Politecnico di Milano in occasione del workshop “Manifattura digitale e design: un’opportunità per la crescita delle imprese”, assistiamo a un «processo di democratizzazione delle tecnologie, soprattutto nell’ambito della prototipazione e dei processi produttivi, e alla nascita di piattaforme digitali attraverso le quali condividere i saperi, le idee e il miglioramento delle apparecchiature disponibili».

Un paradigma rivoluzionario che ha spalancato non solo le porte all’innovazione su più vasta scala, ma ha contribuito a diffonderla, ampliandone la portata e l’impatto sulle imprese anche attraverso la contaminazione con settori e ambiti di ricerca tutt’altro che scontati. È il caso del design, un tempo riservato al prodotto ma oggi perfettamente funzionale all’intera catena del processo.

Un matrimonio non convenzionale ma ad altissimo potenziale che Faberlab-Confartigianato e Polifactory-Politecnico hanno tradotto in D-Factor, programma di apprendimento-sperimentazione destinato a trasferire competenze avanzate di design e nuovi modelli di produzione alle piccole imprese manifatturiere e ai professionisti.

«D-Factor è una freccia nell’arco delle imprese, un’opportunità formativa inedita, unica in Italia, con la quale permetteremo a professionisti, imprenditori e dipendenti di acquisire competenze ad alto potenziale in termini di design e tecnologie digitali» spiega Angelo Bongio, servizio Innovazione- AreaBusiness di Confartigianato Imprese Varese. Conferma Massimo Bianchini: «Questo percorso darà la possibilità di sperimentare design e tecnologie per la fabbricazione digitale consentendo ai partecipati di partire da un’idea, svilupparne il concept e arrivare a definire un progetto con le caratteristiche per andare sul mercato».

«Un’occasione per pensare in grande»: le parole di un imprenditore, Stefano Comida, sono la sintesi di quello che sarà il semestre di D-Factor: che, da ottobre a febbraio consentirà a un ristretto numero di aziende, di entrare nella nuova era della conversione analogica/digitale di prodotti e processi e dell’idea di prodotto-servizio sulla quale sperimentare elementi di interattività e fabbricazione digitale».

Destinazione: una massa di “prodotti” personalizzati destinati a sostituire i prodotti di massa. Prodotti connessi e, in futuro, sempre più governati anche da intelligenze non umane. Esempi in tal senso sono già sul mercato. Si chiamano Exo prostethics, intercettano la genialità del file digitale “aperto” del designer Ronen Kadushin (che ha sperimentato la capacità di interazione dell’utente e/o progettista) e mostrano possibilità evolutive degne di Wasp, che attraverso la filosofia open punta alla costruzione di stampanti 3D abbastanza grandi da poter produrre case abitabili, di argilla o terracotta.

La prospettiva è la produzione “qui ed ora”, ma anche “nel mondo” e la capacità di agganciare mercati inarrivabili attraverso prodotti modificabili e pre-assemblabili, in grado di stimolare e far evolvere la reputazione del produttore e dell’utente finale.
D-Factor è, in potenza, la massima evoluzione dell’I4.0 per Pmi declinata nella manifattura digitale attraverso l’apporto del design. «In Italia lo spazio di manovra c’è, ed è ampio, sotto tutti questi punti di vista – conferma Bianchini – Chi saprà coglierlo per primo avrà un vantaggio competitivo potenziale molto molto elevato».

Inoltre, conclude Angelo Bongio, l’accesso al Faberlab e al Polifactory, «consentirà la conoscenza di nuove apparecchiature e nuovi processi sui quali, eventualmente, pensare di investire in futuro». Siamo solo all’inizio, insomma. E, per le imprese della provincia di Varese, si tratta di un inizio “morbido”, supportato in termini economici dal bando “voucher per la formazione digitale”, promosso dalla Camera di Commercio di Varese che consentirà agli imprenditori locali un contributo di quattromila euro per la partecipazione a un percorso formativo che ne costa il doppio. «Siamo i primi in Italia ad avviare, nell’ambito delle nuove competenze attribuitaci, ad avviare una iniziativa di questo genere, nella quale crediamo moltissimo» annuncia il presidente dell’ente di piazza Monte Grappa, Giuseppe Albertini. A dare ulteriore valore a D-Factor, ci saranno poi il sostegno della scuola di formazione permanente VersioneBeta di Confartigianato e della Fondazione Bassetti.

FOCUS D-FACTOR

I partecipanti a D-Factor potranno seguire un programma strutturato in due fasi, indipendenti ma collegate e consecutive tra loro

1. Nel corso della prima fase da 80 ore (+60 facoltative di laboratorio in FaberLab e Polifactory), verrà definita un’idea progettuale di prodotto-servizio, da trasformare poi in un concept grazie alle conoscenze acquisite attraverso un percorso di attività teorico-pratiche condotte da esperti di varie discipline. Il tutto utilizzando tecnologie di digital fabrication e/o tecnologie Internet of Things.
2. Nel corso della seconda fase da 60 ore (in Polifactory) i partecipanti potranno tradurre il concept in un prototipo di studio sperimentando sul campo e in prima persona i processi di fabbricazione avanzata con il supporto tecnico-scientifico di Polifactory, makerspace e infrastruttura di ricerca del Politecnico di Milano. Alla fine del percorso i concept saranno esposti in una mostra collegata a un evento di presentazione organizzato da Faberlab – Confartigianato Imprese Varese e con il coordinamento scientifico di Polifactory.

OBIETTIVI

L’obiettivo di D-Factor, accanto alla forte impronta pratica garantita dall’accesso agli spazi di Polifactory e Faberlab, è quello di favorire la crescita di competitività delle Pmi attraverso l’inserimento di competenze di design e fabbricazione digitale nei  processi di innovazione aziendali.

IL VALORE AGGIUNTO

Il programma D-Factor si caratterizza, tra le altre cose, per la sinergia tra università, associazioni di imprese e industrie che, supportando l’iniziativa, affiancano le Pmi sul campo con un apporto distintivo di metodo, competenze e idee per accrescere il valore innovativo dei progetti (design, prodotto e processo).

IL COSTO

Partecipare al progetto D-Factor costa ottomila euro alle imprese, con l’eccezione di quelle della provincia di Varese che potranno beneficiare di un contributo pari a quattromila euro aderendo al bando “Voucher per la formazione digitale” promosso dalla Camera di Commercio di Varese.

INFORMAZIONI

www.asarva.org
www.polifactory.polimi.it/d-factor
www.faberlab.org

ISCRIZIONI E CONTATTI

angelo.bongio@asarva.org
polifactory@polimi.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 luglio 2017
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