Cosa fa il Comune per l’ambiente? Busto fuori dal piano d’azione per l’energia sostenibile

Gli aderenti al comitato "Una Vas per Busto" riaccendono un faro sul Paes per il quale l'amministrazione ha anche speso soldi per un piano energetico: "Farioli lo lanciò, Antonelli de ne disinteressa"

fridays for future busto arsizio

C’era una volta il Paes a cui aderì anche il comune di Busto Arsizio. Il sindaco era Gigi Farioli e prima di lasciare il posto ad Emanuele Antonelli varò un piano d’azione (redatto dalla società Sogesca con una spesa di circa 30 mila eur, ndr) che avrebbe permesso alla Città di Busto Arsizio di accedere ad una serie di bandi in materia ambientale (nella foto il presidio di Fridays for future a Busto Arsizio).

Il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES) è un documento chiave che indica come i firmatari del Patto rispetteranno gli obiettivi di riduzione dei gas serra che si sono prefissati per il 2020.

Dal 2015 ad oggi Busto non ha fatto nulla o almeno così si può verificare sul sito del patto dei sindaci che hanno aderito al Paes. Eppure le occasioni ci sono state e l’amministrazione le sta sfruttando come l’accordo con E-Vai per le auto aziendali elettriche di Agesp oppure il bando per il rifacimento dell’illuminazione pubblica  che sarà tutta a led e permetterà la creazione di nuove colonnine per la ricarica delle auto elettriche.

Secondo il gruppo “Una Vas per Busto” sottoscrivendo il Patto dei Sindaci i Comuni si impegnano a mettere in atto nel proprio territorio politiche volte a diminuire le emissioni di Co2 del 20% entro il 2020, aumentare del 20% la produzione di energie rinnovabili, diminuire del 20% il consumo di energia.

Dopo una controversa gestazione (iniziata nel dicembre 2013 per iniziativa del consigliere comunale Sablich e durata quasi due anni) il P.A.E.S. fu approvato con deliberazione n. 113 del 17.12.2015 dal Consiglio Comunale (con il voto favorevole di tutti i consiglieri votanti), e successivamente (06 gennaio 2016) dall’allora Sindaco Farioli fu affidato ad Agesp s.p.a. per la gestione e il monitoraggio.

In quella occasione, il Consiglio Comunale, per ottemperare agli obblighi derivanti dall’adesione volontaria al Patto dei Sindaci, ha pure definito la tempistica e gli indicatori per il monitoraggio del Paes. I firmatari si impegnano inoltre a monitorare e comunicare lo stato di attuazione del PAES ogni due anni dalla data di presentazione.

Nei quattro anni trascorsi dall’approvazione consiliare (17.12.2015), del P.A.E.S. si sono perse le tracce, tranne che per una fugace comparsata in Consiglio Comunale (04.05.2017), quando lo stesso ex-sindaco (divenuto nel frattempo consigliere comunale) interrogò la Giunta per conoscere quali concrete iniziative siano state poste in essere per raggiungere tali ambiziosi obiettivi e quali scelte intenda effettuare ed in quali tempi per consentire la valorizzazione dell’accreditamento che il PAES di Busto Arsizio ha ottenuto con certificazione del JRC
Europeo, che consente al comune medesimo ed alle iniziative da esso patrocinate nell’ambito del PAES, di avere assoluta priorità nella concessione di finanziamenti Europei e Regionali.

Da allora più nulla è stato detto o fatto in relazione al Paes. L’attuale assessore al Verde Laura Rogora, fresca di nomina, non può certamente dare risposte adeguate adesso ma da “Una Vas per Busto” arriva l’invito a riprendere in mano la questione visto che il Comune rischia di essere escluso dal piano e dal patto dei sindaci con tutt le opportunità che ne conseguono. Una richiesta che arriva all’indomani dell’ennesimo allarme sul cambiamento climatico lanciato all’Onu da molti scienziati che si occupano di climatologia.

Così concludono i componenti di Una Vas per Busto: «Le foreste bruciano, i ghiacciai precipitano, le isole di calore soffocano le città, milioni di uomini, donne, ragazzi, bambini e anziani scendono nelle piazze del mondo per smuovere i decisori politici e … … il Comune di Busto Arsizio che fa? Viene estromesso dal Patto dei Sindaci, al quale ha aderito il 16 aprile 2014 impegnandosi successivamente alla redazione del proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 settembre 2019
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