Una 128 alla conquista della Mongolia: il Mongol Rally (solidale e connesso) di tre ragazzi

La grande avventura di due veronesi e un varesino alla conquista della Mongolia. Un'avventura iniziata per beneficenza e raccontata sui social

Un mese e mezzo di viaggio, più di diciassettemila chilometri percorsi, dodici Paesi visitati e oltre 3.000 euro raccolti. Quella che vi raccontiamo oggi è una storia di viaggio, ma anche di crowdfunding e solidarietà.

I protagonisti sono Erik Brouwer, Giacomo Agosti e Giovanni Colle, del team Cesvi, un’organizzazione umanitaria fondata a Bergamo che, dal 1985, si occupa di offrire aiuto alle popolazioni più bisognose. I tre hanno preso parte al Mongol Rally, una corsa non competitiva a scopo benefico che si corre ogni estate, partendo da un punto qualsiasi in Europa e ha come traguardo Ulan Bator, in Mongolia.

Le regole del Mongol Rally sono semplici:
1. L’auto con la quale si gareggia deve essere quanto più “vintage” possibile e avere una cilindrata inferiore ai 1200cc
2. Non sono previsti aiuti esterni né assistenza tecnica alcuna (ebbene sì, dimenticatevi dei navigatori satellitari!)
3. Ogni partecipante deve devolvere almeno 1.000 sterline in beneficenza

Una vera e propria avventura quella nella quale Muto, Mato e Moto – questi i nomi d’arte coniati per l’occasione – hanno deciso di buttarsi. Così, il 14 luglio del 2017, a bordo di una Fiat 128 del 1973, i tre sono partiti da Bergamo alla volta della Mongolia. Obiettivo: raccogliere fondi a sostegno degli interventi di Cesvi in Tajikistan.

«Il digitale ci ha sempre seguito –racconta Giacomo-. Per formare il team, per trovare la macchina, per restituire parte della nostra esperienza a chi ci ha aiutato e rendere partecipi le persone che ci seguivano». Il gruppo, infatti, non solo ha raccolto fondi tramite un crowdfunding lanciato online su una piattaforma dedicata ma ha anche raccontato tutte le tappe del viaggio attraverso i social media, veri e propri diari di viaggio virtuali. «Abbiamo imparato a usare Instagram» rivela Giacomo.

E su cosa abbia lasciato loro questa esperienza, Mato e Muto sono d’accordo: sicuramente la voglia di ripartire unita a un po’ di amaro in bocca. Perché? «Despacito ci ha tormentato per tutto il viaggio», confessano. Un chiaro esempio di come internet contribuisca all’omologazione culturale.

fiat 128

Sul sito ufficiale potete trovare tutte le informazioni su DigitaLife, dove saranno anche pubblicati tutti i video che invierete.

Il sito di DigitaLife – Il Film

Per mandare il vostro filmato, basta seguire le istruzioni in questa semplice scheda:

Come partecipare

DIGITALIFE E’ UN PROGETTO ANCHE TUO

È una grande ambizione raccontare il cambiamento con un film. Lo è ancor di più pensare di farlo in modo collettivo, corale, partecipato. DigitaLife sarà infatti un collage di storie che ci racconterete e che ci potrete fare avere con brevi video. Il nostro lavoro è organizzare tutto questo, raccontarlo e poi costruire l’opera grazie alla regia di Francesco Raganato.

Il digitale ha cambiato le nostre vite in profondità. Coglietene attimi, momenti, esperienze. Pensate a ciò che vi piace, vi preoccupa, vi entusiasma, vi spaventa. Anche le piccole cose quotidiane e non per forza i grandi progetti. Ognuno di noi vive, vede, ascolta storie che hanno a che fare con il digitale.

Raccontatelo. È un’azione importante per tutti noi e ci aiuterà a conoscere di più e a riflettere su cosa è successo, succede e succederà.

di
Pubblicato il 02 febbraio 2018
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