Prestiti INPDAP nel 2019: cosa cambia?

Con la legge Salva Italia l’INPDAP è stato soppresso e le sue funzioni trasferite all’INPS. Per i dipendenti della pubblica amministrazione l’INPS GEI, nel 2019, mette a disposizione un servizio di prestiti particolarmente vantaggioso rispetto a quello erogato da altri istituti di credito proprio in quanto l’INPS fa da garante dei rischi

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Con la legge Salva Italia, del 24 dicembre 2011, n.214, l’INPDAP (acronimo di Istituto Nazionale di Previdenza e assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica) è stato soppresso e le sue funzioni trasferite all’INPS (Istituto Nazionale della Previdenza Sociale). Le stesse funzioni dell’INPDAP, dunque, possono essere rinvenute presso l’ufficio Ex-INPDAP dell’INPS, o INPS GEI (GEI è l’acronimo di Gestione Ex-INPDAP).

Per i dipendenti della pubblica amministrazione l’INPS GEI, nel 2019, mette a disposizione un servizio di prestiti particolarmente vantaggioso rispetto a quello erogato da altri istituti di credito proprio in quanto l’INPS fa da garante dei rischi (decesso, licenziamento, etc.).

La seguente guida serve a orientarsi tra le varie offerte di prestiti a tassi agevolati dell’INPDAP nel 2019. Per maggiori informazioni potete anche consultare questo sito sui prestiti INPDAP.

Come si calcola il tasso di interesse?

I tassi di interesse fondamentalmente sono di due tipi:

  • Il TAN (Tasso Annuo Nominale), ovvero il tasso di interesse puro del finanziamento, su base annua e in percentuale sul credito concesso (ad esempio, un prestito distribuito in due anni con TAN fisso a 2,50%, comporta che, senza il calcolo delle spese, ogni anno il credito matura un interesse del 2,50%);
  • Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) ovvero il tasso complessivo di tutti i costi connessi al prestito, come commissioni, imposte e polizze assicurative. Espresso sempre in percentuale e su base annua, è sul TAEG che bisogna fare le dovute considerazioni e confrontare le varie offerte;

Per quel che riguarda i prestiti INPDAP, le spese aggiuntive che compongono il TAEG sono lo 0,5% delle spese di amministrazione e una quota da versare al premio fondo rischi, la quale tiene conto della natura del prestito (se annuale, biennale, triennale, etc.) e dell’età del richiedente (con tassi minimi per la fascia d’età dai 18 ai 59 anni, da lì a salire).

I prestiti agevolati offerti a lavoratori e pensionati pubblici e statali iscritti all’INPS GEI presentano una modalità restitutiva denominata cessione di un quinto dello stipendio o della pensione, ovvero le rate mensili da pagare non possono superare il 20% dello stipendio o della pensione netta del richiedente.

Con il regolamento in vigore dal 2019, il rimborso delle rate avviene sempre con rate costanti e posticipate, che, tuttavia, non sono più semestrali ma trimestrali.

Tipologie di prestiti

I prestiti concessi dall’INPS GEI variano in base alla cifra e al tipo di rimborso che si intende adottare:

Piccolo Prestito

Il Piccolo Prestito Gestione Pubblica ha una durata breve (da uno a quattro anni) e viene emesso direttamente dall’INPS. Nel 2019 la domanda è telematica e va presentata tra il 15 gennaio e il 10 ottobre di ogni anno. Si tratta di un prestito personale, per cui il denaro può essere disposto come meglio si crede, senza necessariamente dichiarare e rispettare alcuna finalità.

Il TAN è, nel 2019, stato fissato al 4,25% mentre il TAEG varia, come si è detto, in base alla quota da versare al premio fondo rischi.

Trattandosi di un prestito personale, l’importo del prestito dipende dall’entità del proprio salario o della propria pensione mensile, calcolati al netto delle ritenute. L’importo del prestito può essere compreso tra l’una e le quattro mensilità, da rimborsare rispettivamente da uno a quattro anni. Nel caso in cui non vi siano altre trattenute sulla busta paga o sul cedolino della pensione del richiedente è possibile, allora, raddoppiare l’importo del prestito, da due a otto mensilità.

Prestito Pluriennale Diretto

Si tratta sempre di un prestito erogato direttamente dall’INPS, che richiede come garanzia dal richiedente l’avere un contratto a tempo indeterminato, essere iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali e aver maturato almeno quattro anni di anzianità lavorativa utile alla pensione e quattro anni di versamenti alla Gestione Unitaria.

Nel caso di lavoratori con contratto a tempo determinato, l’INPS richiede il TFR (Trattamento di Fine Rapporto, altrimenti detto liquidazione) come garanzia, e la durata del prestito non può eccedere la durata del contratto di lavoro.

Il Prestito Pluriennale Diretto è un prestito a lunga durata (5 o 10 anni) ed è un finanziamento finalizzato, ovvero è necessario specificare e dimostrare l’utilizzo del finanziamento per l’acquisto di un determinato bene o servizio o di un’occasione particolare. Alcune finalità contemplate dal Prestito Pluriennale diretto sono: acquisto casa, matrimonio, nascita di un figlio, acquisto auto, cure e, dal 2019, la possibilità di richiedere un prestito per finanziare gli studi propri o di un membro della famiglia in Italia o all’estero.

Per i Prestiti Pluriennali Diretti il TAN nel 2019 è stato fissato al 3,50%, a cui si vanno a sommare, come già detto, lo 0,5% delle spese di amministrazione e la quota da versare al premio fondo rischi. Le rate, inoltre, sono distribuite in 60 mensilità per il prestito quinquennale e su 120 per quello decennale.

Prestito Pluriennale Garantito

Il Prestito Pluriennale Garantito viene erogato da istituti bancari associati all’INPS GEI per i quali l’INPS funge da garante in caso di decesso, perdita del lavoro o riduzione dello stipendio del richiedente.

Rispetto ai Prestiti Pluriennali Diretti, inoltre, quelli Garantiti presentano un TAN e un TAEG scelti dall’istituto di credito e non dall’INPS. La garanzia dell’INPS si converte in un aggiunta di versamenti da fare all’INPS pari allo 0,5% delle spese di amministrazione e un premio per il rischio di insolvenza. Nel caso in cui il richiedente ha meno di 65 anni, questi sono dell’1,5% per prestiti quinquennali e del 3% per quelli decennali. Nel caso, invece, in cui il richiedente ha più di 65 anni, le percentuali sono del 2% su prestiti quinquennali e del 4% su quelli decennali. Le rate sono, invece, sempre fissate sulla soglia massima del 20% dello stipendio netto.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 20 Maggio 2019
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