Inno nazionale cancellato: anche Partecipare Insieme 2.0 si dissocia

Il gruppo dell'ex sindaco Laura Cavalotti ha votato contro la decisione presa dalla maggioranza. Le motivazioni nella dichiarazione di voto

Fascia tricolore

Anche il gruppo consiliare Partecipare Insieme 2.0 si dissocia dalla decisione, votata nella seduta di lunedì 31 luglio dalla nuova maggioranza di Tradate, di cancellare l’esecuzione dell’Inno nazionale in apertura delle sedute del Consiglio comunale.

“Dopo aver chiesto le motivazioni per la modifica al regolamento del Consiglio comunale rispetto all’ascolto delle versioni ridotte dell’inno italiano e di quello europeo, e aver ricevuto come risposta dal presidente del Consiglio comunale “non ci sono motivazioni”, vogliamo rendere noto il testo della dichiarazione di voto della lista Partecipare Insieme 2.0″, scrive in una nota il gruppo dell’ex sindaco Laura Cavalotti.

 

La dichiarazione di voto di Partecipare Insieme 2.0

“Ritengo che l’inno di Mameli non vada ascoltato solo ai mondiali di calcio o alle Olimpiadi . Il consiglio comunale è il momento istituzionale più alto per un’amministrazione e credo che ascoltarlo prima di ogni consiglio comunale sia doveroso per ricordare a tutti che facciamo parte della Repubblica italiana.” Così dichiarava 4 anni fa l’attuale vice-sindaco Accordino, allora consigliere di minoranza, presentando la sua mozione, che, accolta e completata con la proposta di intonare anche le prime note dell’inno d’Europa, veniva inserita nel regolamento del consiglio comunale, approvato all’unanimità.

Oggi, lo stesso Accordino vice-sindaco dichiara pubblicamente “accolgo con favore la proposta del Presidente del C.c.”, e i consiglieri leghisti giustificano la proposta con l’esigenza di “risparmiare tempo”, di “non svilire il valore dell’inno suonandolo troppo spesso” o “perché contiene parole di guerra e non di pace”.

Che coerenza, e quante scuse!

Sappiamo bene che il vero motivo è che voi, in questo inno e in questo Stato non vi riconoscete, e non volete rispettarne i suoi simboli. Invocate impropriamente il “rispetto della privacy”, per non mostrare a tutti che non volete condividerlo, ne’ tantomeno onorarlo alzandovi in piedi.

Ditelo chiaramente, senza nascondervi dietro a bugie infantili.

Rivestite cariche istituzionali, siete amministratori di un Comune, ente locale dello Stato di cui fate parte, non esponenti di partito! Dovreste saperlo!

Per noi, che consideriamo il Consiglio comunale il momento più alto della nostra democrazia, far risuonare le note dell’inno nazionale alla sua apertura serve per rendere solenne questa istituzione, che tutti noi rappresentiamo su delega dei cittadini che ci hanno votato.

Serve per ricordare che i consiglieri lavorano per il bene comune, non per accontentare solo la “propria parte”.

L’inno nazionale non è né di destra, né di centro, né di sinistra. l’Inno Nazionale insieme alla bandiera tricolore e alla fotografia del Presidente, rappresentano l’elemento distintivo dell’unità nazionale, elemento unificante, nel quale tutti gli italiani si riconoscono a prescindere dalle Regioni di appartenenza.

L’inno nazionale è un segnale di appartenenza per i giovani a quei valori che hanno fatto la storia d’Italia e che ci hanno portato fin qua.

A nome del gruppo consigliare e della lista civica Partecipare insieme, esprimo il nostro voto contrario.

E reclamo un maggiore rispetto per tutti i cittadini che si riconoscono in questo nostro Stato e nelle istituzioni che lo rappresentano e che devono essere la massima espressione della legalità della trasparenza e dell’imparzialità”.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Agosto 2017
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