Longhin si è dimesso: “Il voto è un esame e non l’ho passato, resto tra la gente”

L'oppositore più determinato dell'amministrazione Vincenzi ha rassegnato le sue dimissioni dal Consiglio di Villa Recalcati. "La politica oggi è liquida, faccio un passo indietro e torno in sezione da militante"

giuseppe longhin

«Semplicemente mi sono dimesso». Giuseppe Longhin, da ieri ex consigliere provinciale leghista, membro del direttivo provinciale del partito dal 2013, militante fervente e determinato ha annunciato, inaspettatamente, le sue dimissioni dal Consiglio di Villa Recalcati.

Dopo essere stato l’oppositore più “duro” dell’amministrazione Vincenzi, Longhin si è presentato in Consiglio e ha rassegnato le sue dimissioni, a pochi mesi dalla fine del suo mandato, tra alcune lacrime di commozione e l’applauso di sostegno unanime dei consiglieri.

«Come ritengo sia giusto fare quando ci si rende conto di aver perso io faccio un passo indietro». Giuseppe Longhin fa riferimento alla sua recente candidatura al Consiglio Regionale che lo ha visto arrivare primo fra i non eletti: quasi 2mila voti di preferenza, quarto “classificato” fra gli otto candidati leghisti ma dietro a Brianza, Monti e Colombo che invece oggi siedono tra i banchi del Consiglio regionale.

«Il voto è come un esame, sono fiero di quei 2mila voti ma ritengo che siano un risultato che non ha premiato il mio impegno di questi anni. E come quando non si passa un esame, da persona seria, faccio ora un passo indietro».

Sono tante le metafore che Longhin usa per far comprendere la sua scelta: «se un muratore costruisce una casa che poi crolla deve cambiare lavoro; se un chirurgo sbaglia ad operare un bambino che poi non sopravvive se ne va» ma tra le righe, senza mai muovere una critica verso il suo partito, lascia intendere che il suo modo di vedere la politica è ormai diverso rispetto a quello che prevale oggi.

«La politica, come la società, oggi è liquida. Fare politica di impegno e dei territori non paga più perché oggi c’è solo un territorio: quello televisivo e della comunicazione, la politica dei like. Tutti i partiti, dal M5S al Pd sono così. Anche la Lega è cambiata e ha fatto bene perché interpretando questo cambiamento è passata dal 4% al 18%. Io però ho sempre fatto politica di territorio e siccome non ha pagato faccio un passo indietro. Da oggi sarò un semplice militante, impegnato in sezione e a fare politica tra la gente».

Dallo scorso mese, complice anche l’impegno professionale e il tempo limitato, Longhin ha lasciato anche il suo incarico nel direttivo provinciale della Lega come responsabile degli enti locali.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2018
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