Ubi, 302 milioni di utile netto il miglior risultato in dieci anni

Il consiglio di gestione ha proposto un dividendo di 12 centesimi per azione per un monte dividendi di 136 milioni di euro. Massiah sugli Npl: «Avevamo promesso di scendere in maniera importante e siamo scesi»

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Con 302,4 milioni di utile netto al 31 dicembre del 2018, il gruppo Ubi realizza il miglior risultato degli ultimi dieci anni. Il consiglio di gestione, dopo aver approvato il progetto di bilancio d’esercizio e consolidato, ha proposto la distribuzione di un dividendo di 0,12 euro alle 1.136.423.956 azioni ordinarie in circolazione (al netto delle azioni proprie riacquistate), pari a un monte dividendi di 136,4 milioni di euro, che verranno presentati per l’approvazione al consiglio di sorveglianza il prossimo 7 marzo. Il 12 aprile la proposta verrà sottoposta all’assemblea, in unica convocazione. Il dividendo, se deliberato dall’assemblea nella misura proposta, sarà messo in pagamento con data di stacco, record date e data di pagamento rispettivamente il 20, 21 e 22 maggio 2019.

Migliora anche la situazione dei crediti deteriorati lordi che ammontano a 9 miliardi e 717 milioni di euro, ovvero il 10,42% del totale dei crediti verso la clientela. Solo un anno fa erano il 12,85%. Positiva la tendenza anche dei crediti deteriorati netti pari al 6,72% dei crediti netti verso la clientela, nel gennaio del 2018 erano l’8,19%. I vertici del gruppo Ubi sottolineano che tale miglioramento è il risultato della valorizzazione della piattaforma di recupero crediti interna alla banca. Sulla discesa degli Npl, il ceo di Ubi, Victor Massiah parla di momento simbolico. «Siamo a 9 miliardi e 700 milioni – dice Massiah –  avevamo promesso di scendere in maniera importante e siamo scesi. Ricordo che siamo scesi in maniera autonoma. Non abbiamo alcun progetto di vendita della nostra piattaforma di recupero crediti, ritengo che il nostro management in quel settore sia uno dei migliori in assoluto in Italia, che le nostre soluzioni siano estremamente efficaci e il tasso di recupero è estremamente elevato».

Il costo del credito si attesta  a 72 punti base in contrazione rispetto ai 79 punti base del 2017. La raccolta totale è di circa 187 miliardi (190,9 all’1.1.2018): la raccolta diretta è di 92,2 miliardi (94,4 all’1.1.2018) quella indiretta è di 94,7 miliardi (96,5 all’1.1.2018).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 febbraio 2019
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