Monsignor Delpini: “Non adorate il dio denaro e abbiate il coraggio di uscire dal sistema”

L'arcivescovo di Milano ha tenuto una lezione all'università Liuc. «La bestia è il sistema di potere che marchia l'uomo sulla mano e sulla fronte. Chi non ce l'ha non può fare affari e questo marchio impedisce di essere fuori dal sistema»

Liuc generico

Seguire una lezione come quella che ha tenuto monsignor Mario Delpini all’università Liuc, di questi tempi, dovrebbe essere un obbligo per i politici, sia indagati che illibati, per quelli che prendono la mazzetta magari dopo aver fatto la santa comunione, ma soprattutto per tutti quelli che pensano che «tanto il sistema è così». Delpini ha fatto capire con chiarezza, ai molti presenti nell’auditorium dell’ateneo di Castellanza, che il rifiuto del malaffare, dello sfruttamento dell’uomo, del cinismo e del primato del denaro deve partire dall’anima, dal cuore, dalla coscienza. Deve poggiare su un’etica solida, meglio se sulla fede, che in questo caso però non è condizione né necessaria né sufficiente se non è accompagnata dai fatti.

Monsignor Delpini è stato lapidario: «L’idolatria del dio denaro non è compatibile con il vero Dio». Anche se i Farisei si facevano beffe di questa verità. Il rischio di fare del denaro un assoluto è molto alto e «le persone non si rendono conto che in  questo modo si rovinano la vita, perché l’idolatria della ricchezza fa perdere il senso delle proporzioni».

Come non pensare alla novella di Giovanni VergaLa roba“. Ma se passiamo la vita ad accumulare ricchezza, come faceva Mazzarò, senza preoccuparci del fine ultimo della nostra esistenza, l’epilogo potrebbe essere ancora più amaro. «Un profitto sempre più grande – ha ricordato Delpini – induce all’indifferenza verso gli altri». Le persone si corazzano per non ascoltare il bisogno dell’altro, perché «se dividi la torta in più fette, diventa più piccola. È da qui che parte l’ingiustizia sociale».

Delpini non è venuto a parlare di corda in casa dell’impiccato, perché un’università, soprattutto se fondata da imprenditori, com’è la Liuc, ha il dovere di interrogarsi su questi temi e su come l’organizzazione dell’economia spesso considera l’uomo come un mezzo e non invece come il fine ultimo. L’uomo al centro come si dice di solito. O la centralità del capitale umano, espressione che non piace all’arcivescovo di Milano, ma che viene usata sempre più spesso in ambito accademico.

Il tema della giustizia sociale lo avevano già affrontato i monaci benedettini con un certo successo a livello europeo perché la pari dignità tra le persone era uno degli esiti desiderati di quel monachesimo. Il lavoro orientato al bene sociale restituisce maggior fiducia nell’umanità che oggi «è troppo appiattita sul primato dell’economia».

Delpini non nasconde che anche nella Chiesa non sono mancati gli idolatri del dio denaro. Come dimenticare gli scandali dello Ior, la banca del Vaticano, e il ruolo di primo piano che monsignor Paul Marcinkus, il banchiere di Dio, ha avuto nel sistema del malaffare italiano. «Questo accade quando l’uomo adora il dio denaro – ha detto Delpini –  e nella Chiesa ci sono stati uomini che hanno sbagliato. Ma lo Ior è stato anche riformato».

Cita l’Apocalisse il monsignore: «La bestia è il sistema di potere che marchia l’uomo sulla mano e sulla fronte. Chi non ce l’ha non può fare affari e questo marchio impedisce di essere fuori dal sistema. Eppure si potrebbe esserne fuori con una diversa visione del mondo». Un commento perfetto all’inchiesta sulla nuova tangentopoli lombarda e varesina.

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2019
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