Penalisti in agitazione: “Non siamo azzeccagarbugli”

L’unione camere penali risponde al ministro Bonafede. A Varese aperta la questione sulla sezione civile del tribunale

Avarie

Si infiamma la discussione tra gli avvocati e il Guardasigilli Alfonso Bonafede, che ha difeso la riforma della prescrizione accusando i legali di essere degli “azzeccagarbugli”.

Il ministro ha chiesto scusa. Ma la polemica è viva e sentita tra gli avvocati: di ieri, domenica, la nota relativa proprio al contenuto di un emendamento al “d.d.l. anticorruzione”, che prevede la sospensione sine die della prescrizione dopo il primo grado di giudizio.

«I tempi di prescrizione siano già stati allungati considerevolmente dal precedente governo, con la sospensione dei termini per 18 mesi dopo la sentenza di primo grado e di altri 18 mesi dopo la sentenza in appello. La riforma appare inutile, dannosa e anticostituzionale perché renderebbe eterni i processi dopo la sentenza di primo grado, quando è fatto notorio che il 70 per cento dei procedimenti penali finisce in prescrizione al termine delle indagini preliminari», dicono i penalisti.

«E non siamo azzeccagarbugli» aggiunge l’avvocato varesino Patrizia Esposito, presidente delle Camere penali, che annuncia lo stato di agitazione fra le toghe. «Il ministro invece di dare titoli risolva i tanti problemi in cui versa la giustizia italiana. E anche quella di casa nostra».

La protesta dei penalisti varesini segue le posizioni delle Camere penali del resto del Paese, ma si incentra anche su di un problema tutto varesino, vale a dire la decisione del presidente del tribunale del capoluogo di prevedere il passaggio dei giudici della sezione penale a quella civile per sopperire la carenza di organico.
Un giudice che di solito è chiamato a giudicare su furti o corruzione potrebbe presto trovarsi di fronte a cause di separazione.

«È come tappare i buchi di una coperta già corta servendosi delle parti buone gli angoli della stessa coperta: si rischia di averne una ancora più corta – spiega con una metafora Patrizia Esposito – . Bisogna prendere una posizione forte magari bloccando un settore perché ci si renda conto del problema»

Cos’è l’Unione delle Camere Penali

L’Unione della Camere Penali Italiane, fondata nel 1982, è una associazione di penalisti cui aderiscono 131 Camere Penali territoriali.

Ad essa sono iscritti in tutto il Paese più di 8000 avvocati penalisti.

Le Camere penali promuovono la conoscenza, la diffusione, la concreta realizzazione e la tutela dei valori fondamentali del diritto penale e del giusto ed equo processo penale, elaborando studi ed organizzando iniziative culturali e politiche volte a migliorare il sistema penale e processuale penale. Opera inoltre al fine di garantire la corretta applicazione delle norme di legge e per sostenere le riforme dell’ordinamento giudiziario coerenti con i valori di indipendenza, autonomia e terzietà del giudice. Tutela inoltre, anche attraverso l’elaborazione di proposte di riforma legislativa, il prestigio ed il rispetto della funzione del difensore, affinché i diritti e le prerogative dell’avvocatura ed il diritto di difesa siano garantiti conformemente alle norme costituzionali e internazionali.

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Pubblicato il 05 novembre 2018
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