Ville di Crenna: “Legambiente ha tutelato, il Comune no”

Legambiente di Gallarate sui lavori appena partiti: "Altro che fermare il consumo di suolo! Con il nuovo PGT liberi tutti"

Ville di Crenna

A Crenna di Gallarate sembra partire il cantiere delle ville sul ciglio della collina e Legambiente critica l’amministrazione per la gestione della vicenda urbanistica, ormai di lungo corso. «Altro che fermare il consumo di suolo! Con il nuovo PGT liberi tutti». 

Il riferimento è alla nuova Variante al Pgt (lunedì il primo passaggio in consiglio comunale), dove – denuncia Legambiente –  è previsto il rinnovo delle convenzioni con scadenza a tempo illimitato.

L’associazione del cigno verde segnala proprio il caso di via Nascimbene a Crenna, in cima ai tornanti che salgono da Gallarate, dove è prevista appunto la costruzione di tre ville con «la possibilità di strappare un fazzoletto di terra al paesaggio e al verde» (nella foto: lo stato oggi, con il terreno già cintato).

Legambiente si è mobilitata nell’arco degli ultimi anni, ha coinvolto il Soprintendente dei Beni Architettonici di Milano, arrivando a far apporre un vincolo alla storica scalinata (su cui era previsto un intervento) che parte dal viale dei Tigli  e arriva alla piazza antistante la chiesa di Crenna. Mentre per le costruzioni nulla da fare per il momento. 
«Abbiamo cercato di far desistere l’Amministrazione, ma non c’è stato nulla da fare – dichiarano dal Circolo di Legambiente – Meno male che siamo riusciti almeno a far apporre il vincolo sulla scalinata! Altro che tutela del territorio, monetizzare è tutto ciò che interessa a questa Amministrazione».


Nell’ultimo anno è stato vivace lo scontro tra il promotore dell’intervento immobiliare (qui la visione del progettista) da un lato e i residenti del quartiere e Legambiente dall’altro. Una mobilitazione che vede nel mezzo l’ente pubblico: «Ad una nostra richiesta di incontro e chiarimenti, il Comune ha mandato la lettera al costruttore, come se dovesse risponderci lui! Ci chiediamo se l’Amministrazione abbia abdicato al proprio ruolo».

Il fatto è che il costruttore ha già in mano un permesso di costruire attivo (dal punto di vista urbanistico tutto inizia nel 2007). Ma da questo punto di vista Legambiente ha scovato una novità nella Variante al Pgt: l’associazione chiede di togliere dalla Variante il rinnovo automatico della convenzione, soprattutto se questo rimarrà senza un termine definito. 

«Perché premiare chi ha già avuto dieci anni per costruire e non l’ha fatto? Non ci sono state né convenienza né necessità? Riprendiamoci il territorio, bene comune prezioso e insostituibile».

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Pubblicato il 23 febbraio 2019
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