Surf e yoga online dalle montagne a Lanzarote

Sul Cammino di Santiago abbiamo conosciuto Laura Visinoni che si guadagna da vivere con i corsi online di yoga. “Ho sempre visto il cambiamento come una opportunità. Ho lasciato un bel lavoro per seguire le mie passioni. Ora sono felice”

Generico 2018

È arrivata da mezz’ora e con calma aspetta l’hospitalero. Antonio, il volontario che accoglie i pellegrini nell’ostello, era andato a prendere un caffè nel bar a pochi passi da lì. Per Laura, Guarda non è solo il primo paese spagnolo del cammino portoghese, ma anche il punto di partenza della sua prima esperienza su una via di pellegrinaggio.

Arriva da Lanzarote dove vive da cinque anni. In pratica da quando ha trovato un luogo dove coniugare le sue due passioni più forti: il surf e lo yoga. La seconda le permettere di avere un reddito grazie a una grande intuizione: una vera e propria scuola online di quella disciplina. Yoganride è nato come blog nel 2014 per evolvere via via in una piattaforma di corsi a pagamento. Il successo è arrivato dopo tre anni. È un esempio perfetto di come internet e il digitale abbiano cambiato le vite di tutti, ma per qualcuno è approdo e punto di partenza per nuove avventure anche professionali.

Laura Visinoni è bergamasca, o meglio di Rovetta un paese in fondo alla Val Seriana. Quando in quell’ostello ha scoperto che ero italiano, ancora seduta sulla sedia aspettando l’hospitalero si è presentata: “Mi sono presa una vacanza e voglio scoprire con calma questo cammino”.

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Laura conosce bene cosa significhi il cambiamento, lo ha praticato nel corso di tutta la sua vita, ma soprattutto lo ha osservato fin da bambina nelle scelte dei suoi genitori per i quali la parola responsabilità è sempre stata al primo posto. Sua mamma e suo papà erano poco più che adolescenti quando nacque il loro primo figlio.

“Ero abituata fin da piccola a contribuire alla casa perché mia mamma lavorava e studiava. Quando poi finalmente si è iscritta all’università per me era un regalo andare con lei a Milano e vederla dare gli esami. Per la discussione della tesi siamo andati con tutta la famiglia e fu una grande festa. Ora lei insegna alle superiori ed è un punto di riferimento per tutti quei ragazzi che si ritrovano a vivere momenti difficili. Ancora oggi io e lei ci prendiamo dei giorni tutti per noi per il capital day, un viaggio all’anno in una capitale europea”.

Finite le scuole superiori in un istituto tecnico per geometri, Laura partecipò a un concorso comunale a Rovetta per un posto nell’ufficio tecnico e lo vinse, iniziando così a lavorare a due passi da casa.

“È il sogno di ogni persona e all’inizio mi piaceva molto, ma con il passare del tempo non riuscivo a vedermi in un posto fisso tutta la vita e così mi licenziai per andare a provare un nuovo mestiere in una azienda privata”.  Alla Scorpion bay Laura imparò a fare la designer, e passo dopo passo assunse sempre maggiore responsabilità fino a disegnare diverse linee di moda femminile. Furono dodici anni intensi e di grandi soddisfazioni. In più nella stessa azienda lavorava anche il suo grande amore. Con Francesco condivideva tante passioni: lo sport, il surf, i viaggi.

“Era una occupazione molto creativa, mi dava la garanzia di uno stipendio fisso, la possibilità di viaggiare e di imparare moltissimo.  Ma poi, ad un certo punto della mia vita, mossa dalla curiosità che da sempre mi porta a provare e ricercare nuove discipline, ho iniziato a fare yoga.  Dopo un anno circa dalla prima lezione mi sono iscritta ad una scuola per diventare insegnante. Non ho iniziato questo percorso con l’idea di farlo come lavoro, ma per capire cosa c’era alle spalle di questa affascinante disciplina che mi coinvolgeva sempre più.  E da quel momento ho iniziato anche a riflettere sul mio futuro, su ciò che avrei voluto veramente fare nella vita… e più ci pensavo, più mi sentivo stretta in ciò che facevo”.

Per una seconda volta il cambiamento bussa alle porte di Laura che invece di preoccuparsi iniziò a riflettere su cosa fosse meglio fare per il suo futuro. Aveva poco più di trent’anni e una professione affascinate. Ma…

“Mi sentivo stretta all’idea di vivere tutta le vita nello stesso posto, – scrive sul suo blog presentandosi – facendo le stesse cose, di perdermi l’opportunità di provare esperienze nuove, di viaggiare all’avventura, di mettermi in gioco e costruire qualcosa di “mio”. Così, dopo lunghi anni di pensamenti e ripensamenti, e molto ma molto yoga, ho preso la decisione che mi ha portato a stravolgere completamente la mia vita. Mi sono dimessa dal posto di lavoro,  ho preparato le valigie, e sono partita per un viaggio “sabbatico” di 6 mesi, girovagando tra California, Messico e Brasile, alla ricerca della “me stessa perduta”, con la speranza di comprendere ciò che avrei voluto fare veramente nella vita.  Il viaggio è iniziato in California, dove ho finalmente realizzato un sogno che avevo nel cassetto, ovvero partecipare ad un corso yoga di formazione “for surfer”, organizzato da Peggy Hall, un insegnante che per me è sempre stata un punto di riferimento.  Inutile dire che è stata un esperienza straordinaria, sia il teacher training che tutto il viaggio di per se”.

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Da Rovetta a Lanzarote il passo non era per niente breve, per quanto oggi con i voli low cost che partono da Orio, tutto diventa più facile.  Con una buona dose di fortuna, che spesso aiuta gli audaci, trovò subito una casa in un paesino di cento anime. Un villaggio nella zona dell’isola non battuta dai turisti e dove la presenza degli stranieri è vista ancora oggi con sospetto.

“Ho iniziato a lavorare tantissimo all’idea dei corsi online perché con Francesco ci rendemmo conto che in italiano ancora non ce ne erano. Lanzarote era ed è eccezionale per lavorare. Il fatto che non ci sia niente è una condizione essenziale per concentrarsi. Abbiamo vissuto due anni chiusi nella nostra piccola casa sviluppando diverse idee che potessero sfruttare la potenza del digitale e un progetto di membership. Oggi la mia community è di oltre ventimila persone e cresce ogni giorno”.

Da due anni la piattaforma per i corsi online ha tanti iscritti alla versione pro da permettere a entrambi di vivere di quello. Nel frattempo è finito l’amore con Francesco, ma non la stima e la collaborazione professionale.

“A parte mio fratello non ci credeva nessuno e ancora oggi i miei sono increduli anche se sono stati i primi ad iscriversi”.

Le persone arrivano da ogni parte d’Italia e da diversi paesi dove sono andati a vivere gli italiani.  Ogni giorno in migliaia accedono al sito, leggono il blog e la newsletter, guardano le foto e i post su Facebook o su Instagram. Laura racconta le sue attività ed esperienze che non comprendono solo le lezioni online, ma anche diverse occasioni di incontro e progetti.

“Lo yoga ha cambiato la mia qualità di vita in meglio, aiutandomi a lasciare alle spalle incertezze e paure, è diventato la mia vita, il mio lavoro, la mia più grande passione.  Il nome del progetto Yoganride arriva da due parole coniugate insieme. Yoga è un fantastico strumento che abbiamo a disposizione per sentirci bene ed in forma, per scoprire il nostro potenziale e vivere una vita: piena, felice, in armonia con gli altri e ciò che ci circonda.  Ride“ è un termine americano che si riferisce all’azione del surfista che cavalca l’onda.

L’idea di coniugare queste due parole – usando la “n’” di Rock n’ Roll – nasce dall’unione di due mie grandi passioni, lo yoga ed il surf, e dalla convinzione che, se da una parte lo yoga è lo strumento che ci aiuta a star bene fisicamente, mentalmente ed a trovare la nostra onda, ovvero la nostra direzione, dall’altra, “Ride” rappresenta l’azione indispensabile, il coraggio e la determinazione che ci vogliono per afferrarla e cavalcarla”.

Elementi che questa giovane donna possiede e agisce da sempre e anche per questo sul cammino è subito diventata un punto di riferimento per tante persone.

Nello zaino, insieme con il bagaglio classico del pellegrino, una GoPro, un tablet e una pietra di quarzo da portare fino a Finisterre. Sono materiali che le servono per girare video di nuove lezioni. Nel frattempo a ogni tappa si prende uno spazio per praticare yoga, si concentra ed effettua diverse posizioni. “È come mangiare una pizza, la stessa soddisfazione e lo stesso piacere. E non pensare – mi dice convinta – che quello che faccio dipenda dal mio fisico. Ci sono maestri di Yoga che non sono magri. Ognuno ha le proprie attitudini, ma lo yoga è per tutti”.

 

di marco@varesenews.it
Pubblicato il 15 luglio 2019
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