“La vita in Messico non è come ve la siete immaginata in Speedy Gonzales”

Stefano Uboldi, ex assessore a Castiglione Olona, è laureato al Politecnico di Milano in design e in architettura e dopo aver collaborato con alcuni studi d’architettura Varesini e Milanesi cinque anni fa ha scelto di partire per il Messico

stefano uboldi

Stefano Uboldi è laureato al Politecnico di Milano in design e in architettura e dopo aver collaborato con alcuni studi d’architettura Varesini e Milanesi cinque anni fa ha scelto di partire per il Messico.

Varesini all'estero

Stefano ha 40 anni, è di Castiglione Olona, Comune all’interno del quale è stato anche assessore alla cultura, e si trova in Messico a Città del Messico da cinque anni. È partito per completare il suo Master in Business Administration all’IPADE, la miglior Business School del Latino America. Questo fa anche di lui un “varesino all’estero”.

Ecco il suo racconto.

I primi sei mesi di studio sono serviti per conoscere meglio il paese, gli usi, i costumi, i sapori, l’economia, investigare quali tipi di sbocchi ci sarebbero potuti essere per la mia professione e maturare il desiderio di uscire dalla mia zona di confort intraprendendo una nuova esperienza di vita.

Se identifichiamo il Messico con i resort di Cancun e i messicani per quanto visto in Speedy Gonzalez piuttosto che nei film abbiamo una concezione sbagliata di quello che realmente é.

Il Messico è un paese emergente dove i contrasti fra ricchezza e povertà, tradizione ed emancipazione, sviluppo industriale, urbano (nord-centro) e rurale (sud), tipi di spiritualità e materialità sono molto evidenti.
Offre paesaggi incredibili e un patrimonio culturale unico che va dalla cultura Maia, all’Azteca fino alle città coloniali, Pueblos Magicos, e la miriade di musei.

La capitale, Città del Messico, è una megalopoli che da un lato mostra avanguardia, frenesia, crescita vertiginosa e dall’altra lentezza e un concetto di tempo molto particolare che si può riassumere in uno dei termini più usati il cui significato è molto labile: “ahorita”; la traduzione letterale di ahorita è adesso ma il termine viene usato per indicare, adesso, fra un’ora, fra un giorno, fra una settimana, …, o mai.

Ogni quartiere è differente e si identifica tanto nelle persone che vi abitano o lo frequentano come nel il tipo di costruzioni, vie, “rumore”, “odore”, cibo e colori di fondo: ognuno all’interno della frammentazione può incontrare la propria dimensione.

La scansione dell’anno secondo le stagioni tradizionalmente riconosciute da noi italiani, non è così evidente e il clima mite e costante permette di realizzare attività all’aria aperta durante tutto l’anno senza mai soffrire di eccessivo calore o freddo.  È necessario solo munirsi di ombrello durante la stagione delle piogge, che va da giugno a settembre, poiché gli acquazzoni equatoriali possono coglierti all’improvviso.

Come viene accolto lo straniero?
Il messicano si definisce “malinchista” per la sua propensione a dare una posizione superiore agli stranieri rispetto a quella data alla propria gente; da qui deriva il calore e la cordialità con cui si viene accolti e considerati.
La città è una fusione di culture differenti, religioni e stili di vita differenti provenienti da ogni lato del mondo.

Quali sono gli elementi principali della quotidianità dei messicani?
La Famiglia e la mamma sono il punto di riferimento; la maggior parte del tempo libero viene passato con i propri cari.  Se devo indicare un secondo elemento attorno al quale ruota gran parte della quotidianità è Comida: relazioni, business, …, tutto passa attraverso il cibo, colazioni che diventano pranzi e che a loro volta diventano cene. Il tempo a tavola è interminabile.

Che cosa mi ha attratto in principio?
Sicuramente Milano è un punto di riferimento mondiale per il Design, l’Architettura e la Moda ma l’atmosfera che si respira in Messico, le vibrazioni, la creatività, la voglia di intraprendere, emergere, fare, dove tutto sembra essere possibile sono uno stimolo unico, straordinario per l’attività professionale. Il mercato in piena crescita, inoltre, se si sanno cogliere, da possibilità di crescita esponenziali.

Di cosa mi occupo?
Gestisco la divisione Contract di un’impresa leader nel mercato in architettura d’interni.

Giornate tipo e tempo libero?
Le mie giornate sono scandite da allenamenti per triathlon e infinite ore di lavoro intervallate dal tempo che si è costretti a passare nel traffico infernale della città. Il territorio, misure prese dalla municipalità per alcune aree e il clima si prestano particolarmente alla pratica di attività fisica all’aria aperta; i parchi tanto la mattina presto come la sera sono popolati da molteplici sportivi di ogni genere e età.

Ogni domenica, inoltre, alcune delle vie principali vengono chiuse al traffico per permetterne lo sfruttamento in bici, coi pattini, correndo, camminando, partecipando a corsi di danza e ginnastica oltre che con le immancabili gare delle varie discipline sportive.

Tutto ciò è molto stimolante, per esempio prima di arrivare in Messico non avevo mai preso in considerazione il triathlon ed ora è diventato parte della mia routine.

La proposta culturale è molto ampia e svaria da teatri, musei, mostre d’arte, musica, … insomma c’è solo l’imbarazzo della scelta. Uscendo dalla città, nonostante le distanze enormi è uso passare weekend fuori porta, è possibile visitare altri sviluppi urbani storici ognuno con i suoi usi e costumi, infiniti chilometri di costa e paesaggi unici oppure rilassarsi un rancho.

La criminalità?
All’estero, principalmente, arrivano le notizie drammatiche che caratterizzano un territorio. Sicuramente il Messico e Città del Messico non sono uno dei posti più sicuri e tranquilli a livello mondiale, narcotraffico e corruzione fanno parte della quotidianità, ma, a mio avviso, la sicurezza assume i tratti tipici riscontrabili nelle grandi metropoli mondiali: è necessario prestare attenzione a dove si va a come ci si muove e comporta.


In un recente articolo abbiamo scritto di come siano oltre 55mila i varesini che si sono trasferiti all’estero. Proprio come con Stefano ci piacerebbe raccontare, per quanto possibile, chi siano, di cosa si occupano e dove si trovano là fuori nel mondo. Se vivete all’estero e vi piacerebbe mettervi in contatto con noi potete compilare questo modulo, vi contatteremo al più presto. Abbiamo anche aperto un gruppo Facebook per tenerci in contatto, lo trovate qui.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 18 gennaio 2019
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