Esternalizzazione dell’asilo, anche alcuni genitori si uniscono alla protesta

La lettera di alcuni genitori che si definiscono "schifati" dal modo in cui si sta gestendo l'esternalizzazione del servizio

protesta educatrici asilo nido soldini 2019

Riguardo alla situazione dell’asilo Soldini di Castellanza al centro di un processo di esternalizzazione con molte polemiche, riceviamo e pubblichiamo la lettera di alcuni genitori che si dicono “schifati” da alcuni atteggiamenti da parte dell’amministrazione comunale (nella foto la protesta delle educatrici che si è svolta giovedì)

Da mesi stiamo vivendo la diatriba sul passaggio di gestione dell’asilo nido Soldini, che a quanto pare verrà privatizzato a partire da settembre. Tale decisione di privatizzare é piovuta dal cielo e noi genitori siamo stati informati a cose già decise.

Con un tempismo a dir poco vigliacco: non abbiamo avuto possibilità di scegliere se restare o cambiare nido in quanto le iscrizioni in altre strutture erano già chiuse. All’incontro tenuto dal sindaco e varie responsabili con noi genitori, a domanda diretta sul perché di tale tempismo, la risposta è stata vaga e per nulla eloquente. E già qui sorgono i primi dubbi.

Abbiamo inoltre assistito a un bellissimo discorso sulla qualità e sulla flessibilità che dovrebbero migliorare con questo cambiamento pur ribadendo più volte che il Soldini ha sempre funzionato benissimo, non ricevendo mai lamentele di alcun genere. In base a quanto dichiarato allora ci sentiamo in dovere di denunciare quanto sta avvenendo: le educatrici, del quale non si è mai parlato, stanno vivendo in un clima di tensione visto l’atteggiamento scorretto del comune: se vorranno restare dovranno vedere le loro condizioni di lavoro peggiorate.

Per quanto noi teniamo alla continuità didattica, specie perché si parla di bambini molto piccoli che creano un legame forte con loro, comprendiamo perfettamente la loro lotta e hanno tutto il nostro appoggio e solidarietà. Purtroppo questi avvenimenti si ripercuotono obbligatoriamente sulla qualità del servizio offerto e quindi sui bambini: il clima che si respira é teso, e per quanto le educatrici si impegnino, i bambini ne risentono alla faccia delle belle parole del sindaco.

Stiamo assistendo infatti a dispetti e scorrettezze di vario genere, dalle minacce più o meno velate, allo strappare un segno di protesta posto all’entrata dell’asilo, e ultimo, alla visita dei partecipanti al bando di gara all’insaputa della coordinatrice e delle educatrici. Oggi infatti, hanno visitato la struttura nel momento in cui i bambini vengono accolti e si preparano a mangiare la frutta. I bambini si sono agitati e messi a piangere in quanto hanno invaso il loro spazio e turbato la loro routine, alla quale educatrici e coordinatrice tengono particolarmente, tanto che nel periodo di ambientamento invitano i genitori a stare seduti e a partecipare uno alla volta ai momenti dei pasti.

Se hanno così a cuore il benessere dei nostri figli e sono così esperti in materia da accantonare una realtà consolidata e pregiata come il Soldini, possibile che non abbiano pensato di fare questa visita in un momento in cui non ci sono bambini?

Alla luce di tutto ciò quello che emerge é che la vera motivazione di questa scelta non é il miglioramento del servizio e di conseguenza avere a cuore i bambini come paventato dal sindaco, ma un mero profitto economico per risparmiare. E questo ci indigna molto, perché a rimetterci sono le lavoratrici e i bambini.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 24 maggio 2019
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