Quattro serate di cinema e montagna

Le propone il Cai di Varese, che organizza serate culturali ad accesso libero ad appassionati di ambiente, montagna e sport

Avarie

Dopo il grande successo della prima edizione, promossa lo scorso anno in occasione dei 110 anni dalla fondazione della sezione varesina del Club Alpino Italiano e apprezzata anche da molti non frequentatori della montagna, la seconda edizione avrà come titolo: “Scoprire e vivere l’avventura, anche dietro l’angolo”, questo il tema della seconda edizione della rassegna cinematografica che la sezione del CAI di Varese, presieduta da Pietro Macchi, propone agli appassionati della città e non solo.

La seconda edizione della rassegna propone quattro spettacolari film che parlano di un tipo di avventura particolare, non quella estrema, da cercare in angoli reconditi del mondo, ma quella che consente di scoprire luoghi a noi vicini o nuovi modi di vedere le cose.

«Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere occhi nuovi», è la massima di Marcel Proust citata a commento del ciclo di serate.
L’iniziativa conta sulla collaborazione e sul patrocinio del “Trento Film Festival”, che fornisce i film in programmazione garantendo un’alta qualità dell’offerta.
Gli appuntamenti saranno sempre alla domenica sera (8 e 22 ottobre, 5 e 19 novembre) con inizio alle 20,30 nella Sala Montanari, zona Tribunale di Varese. Ingresso gratuito.

Ognuno dei film proposti racconta un diverso modo di scoprire e vivere l’avventura. “Durante ciascuna serata – ricordano i promotori della rassegna – avremo inoltre modo di approfondire i temi suggeriti dai film grazie al dibattito con diversi ospiti”;.

IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA

Prima serata – 8 ottobre 2017: “Val Grande” di Nicola Piovesan.
Il film testimonia il fascino del silenzio che regna sovrano passeggiando per i sentieri desolati della Val Grande. Un luogo che sembra isolato dal mondo civilizzato, pur essendo a pochi chilometri dalle più importanti città del Nord d’Italia. Dovunque alpeggi abbandonati da decenni, sepolti nella vegetazione e riemersi dalle storie di chi li viveva, come resti di un’antica civiltà perduta. Attraverso le testimonianze degli abitanti dei paesi limitrofi che mezzo secolo fa popolavano gli alpeggi, e di chi oggi li frequenta abitualmente, il documentario approfondisce le sensazioni che il silenzio e l’abbandono di queste terre comunicano, giungendo, infine, a sondarne gli aspetti spirituali, lasciando spazio alla suggestione delle immagini e dei racconti.
Ospiti della serata: Mario Ferraguti  autore del libro “La voce delle case abbandonate” e Antonio Montani, vice presidente generale del CAI e presidente Museo del Paesaggio di Verbania.

Seconda serata – 22 ottobre 2017: “Non così lontano” di Hervé Barmasse. Barmasse, cresciuto ai piedi del Cervino, ha scalato in molte regioni del mondo, dalle Alpi al Pakistan e alla Patagonia. Dopo tanto viaggiare ha capito che il valore dell’esperienza non dipende dalla montagna, ma dagli occhi dell’alpinista: per questo crede che oggi l’avventura si possa trovare anche vicino a casa, che per lui è la Valle d’Aosta. Basta scegliere le stagioni più inconsuete, accettare rischi e fatiche, e, soprattutto, cercare con passione lasciando correre la fantasia. Nel
2011 ha scelto le tre montagne più importanti della sua Valle, le più alte delle Alpi – il Monte Bianco, il Monte Rosa e il Cervino – e inventano tre nuove vie: la prima con due amici baschi, la seconda con suo padre Marco e infine da solo. Il film racconta in presa diretta le tre avventure, la distanza e lo spirito che le accompagna: il pilastro di sinistra del Brouillard, la parete sud est della Punta Gnifetti e il Picco Muzio al Cervino, dove Hervé affronta in solitaria grandi rischi e alte difficoltà.
Ospite della serata: Enrico Camanni, scrittore, che ha anche collaborato nella realizzazione dei testi del film. Presenterà alcuni dei suoi libri, tra cui “Di roccia e di ghiaccio: la storia dell’alpinismo in 12 gradi” (Laterza Editore, 2014) e “Il desiderio di infinito: vita di Giusto Gervasutti” (Laterza Editore, 2017).

Terza serata – 5 novembre 2017: “Verso dove” di Luca Bich. Un uomo cammina per luoghi più o meno conosciuti, vaga come cercasse di calpestare porzioni di terre ignote, mai calcate prima.
Cammina e osserva il mondo che scorre davanti ai suoi occhi cercando di fissarlo, di congelarlo in uno spazio e tempo “altro”, sulla celluloide della sua vecchia cinepresa. E’ Kurt Diemberger, alpinista e cineasta di vette rarefatte e terre lontane. Ha 82 anni, non vive nel passato, ma nel momento presente, come se esplorasse di continuo la terra che scorre sotto i suoi passi, per luoghi a lui cari, l’Austria, l’Italia, le Dolomiti, come se continuasse ad indagare in quello sguardo del suo “io” che li osserva. “Verso dove” racconta questo viaggio non chiedendo tanto a Kurt una
direzione, quanto piuttosto chiedendogli conto del suo stato percettivo, dell’esistente, in un presente compenetrato di sguardi contemporanei ed antichi, di visioni, che costituiscono il suo “ora”, il suo passato ed il suo futuro. Ospite della serata Kurt Diemberger, alpinista e protagonista del film, vincitore nel 2013 del Piolet d’Or alla carriera, massima onorificenza internazionale nel mondo della montagna. E’ l’unico alpinista ancora in vita ad aver scalato due ottomila in prima assoluta.

Quarta serata – 19 novembre 2017: “Solo di cordata” di Davide Riva. Un ritratto intimo e fedele del grande arrampicatore Renato Casarotto per ripercorrere le sue più famose imprese alpinistiche grazie a preziosi materiali di repertorio e alla voce dei suoi amici più intimi e compagni di cordata. Ne emerge una ricerca umana capace di fondersi con la pratica alpinistica immersa nella natura selvaggia. L’esperimento umano “di uno dei più puri e meno celebrati alpinisti di tutti i tempi” svela che cosa succede quando, penetrando in solitudine nella primordialità del mondo naturale, arriva a confrontarsi con l’origine. Ospite della serata Fausto
De Stefani, il secondo alpinista italiano dopo Reinhold Messner ed il sesto al mondo ad aver scalato tutte le quattordici vette superiori agli 8000 metri (nel periodo 1983-1998). Tutte le salite sono state compiute senza l’uso di bombole d’ossigeno, eccetto quella sull’Everest del 1996.
La rassegna Cinematografica è parte delle di un nuovo ciclo di iniziative 2017-2018 per le quali è stata avanzata richiesta di sostegno alla Fondazione Varesotto, e che prevedono i patrocini istituzionali dell’Università degli Studi dell’Insubria, del Comune di Varese, del Parco Nazionale della Valgrande e regionale di Campo dei Fiori, oltre che di Museo del Paesaggio di Verbania, del Trento Film Festival e della Cineteca del CAI.

Curatore dell’iniziativa è Federica De Molli. Del comitato organizzativo fanno parte Edoardo Tettamanzi, Pierluigi Zanetti, Carrara Mauro, Paolo Belloni. Info: caivarese@caivarese.it
Oltre alla rassegna cinematografica il CAI Varese organizza serate culturali ad accesso libero ad appassionati di ambiente, montagna a sport, serate di grande alpinismo, la Xa rassegna di canto popolare.
Nel 2016 / 2017 il CAI Varese ha portato a compimento, con il sostegno della Fondazione Varesotto, alcune iniziative finalizzate al festeggiamento della ricorrenza del 110° dalla sua fondazione avvenuta nel 1906. Esse hanno avuto il patrocinio dell’Università degli Studi dell’Insubria, Comune di Varese, Mountain Wilderness, Museo Bodini di Gemonio, Comitato Scientifico del CAI.
La nostra è una libera associazione di alpinisti, escursionisti, speleologi ed è una delle Sezioni CAI più numerose per numero di soci a livello nazionale.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2017
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