Colombo: “Da Milano continuerò a guardare Sesto e il nostro lago”

Il sindaco Marco Colombo è stato eletto in Regione con un grande successo anche personale. Racconta quale sarà il suo impegno e come vede il futuro della sua città

marco colombo

A Sesto Calende un elettore su sei alle regionali ha votato per lui. La Lega è balzata al 38,17% e tutto il centro destra in appoggio ad Attilio Fontana ha superato il 54%.

Il leghista Marco Colombo, sindaco da nove anni è il terzo eletto nel suo movimento. Ha preso in tutto 2.348 voti, un grande successo che lo colloca subito dietro ai due uscenti Francesca Brianza ed Emanuele Monti.

Lui è soddisfatto di un risultato a cui credeva dal primo giorno, però si dice lo stesso disperato. “Se avessi potuto avrei fatto anche il terzo mandato perché fare il sindaco è bellissimo. Sesto mi ha dato tantissimo in questi anni”.

Marco Colombo si è fatto subito conoscere al Pirellone. Durante la visita per decidere la collocazione del suo ufficio aveva chiesto il primo piano per stare più vicino ai cittadini. “Quando mi hanno detto che dovevo scegliere tra il 13esimo e il 17esimo piano gli ho risposto che per me sarebbe andato bene tutto, purché le finestre fossero verso Sesto, il mio lago e il monte Rosa”.

Se ama così tanto la sua città, perché si è candidato al Consiglio regionale visto che ora dovrà dimettersi?

«È la passione politica ad avermi spinto. Io faccio l’imprenditore ed ho sempre lavorato. Il mio mandato scade tra un anno esatto e ho pensato che avrei potuto continuare ad impegnarmi per il territorio facendolo con una scala più ampia della mia città».

Quali sono i punti prioritari per il suo mandato?
«La Lega ha ottenuto un risultato straordinario portando in regione tre consiglieri. Questo mi permetterà di impegnarmi a fondo per il mio territorio che si sviluppa lungo tutto il lago Maggiore. I temi che mi stanno più a cuore riguardano l’ospedale di Angera che negli ultimi tempi ha vissuto una situazione precaria che porta tanta instabilità quando invece andrebbe molto valorizzato. Poi c’è il turismo che potrebbe portare risultati notevoli. Le problematiche legate ad Alp Transit. Noi siamo convinti che si debba dare un contributo allo sviluppo accettando anche qualche disagio, ma questo va compensato con interventi seri sia per attutire i rumori, che per sistemare diversi punti della viabilità e della sicurezza. Da ultimo la pista ciclabile fino a Laveno. È merito di Sesto Calende se siamo arrivati ad avere un vero progetto. Ora si tratta di finanziarlo e di metterlo in opera».

Lei va a Milano solo pensando a una parte della provincia di Varese?

«Io sono stato il sindaco di Sesto e ho svolto il compito che mi è stato assegnato. Dal voto dei miei concittadini credo di aver fatto anche bene. Sono una persona pragmatica e in questi anni ho svolto al massimo la mia funzione. In Regione farò lo stesso pensando alla provincia di Varese con uno spirito molto federalista e per nulla egoista».

Non è preoccupato di lasciare l’amministrazione in anticipo?

«Abbiamo grandi progetti che cambieranno ancora di più la città. Quindi un po’ di rammarico c’è, però è in campo una squadra forte che saprà proseguire il lavoro fatto con la speranza poi di poter andare anche oltre vincendo ancora le elezioni per i prossimi anni»

I suoi cittadini come hanno preso la sua decisione di candidarsi?

«Parlano i dati. Ho preso 1050 preferenze in città. Mi ha votato un elettore su sei e questo è un vero segnale di vicinanza al loro sindaco. È come se mi avessero autorizzato ad andare. Se avessi preso gli stessi voti, ma senza un consenso così alto a Sesto, le cose sarebbero diverse e per me avrebbe significato una bocciatura del mio lavoro. Così invece sono legittimato dal popolo».

Qual è stata l’esperienza più bella e quale la più pesante?

«La più bella è la nomina di Sesto città avvenuta nel 2011. È un riconoscimento importante. Noi ci sentivamo già città, ma sentirselo confermare è diverso. Vale per tutti i cittadini che hanno avvertito un vero cambiamento. Dal punto di vista politico ha avuto un grande valore anche il mio ruolo come commissario per la Lega a Busto Arsizio. È stata una esperienza importante e ho un rapporto affettivo con quel posto. Invece non dimenticherò mai il momento più tragico segnato dal suicidio di un ragazzino. È un dolore profondo che lascia interrogativi profondi, perché magari non abbiamo capito quali fossero le sue difficoltà e non abbiamo potuto aiutarlo»

Qual è il progetto più importante?

«La Marna e sono contento di aver lasciato nella cassaforte sette milioni per realizzare il progetto. Sarà lo spazio pubblico che cambierà la città. Realizzeremo un auditorium con tante facce. Con le dovute proporzioni paragono questo intervento a Porta Nuova a Milano. Scelte che hanno portato quella città in Europa. Noi dopo 60 anni dai grandi cambiamenti con la vecchia piazza, faremo qualcosa di speciale per Sesto. La Marna ci proietterà nel futuro pur nel rispetto delle tradizioni».

Sesto Calende è una città di frontiera costeggiata dal Ticino. Ne risente?

«Il territorio del lago Maggiore è omogeneo e non si sente la differenza tra Piemonte e Lombardia. Dalle nostre parti si guarda a Milano più che a Torino. Poi dobbiamo tener conto che Sesto con il Sempione è sempre stata una città di passaggio. Una caratteristica che ha permesso un importante sviluppo economico e certo, anche qualche disagio».

Qual è la vocazione più forte?

«Quella sportiva e turistica. Lo sport è cresciuto tanto e lo si può vedere dall’attivismo delle diverse società sportive. Da un punto di vista turistico Sesto è interessante perché è il punto d’accesso per il lago Maggiore, un ambiente notevole con il parco del Ticino. In più abbiamo la ferrovia e Malpensa vicinissima».

Oggi però perché si dovrebbe venire a Sesto?

«Perché è una città vivibile e bella. Di Sesto si dovrebbe parlare di più. Va conosciuta. È vero che va attivata una rete che oggi manca. Un applauso va alla Camera di commercio che sta lavorando bene e il progetto Doyoulake è un esempio concreto di quel che si dovrebbe fare. Poi va considerato che dalle nostri parti il mercato immobiliare va meglio che altrove perché da quando è partito il progetto del centro di addestramento di Augusta Westland, le case non basterebbero mai. del resto quella accademia è una delle più importanti al mondo».

Che problemi sociali ci sono?

«Viviamo in una città tranquilla. Questo non vuol dire che vada tutto bene, ma non abbiamo problemi sociali specifici».

Le prossime tappe del neo consigliere, come per i suoi colleghi prevede un primo appuntamento il 5 aprile per decidere sugli uffici di presidenza del Consiglio e poi il 10 per la presentazione del programma da parte del Presidente Attilio Fontana. Subito dopo potrebbero arrivare le dimissioni da sindaco.

Marco Giovannelli
marco@varesenews.it

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Pubblicato il 31 Marzo 2018
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