Amazzonia in fiamme, il monossido di carbonio visto dal satellite
I satelliti della Nasa permettono di visualizzare la concentrazione di monossido di carbonio legata agli incendi che stanno devastando l'Amazzonia
Più di 72mila focolai, un aumento dell’83% rispetto allo scorso anno. L’Amazzonia, la regione che produce circa il 6% dell’ossigeno sulla Terra, è in fiamme. Una delle conseguenze di questi incendi è l’emissione in atmosfera di grandi quantità di monossido di carbonio, che peraltro si sommano a quelle legate agli incendi che hanno colpito la Siberia e l’Alaska. Per monitorare la concentrazione di CO nel cielo brasiliano, la Nasa ha utilizzato i dati raccolti dal satellite Aqua, in orbita intorno alla terra. La concentrazione è stata misurata ad un’altezza di circa 5.500 metri. Il risultato è raccolto in questa animazione.
NASA maps carbon monoxide from #AmazonRainforest fires from orbit: https://t.co/xFvWUfDfVm pic.twitter.com/eRrp34QvGm
— NASA JPL (@NASAJPL) August 23, 2019
Il colore verde indica una concentrazione di 100 ppbv (parti per miliardo in volume, unità di misura delle concentrazioni degli inquinanti in atmosfera). Il giallo indica una concentrazione di 120, il rosso di 160. Con la precisazione, affidata ad una nota, che a livello locale i valori potrebbero essere anche più alti. Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno, secondo il ministero dell’Ambiente nelle città italiane la concentrazione media annua oscilla tra le mille e le 4mila parti per miliardo, mentre la media nell’emisfero settentrionale varia tra le 60 e le 400 ppbv. Ma in Amazzonia non c’è traffico e non ci sono impianti di riscaldamento.
Il monossido di carbonio è un gas che, ad elevate concentrazioni, risulta letale per gli esseri umani. Non è, ovviamente, questo il caso. Nella nota la Nasa specifica che può essere trasportato a grandi distanze dal punto d’origine, come del resto mostra anche l’animazione, e che persiste nell’atmosfera per circa un mese. Oltre ad essere un inquinante, contribuisce ad aumentare l’effetto serra perché contribuisce a far aumentare le concentrazioni di metano ed ozono. E questo dà l’idea delle conseguenze delle fiamme in Amazzonia.
(Foto da Pixabay)
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