Cristina Bellon incontra gli anziani: «Scrivere è vita, ad ogni età»

La scrittrice domenica 5 novembre alle 15,30, animerà un pomeriggio con gli ospiti del Centro Polivalente Anziani A.S.Far.M

Cristina Bellon

«La terza età non è l’ultimo quarto di luna. Ma è un momento creativo di grandi scoperte».

Convinta che gli anziani siano una ricchezza per la comunità, la scrittrice Cristina Bellon, domenica 5 novembre alle 15,30, animerà un pomeriggio con gli ospiti del Centro Polivalente per gli Anziani A.S.Far.M di Induno Olona in via Carlo Maciachini 9.

Partendo dal suo ultimo romanzo, “L’uomo che non sono” (Cairo editore), che ha recentemente conquistato il podio del Premio internazionale di letteratura Città di Como, Cristina Bellon cercherà di trasmettere la gioia e l’importanza della scrittura a qualsiasi età. Soprattutto nell’ultima età, perché l’esperienza acquisita durante una vita intera non può essere dimenticata.

«Ognuno di noi ha almeno una storia movimentata e variopinta da raccontare – spiega la scrittrice. – Una storia, anche drammatica, che insegna, che dà speranza, che infonde amore. A seconda dell’ambiente in cui siamo nati, della temperatura del nostro sangue, del labirinto che il destino ci ha assegnato. Un libro non è solo una testimonianza efficacissima, ma ha in sé un’autentica potenza di guarigione interiore. La gioia di scrivere diventa gioia di vivere. Ed è proprio questo che voglio trasmettere».

Un appuntamento di gioia e di speranza, dunque, il primo di una serie di incontri di scrittura creativa e rigenerativa per anziani: «Poter portare autori come Cristina Bellon in una struttura che accoglie anziani è per noi una grande gioia – dice Elisabetta Cacioppo, presidente di A.S.Far.M – Questa autrice ha infatti la capacità di raccontare la vita con vivacità e maestria. Doti perfette, per regalare ai nostri ospiti una giornata avvincente e di cultura».

«Oggi l’invito è quello di valorizzare la funzione più naturale della scrittura che è quella di fare da ponte tra le generazioni di individui che si susseguono nella storia – conclude Elisabetta Cacioppo – Vedo questa iniziativa come uno scambio tra ricchezze: la ricchezza di chi la vita ce la racconta con le esperienze passate che diventano autentici autoritratti e la ricchezza di chi la vita ce la racconta con fantasia nei libri».

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Pubblicato il 30 ottobre 2017
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