L’utopia possibile con il 5G

Incontro alla Milano digital week con tutti gli operatori del 5G. Grande partecipazione nell’aula Magna con il rettore della Bocconi Gianmario Verona, Nicola Zanardi e l’assessore Coco

«Non si può parlare di trasformazione digitale senza parlare di 5G. A Milano con Vodafone abbiamo la fortuna di avere l’area urbana di sperimentazione più grande in Europa. Questa tecnologia renderà concrete le innovazioni che oggi a fatica immaginiamo». L’assessore Roberta Coco ha aperto l’incontro alla Milano Digital Week parlando dell’esperienza all’interno della pubblica amministrazione. Carmela Francesca, direttore operativo del Comune di Milano ha presentato il lavoro per “La generazione urbana”. La sperimentazione 5G ha messo alla prova la città sulla trasformazione digitale. «Abbiamo creato un tavolo tecnico comune condividendo con l’operatore un piano di azioni».

Nicola Zanardi, curatore della Digital week, parla «di tecnologie lepri che si muovono velocemente». Ecco perché «Abbiamo bisogno di un buon livello di alfabetizzazione per i cittadini e i l titolo di questo incontro, “generazione urbana”, anticipa ciò che succederà con l’avvento del 5G: la città diventerà una vera e propria piattaforma».
Secondo Donatella Proto (Mise), dirigente divisione II del Mise – Comunicazioni elettroniche ad uso pubblico e privato, sicurezza delle reti e tutela della comunicazioni, i nuovi scenari sono vere e proprie città dell’utopia. «I motori di ricerca – dice il dirigente del Mise – non sono solo le infrastrutture tecnologiche ma anche la conoscenza umana. Abbiamo dunque bisogno di una certezza del quadro giuridico e anche di sicurezza. La Smart city è una città che usa il digitale per migliorare la vita ai cittadini e noi dobbiamo vincere la resistenza che ogni cambiamento produce».

Il quadro giuridico ha le sue radici in un provvedimento europeo del 2010 con l’Italia a fare da apripista in quanto è stato il primo paese nel continente a sperimentare il 5G che è una vera rivoluzione. «Rappresenta il salto tecnologico che abiliterà l’uso di tante applicazioni – continua Proto –  L’intervento pubblico ha lavorato con un piano per la banda ultra larga e uno per Industria 4.0, con Wi-Fi Italia e con la politica relativa allo spettro delle frequenze. La sperimentazione doveva stimare nel concreto i benefici che potrebbe portare il 5G. I prossimi obiettivi sono molto ambiziosi con zero emissioni per la mobilità e un sistema di assistenza più vicino ai cittadini. Dovremo mettere molta attenzione anche alla sicurezza perché i sogni di Iot non si trasformino in incubi».

Milano digital week

La seconda parte dell’incontro ha avuto come protagonisti Matteo Durante, strategy and business planning fastweb, Attilio Somma, innovation vice president Tim, Sabrina Baggioni, 5G program director Vodafone e Benoit Hanssen, chief technology officer Wind Tre.
La quinta generazione (5G) della rete è un’infrastruttura in grado di stimolare un nuovo livello di applicazioni rendendo possibile “una connessione globale”, con una migliore copertura e una probabilità molto inferiore di interruzione, una velocità più alta di trasmissione anche oltre l’area di copertura, una massa critica di dispositivi connessi fino ad oggi non ipotizzabile e, in generale, una più elevata scalabilità.

«Il 4G  è la quarta generazione di tecnologia mobile – racconta Matteo Durante di Fastweb – Il 5G è l’evoluzione della connessione fissa. Quindi molto di più di un passo avanti e d è per questo che la nostra azienda si è attivata subito perché questa tecnologia potrà sostituire anche la fibra. Poi dobbiamo tener presente l’importanza del cambiamento per la mobilità. Sul fronte business è poi il grande abilitatore perché aumenta verticalmente la potenza e abbatte il tempo di latenza. Stiamo facendo sperimentazione a Milano, Roma, Bari e Matera e i risultati sono incredibili».

«Il 5G è un cambio di paradigma che ci costringe a passare da un modello lineare a uno reticolare – spiega Attilio Somma di Tim – Guardiamo con interesse al vertical B2B investendo su diverse piattaforme che abiliteranno un cervello per garantire tante tipologie di connettività e servizi».

In questo quadro le partnership saranno un tema centrale perché gli operatori dovranno mettersi in rete per offrire i servizi migliori. Vodafone ha gestito la sperimentazione a Milano e Sabrina Baggioni ha raccontato la posizione vista dalla sua azienda. «Dovremo lavorare in modo completamente differente – spiega la manager di Vodafone – Noi abbiamo messo intorno al tavolo 38 aziende e duecento persone raggruppando tutte le competenze e aprire per la prima volta una forma di collaborazione trasparente. Un’operazione non facile perché ognuno ha un proprio modo di lavorare. Dovremo pensare a nuovi modelli di business».

La semplificazione è favorita dal 5G è di questo ha parlato Benoit Hanssen di Tre. «Ci sarà una grande integrazione della tecnologia nel business delle aziende – ha detto Hanssen – Un’ambulanza con il 5G facendo già il triage o potendo avere subito le analisi a bordo sono cose che prima erano impossibili. Con la robotica si potranno fare interazioni uomo macchina mai come prima».

Sugli esempi si potrebbe parlare per ore e gli operatori si stanno attivando in tante direzioni. «Il lavoro è uno dei punti su cui interrogarci che ci siamo posti – aggiunge  Somma – perché con il 5G cambieranno tante cose. Stiamo aprendo innovation hub con partner di vario genere. All’interno ci stiamo strutturando con figure che sappiano parlare con i nuovi partner soprattutto per quanto riguarda le OTT  (over the top, ndr) che a differenza del passato si stanno ponendo in forma collaborativa».
Sul fronte delle frequenze non cambierà niente per la salute. «Anzi – conclude Matteo Durante – le antenne saranno più intelligenti e quindi ancor meno problematiche. Il ruolo dei terminali è importantissimo perché ora tocca a loro scatenare l’ulteriore passo».

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Pubblicato il 14 marzo 2019
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