Cosa cambia con il decreto dignità
I tecnici di Openjobmetis spiegano alcune novità presenti nel nuovo provvedimento riguardante il lavoro
Cosa cambia con il Decreto dignità?
Abbiamo rivolto alcune domande agli esperti di Openjobmetis.
Da oggi quanto può durare un contratto a termine?
«Con il Decreto Dignità, la durata di 36 mesi dei contratti a termine, sia diretti che in somministrazione, è stata ridotta a 12 mesi. Solo in presenza di una motivazione è possibile raggiungere i 24 mesi. Parimenti, in caso di rinnovo è sempre necessaria la presenza di una causale a prescindere dalla durata del rinnovo stesso.
Le esigenze che consentono il rinnovo di un contratto o la durata superiore a 12 mesi sono:
Esigenze temporanee e oggettive, estranee all’ordinaria attività
Esigenze sostitutive
Esigenze connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili, dell’attività ordinaria.
Dovrà essere chiarito cosa si possa ritenere effettivamente estraneo all’ordinaria attività, cosa s’intenda per significativo ed anche per non programmabile».
Una volta raggiunti i 24 mesi cosa succede al lavoratore?
«Una volta raggiunti i 24 mesi, per tramite di uno o più contratti a termine sia diretti che in somministrazione, anche non consecutivi, il datore di lavoro/utilizzatore di troverà di fronte a due strade da poter percorrere: decidere di lasciare a casa il lavoratore oppure assumerlo a tempo indeterminato.
Il lavoratore deve aver svolto nei 24 mesi, sempre mansioni di pari livello e categoria legale».
Abbiamo parlato di “proroghe” e “rinnovi” ma quale è la differenza tra i due istituti?
«La proroga di un contratto è semplicemente, se così vogliamo definirlo, un allungamento della durata del contratto. Attualmente il lavoratore può essere prorogato al massimo 4 volte.
Il rinnovo di un contratto consiste nella sottoscrizione di un nuovo contratto, ovviamente con il medesimo lavoratore, per lo svolgimento di mansioni di pari livello e categoria legale. Se questo ultime dovessero cambiare il nuovo contratto non risulterà essere un rinnovo ma sarà considerato un nuovo contratto a sé stante.
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