Indagine su Eolo, chiesta l’archiviazione per un’ipotesi di reato

Il pm ha chiesto l'archiviazione per la turbata libertà di impresa e commercio. Per gli altri due reati (furto di radiofrequenze e truffa) si attende la chiusura delle indagini

antenna eolo

Il sostituto procuratore Francesca Parola ha depositato la richiesta di archiviazione nei confronti di Luca Spada, amministratore delegato di Eolo, per uno dei tre reati per i quali è indagato.

Il patron della società che fornisce servizi internet è indagato per truffa ai danni dello Stato, furto di radiofrequenze e turbata libertà dell’industria e del commercio. Proprio per quest’ultima contestazione è stata chiesta l’archiviazione al Gip che ora dovrà decidere.

La vicenda è piuttosto complessa e sarebbe partita da un esposto di una società concorrente, Linkem, che sostiene di essere stata danneggiata da Eolo. Essendo l’unica concorrente, però, secondo il magistrato non sussisterebbe la turbata libertà dell’industria e del commercio.

Secondo le indagini la società, grazie a modem di ultima generazione forniti ai propri abbonati, utilizzava – senza autorizzazione – una banda di frequenza non assegnata dal Ministero dello Sviluppo Economico a nessun operatore ed era in grado di offrire una connessione internet più veloce, “procurandosi, accanto ai ricavi derivanti dall’attività lecitamente svolta, un illecito profitto pari a circa 3,5 milioni di euro, somma di denaro sottoposta a sequestro”, somma poi dissequestrata con provvedimento della stessa Procura.

La truffa contestata consisterebbe “nel mancato pagamento degli oneri di concessione per l’utilizzo della banda di frequenza”, prosegue la nota della Guardia di Finanza.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 agosto 2019
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