Chi sono i più votati della zona Gallarate in Regione

Eletto il cassanese Angelo Palumbo, con una grande performance nelle file di Forza Italia. Nelle file di Lega e Pd buoni risultati per Longhin e Silvestrini, ma non basta. Fuori i partiti degli altri candidati della zona

palumbo angelo cassano magnago

La zona di Gallarate esprimerà un solo consigliere regionale, nonostante le buone performance di alcuni candidati nelle diverse liste e coalizioni. Al di là delle appartenenze politiche, è un dato da tenere presente, in una provincia policentrica, con tre (se non quattro) città di riferimento che hanno anche problemi e opportunità diverse.

Partiamo dall’unico eletto consigliere: il “podio” della zona del Gallaratese va all’esperto Angelo Palumbo, di Forza Italia, che incassa 3420 preferenze, primo di Forza Italia dopo una serrata competizione interna, terzo su tutta la provincia dopo Astuti (Pd) e Brianza (Lega). Palumbo è partito dalla “sua” Cassano Magnago, dove ha ottenuto oltre mille preferenze (precedente dato: le 700 alle comunali), grazie al sostegno anche dall’intera amministrazione Poliseno. Su Gallarate alla mobilitazione, anche con parecchi mezzi, del suo partito, si è aggiunto anche il sostegno esplicito di persone lontane dal suo partito (come una parte della civica Gallarate 9.9, che pure è opposizione in consiglio comunale). Ha poi “tenuto” anche in aree lontane della provincia, come il Medio Verbano e nelle valli varesine. C’è un dato “geografico” importante: la sua elezione – e la mancata elezione di Luca Marsico – sposta anche in parte gli equilibri territoriali, da Varese alla bassa provincia.

Fine, per quanto riguarda gli eletti in Consiglio Regionale e la rappresentanza della zona del Gallaratese.

Quanto ai non eletti: resta fuori Giuseppe Longhin, leghista di Cavaria, che incassa 1920 preferenze. La Lega esprime tre (o forse solo due) consiglieri: Francesca Brianza e Monti fanno riferimento a Varese e dintorni, il terzo potrebbe essere Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende.

Una nota merita anche, tra i non eletti, Margherita Silvestrini:  nelle file del Pd, pur lontana dal pieno di voti ottenuto da Samuele Astuti, è riuscita a raccogliere 2347 consensi personali, con forte radicamento nella zona della città dei due galli (dove è stata assessore ai servizi sociali, con forti collaborazioni istituzionali anche nei Comuni limitrofi). «Ho ottenuto un risultato superiore alle attese» riconosce, anche in relazione alla debacle del partito e della candidatura Gori. A cavallo tra le aree di Busto e Gallarate, Rossella Iorio sfiora le seicento preferenze, sempre nella lista del Pd. Tra le liste collegate a Gori, il cassanese Giovanbattista Oliva, per Italia Europa Insieme, ottiene 290 preferenze.

gallarate generico
Margherita Silvestrini

Da una coalizione all’altra, nelle file di Fratelli d’Italia buoni risultati per Francesca Caruso, assessore a Gallarate e candidata di Fratelli d’Italia: pur non eletta, supera i 400 voti, non pochi per un partito che sta sotto al 3%. Ultima sottolineatura, tra Gallarate e Varese, per Giorgio Ginelli, sindaco uscente di Jerago con Orago: raccoglie ben 793 preferenze, ma il magro risultato di Noi con l’Italia impedisce al partito di centrodestra di prendere seggi (comunque Ginelli è sopravanzato da Raffaele Cattaneo, con oltre 2mila preferenze).

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 06 marzo 2018
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