Rodolfo Gusmeroli protagonista a Corto Maggiore

Il giovane regista di Arona si racconta. Una chiacchierata tra cinema, Tarantino, i fumetti e gli anni Settanta

rodolfo gusmeroli premiato a corto maggiore

Si è conclusa domenica sera, 21 luglio, l’edizione angerese di Corto Maggiore. Nella caratteristica Piazzetta Ex Sama, abbellita dal murales dell’artista Andrea Ravo Mattoni, l’annuale rassegna cinematografica ha visto la proiezione di quattordici cortometraggi di ogni genere e tipo. 

Grande protagonista dell’evento è stato sicuramente il giovane regista aronese Rodolfo Gusmeroli, premiato per il suo “Sturling” dall’amministrazione di Angera. Nella serata di sabato sera, il sindaco, Alessandro Paladini Molgora, assieme a Valeria Baietti, assessore alla cultura, hanno infatti voluto omaggiare il ventiduenne Gusmeroli conferendogli la bolla della città di Angera, un riconoscimento molto importante che, come spiegato da Baietti, «fu voluto da Ludovico il Moro quando concesse il titolo di città ad Angera».

Girato a Roma, tra toni pulp e richiami agli anni Settanta, il corto di Gusmeroli vede protagonista Domino Sturling (Vincent Riotta), super villain di fama internazionale oramai un po’ in là con l’età e quindi alle prese con un conflitto generazionale, rappresentato dalla nemesi: il giovane e un po’ naïf Copper (Filippo Scarfia). 

Grazie alla disponibilità di Fabrizio Zaninelli e Francesco Ponti (rispettivamente presidente e aiuto-regia di Corto Maggiore), abbiamo avuto l’opportunità di scambiare qualche parola con il talentuoso cineasta di Arona, già vincitore di prestigiosi premi come il Premio Direzione Rivelazione in occasione del Roma Videoclip.

Rodolfo, sei un regista molto giovane, quando hai incominciato a lavorare dietro la telecamera?
Tutto comincia nel 2015. In quel periodo ho realizzato dei video per alcuni rapper della mia città, Arona, dove ho sempre tentato di lavorare nel “mio piccolo”. Così è stato fino a due fa, quando mi sono spostato a Roma per poter studiare cinema. Durante il mio periodo di studio a Cinecittà ho avuto l’opportunità di fare moltissima pratica e ho iniziato a fare lavori che non si limitassero ai video musicali, come spot e cortometraggi sempre più lunghi e strutturati.

Come nasce questa tua passione per i video?
Mi sono appassionato al cinema relativamente tardi. In realtà da piccolo ho sempre disegnato e avuto una passione per i fumetti. Come molti bambini guardavo sopratutto i film della Pixar e i Monster Movie tipo Godzilla. La “svolta” è stata quando avevo quindici anni; mio papà mi ha portato al cinema a vedere Django Unchained di Tarantino. Sono rimasto folgorato. Ho iniziato a vedere due, tre film al giorno e nel giro di tre mesi ho preso la telecamera di famiglia per i primi esperimenti assieme ai miei amici.

Una passione che ti ha portato stasera (sabato 20 luglio, ndr) alla premiazione per il tuo primo, vero cortometraggio: Sturling.
Era da un po’ di tempo che volevo creare un cortometraggio dalla durata compresa tra i dodici e quindici minuti, in questo modo ho avuto la possibilità di far proiettare e far conoscere qualcosa di mio ai festival, come stasera a Corto Maggiore, a Bucarest o Ascoli. Inizialmente, avevo scritto una storia “su misura” per poter vincere dei premi assieme ai miei compagni di corso, ma, dopo un mese e mezzo di lavoro ho cambiato idea, ricominciando da zero. Mi sono detto: « È il mio primo lavoro, ho iniziato per passione, se incomincio già a lavorare in quest’ottica non ne uscirò mai». Così ho annullato tutto il progetto fino a quando, come un flash, mi è venuta l’idea per Sturling: un supercattivo anziano.

Un ritorno dunque alla tua prima passione: i fumetti
È molto probabile che questa intuizione sia arrivata proprio dai fumetti. Ero a casa che stavo cercando un’alternativa per il corto quando mi è venuta l’idea per Sturling: sembra quasi la chiusura di un cerchio. Un collegamento fortemente visibile anche nelle animazioni dei titoli di testa.

(Francesco Ponti): Animazioni che omaggiano Prova a Prendermi di Steven Spielberg
Esattamente, ho lavorato alle animazioni creando un ibrido tra il film di Spielberg e Archer. Volevo che ci fossero dei riferimenti agli anni Settanta, come le ambientazioni di Prova a Prendermi o James Bond. Lungo tutto il corto ci sono piccoli dettagli che rimandano a quell’epoca. Così anche per le musiche, composte da Luis Stesso e interpretate da Keemosabe, Janaki’s Place e Leonardo Varsalona,

A proposito di piccoli dettagli e omaggi. Nel cortometraggio appari in un breve cameo. Proprio come fa Quentin Tarantino, o Hitchcock
Quando ho visto il volto di Tarantino ho iniziato poi a riconoscerlo nei suoi film. Ho sempre pensato fosse una figata e quindi ho voluto farlo anche io in Sturling.

Però, se volevi fare come Tarantino, in Sturling dovevi morire!
Già, dovevo esplodere!

Tra le influenze inerenti al fumetto, ho notato invece una tematica presente in Watchmen di Alan Moore: Supereroi alla prese con l’eredità del proprio passato, il tipico conflitto generazionale. Alan Moore si serve di personaggi come il Comico o Moloch, ovvero Edgar Jacobi. Nel tuo cortometraggio avviene un “conflitto” simile, quello tra Domino Sturling (Vincent Riotta) e  Copper (Filippo Scarfia)
Sì. È stato un po’ mettersi nella stessa visione di Moore ma in maniera diversa, soprattutto adesso che di film sui supereroi ne esce uno al mese. In Sturling essere supercattivo, così come essere supereroe, è soltanto una cosa detta, accennata. Di fatto non succede poi nulla di “canonico”. Mi piaceva come “set” per la storia.

Alla fine del film compare un lunga lista di ringraziamenti.
Ho fatto una raccolta fondi per finanziare il corto, così nei titoli di coda ho voluto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito. Un ringraziamento personale a chi ha contribuito a un lavoro davvero faticoso, con tanti mesi impiegati tra pre-produzione, girato e tantissimo tempo in post-produzione, resa possibile anche grazie all’aiuto di un mio amico.

Secondo te, è possibile fare Crowdfunding in Italia?
Sinceramente l’ho fatto sapendo di andare un po’ sul sicuro. Ho visto tanti progetti partiti da zero e finanziati tramite crowdfunding. È andato tutto molto bene. Le donazioni di tutti i contatti che avevo si sono esaurite nei primi cinque giorni, mentre io avevo calcolato circa un mese. Di questo sono rimasto piacevolmente sorpreso. 

E dopo questo tuo primo successo, quali sono gli obiettivi per il futuro?
(laconico): Qualcosa in inglese. 

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Pubblicato il 23 luglio 2019
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