MN dice sì al referendum sull’autonomia lombarda

Gianni Alemanno annuncia la chiusura della campagna referendaria in una manifestazione a Milano

Avarie

Riceviamo e pubblichiamo

L’esecutivo del Movimento Nazionale ha deciso di dare mandato ai rispettivi segretari regionali di organizzare in Lombardia e in Veneto dei comitati per il si al referendum diretta espressione del nostro movimento. Questi comitati che si chiameranno “Destra per il SI all’autonomia” serviranno a mobilitare la nostra area politica per il referendum del 22 ottobre che non puó essere in alcun modo visto come un indebolimento dell’unità nazionale. Riconoscere una maggior autonomia a Lombardia e Veneto significa al contrario rafforzare l’unità nazionale sulla base del riconoscimento delle specificità e delle potenzialità di svilippo di queste due regioni. Più sviluppo si riuscirà a creare in Lombardia e nel Veneto più ricchezza ci sarà da ridistribuire anche nelle altre regioni italiane. Contemporaneamente il MN presenterà in tutti i consigli regionali e comunali del sud una mozione per far approvare la legge costituzionale istititutiva della macroregione meridionale, proprio per dare al nostro mezzogiorno uno strumento istituzionale in grado di dare forza a queste regioni che devono ancora espremire il loro potenziale di sviluppo. L’unità e la sovranità nazionale devono rappresentare tutta la ricchezza delle realtà locali che compongono la nostra identità di italiani.

Giorgia Meloni ha detto ad Atreju molte cose giuste, come il no allo Ius Soli e il Sì alle preferenze, ma ha sostenuto un’idea pericolosa e sbagliata: che i referendum per l’autonomia della Lombardia e del Veneto possano essere uno strumento contro l’Unità nazionale. È vero esattamente il contrario: il vero rischio per l’unità nazionale, e anche per il suo sviluppo economico, è continuare a disconoscere l’enorme residuo fiscale che viene versato da queste due regioni allo Stato centrale. In questo modo, non solo si sottraggono troppe risorse alle aree più competitive della Nazione, ma si alimenta una pericolosa frustrazione negli abitanti di queste due regioni, una frustrazione su cui può tornare a speculare chi trama realmente per il secessionismo. Il federalismo a geometria variabile, previsto dalla nostra costituzione come possibilità di acquisire risorse e competenze oggi riconosciute solo alle cinque regioni a statuto speciale, non solo non è incompatibile con l’unità nazionale, ma la può rafforzare trovando un nuovo è più sostenibile equilibrio tra le diverse aree geografiche ed economiche. Noi del Movimento Nazionale, che abbiamo come base programmatica il valore della sovranità nazionale e popolare, siamo così convinti di questa battaglia che giovedì prossimo lanceremo a Milano un nostro comitato per il Si al referendum per l’autonomia. Fratelli d’Italia, invece, dovrebbe spiegare perché a Roma la Meloni lancia questi sospetti secessionisti, mentre tutti i suoi esponenti in Lombardia e nel Veneto aderiscono ufficialmente ai comitati per il Si al referendum. Queste contraddizioni si pagano politicamente con una inutile e pericolosa divisione dell’area sovranista.
La forzatura di Giorgia Meloni che sta scatenando una infondata crociata contro il Referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto, rischia di scatenare una pericolosa guerra tra sud e nord. La richiesta di una maggiore autonomia di Lombardia e Veneto è legittima e ampiamente richiesta dagli italiani che vivono in queste due regioni e l’unico pericolo per l’unità nazionale nasce dal risentimento che si genera solamanente negando queste giuste istanze. Sbaglia quindi profondamente Giorgia Meloni a cercare di guadagnare consensi per il suo partito tendando di suscitare un risentimento tra nord e sud. Ascolti i quadri dirigenti territoriali del suo partito che si sono espressi chiaramente a favore dell’autonomia
di Lombardia e Veneto e studi la cultura di destra che ha sempre dimostrato come la comunità nazionale si fonda sul rispetto delle comunità locali. L’unità nazionale nel rispetto delle diverse autonomie è il fondamento politico del centro destra. E non è un caso che chi vuole provocare divisioni geografiche genera anche contrapposizioni all’interno del nostro schieramento.

«Con la conferenza stampa a Milano con Roberto Maroni, Silvio Berlusconi c’ha messo la faccia sui Referendum per l’Autonomia di Lombardia e Veneto», afferma Gianni Alemanno.
«Questo è molto importante perchè dimostra che tutto il centro destra, ad eccezione di Fratelli d’Italia, non pensa che questo Referendum sia un attentato all’unitá nazionale ma il riconoscimento di una necessaria autonomia per regioni virtuose che sono il motore dello sviluppo italiano. Sconfiggere l’astensionismo non sarà facile considerando il silenzio dei media e il sottile boicottaggio fatto dalla sinistra e dal Movimento Cinque Stelle, ma è imporante che il centro destra si orienti a fondare il suo programma sulla sovranità nazionale e contemporaneamente sull’autonomia dei territori. Noi del MN siamo impegnati coi nostri comitati per il SÌ sia in Lombardia che in Veneto e concluderemo la nostra campagna venerdi a Milano alle ore 18 a Largo La Foppa.
Siamo favorevoli a mettere nel programma del centro destra i presupposti per l’autonomia integrandoli con la Repubblica presidenziale e la costituzione della macroregione del mezzogiorno d’Italia», conclude Alemanno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 ottobre 2017
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