Ecco come cambierà la biblioteca di Busto Arsizio

Il progetto di trasformazione degli spazi interni è stato presentato questa mattina dall'assessore Maffioli e dalla direttrice Giussani. Si parte dal primo piano

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Il percorso di trasformazione della biblioteca comunale è entrato in una nuova fase, seguendo il progetto lanciato dalla ormai consolidata direttrice Claudia Giussani: in collaborazione con l’assessorato alla Cultura, infatti, l’hub principale della veicolazione del sapere in città ha iniziato pian piano a modellarsi sulle esigenze di quanti lo frequentano.

Attraverso dei focus group con studenti, associazioni, scuole e amministrazione, si sono raccolte le istanze più immediate dell’utenza, e in questo mese di luglio le cose inizieranno a cambiare. A cominciare dagli spazi: dal progetto presentato questa mattina in Sala Monaco si evince una rivoluzione, per quanto riguarda la parte “antica” della biblioteca, dalla quale sarà tolto l’ormai obsoleto banco prestiti per ricavare un’area riservata alla lettura non silenziosa dei quotidiani; sarà qui spostata inoltre tutta la parte di saggistica, attualmente in Sala Monaco, dove verrà a sua volta posizionata la letteratura che attualmente trova il suo posto al primo piano di Palazzo Marliani-Cicogna.

E proprio il primo piano sarà al centro di questa sperimentazione, perché qui saranno collocate le novità più salienti, due sale al servizio di un’utenza più giovane di bambini e ragazzi, che potranno essere accolti in un’area ludica e un’area relax e ristoro. Un altro cambiamento riguarda la formalizzazione di due aree di studio separate, ricalcando quello che in realtà già è la natura degli spazi della biblioteca: se in Sala Monaco, in un contesto più aperto e coinvolgente, ci sarà l’area dedicata allo studio “non silenzioso”, nella parte “vecchia” saranno unite le attuali sala consultazione e emeroteca creando un blocco silenzioso dove si potrà leggere e studiare in tutta tranquillità.

«Questo è il coronamento – dichiara l’assessore alla Cultura Manuela Maffioli– di un percorso di più di un anno che ha visto la biblioteca al centro di un investimento sul futuro. Tutto questo sarebbe stato impossibile senza una presa di coscienza forte della direttrice Giussani, della sua vice Monica Giuffrida e di tutto lo staff della struttura, che sta pian piano diventando un punto di riferimento per un’utenza variegata, un luogo di incontro e socializzazione primario nel tessuto cittadino».

Ciò che ha ispirato tutto questo lavoro sono state le richieste venute a galla nelle riunioni con i focus group, che si possono sintetizzare nell’esigenza di un’apertura prolungata, magari anche domenicale, l’implementazione dei servizi informatici (tramite un potenziamento delle prese elettriche disponibili, per esempio), occasioni per socializzare o imparare nuove competenze attraverso dei laboratori, o semplicemente la richiesta di un’area per la prima infanzia.

«La nostra biblioteca – spiega la direttrice Giussani – ha una forte vocazione storica, è nata dalla concezione di un grande umanista (Gian Battista Roggia, alla quale è intitolata) che ha lasciato in eredità degli archivi che sono un vero e proprio tesoro. Il nostro intento è quello di integrare questa vocazione con una concezione più moderna di biblioteca, come spazio al servizio della città. È stato un bel percorso che ha visto collaborare noi tecnici con chi vive quotidianamente la realtà di questo luogo, il che si è trasformato in un qualcosa che ha una solida base, sempre nell’ottica di una co-progettazione, dato che ci siamo accorti che gli spazi quasi parlavano da soli».

Si tratta sicuramente di un passo avanti per una zona che presto potrebbe diventare un polo di cultura importante, anche considerando i progetti che riguardano l’adiacente ex-carcere austroungarico, del quale non si può che dare merito al personale bibliotecario, che alla fine del mese inizierà i lavori di spostamento per arrivare a terminarli verso ottobre: niente paura però, la biblioteca nonostante questo rimarrà aperta, ad eccezione dei giorni 15, 16 e 17 agosto. E anche questo, in fondo, è un piccolo miracolo.

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Pubblicato il 04 luglio 2019
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