“Ginelli è legittimo, miope la visione dell’amministrazione su Coinger”

La minoranza replica alla linea tracciata dall'assessore Vezzani e dagli altri Comuni "dissidenti"

Coinger generiche

«Ma qualcuno ha letto lo statuto di Coinger?». Elena CastiglioniVeruschka Barberis, del gruppo consiliare Visione Comune, sono quasi stupite dalle ultime dichiarazioni del fronte “dissidente” su Coinger, di cui fa parte anche l’amministrazione di Carnago.

Lo stupore arriva per l’ultima denuncia dei Comuni critici, quella sulla illegittimità (supposta) del presidente Giorgio Ginelli. Accusato appunto di essere illegittimo perché il presidente di Coinger dovrebbe essere un sindaco

«E’ palese che il ruolo rivestito da Giorgio Ginelli sia legittimo» replicano dall’opposizione di Carnago. «Ginelli è parte dell’assemblea dei soci in quanto delegato del suo sindaco, e come tale può essere eletto presidente. Se il comune di Carnago vuole uscire da Coinger lo dica chiaramente e se ne prenda la responsabilità, senza tirare in ballo questioni inesistenti.
Non abbiamo nessun interesse a difendere il presidente di Coinger, ma bisogna smetterla di delegittimare sempre ed in ogni occasione i meccanismi che regolano le istituzioni e gli organismi di rappresentanza».

Al di là della querelle sulla carica di Ginelli (in vista dell’elezione del presidente), la lista di minoranza di Carnago è critica con l’amministrazione anche per l’approccio generale sulla questione Coinger, di fronte alla richiesta di procedere con la tariffa puntuale non di bacino. «Come si può pensare che un tema di dimensioni globali come quello dei rifiuti, possa essere affrontato secondo un principio ultra locale? La posizione dell’assessore Vezzani, ribadita anche in sede di consiglio comunale,  suona più o meno come “a casa mia e con i miei soldi decido io”. Una visione quantomeno miope: i soldi di Coinger prima di tutto sono soldi anche nostri, a completo controllo pubblico, il comune di Carnago è un socio di Coinger che quindi beneficia del buon andamento della società. E l’obiettivo primario non è certo quello monetario, ma la gestione ottimale di un servizio complesso come quello della raccolta e smaltimento rifiuti e la messa in atto delle migliori politiche ambientali. Anche l’osservatorio rifiuti della provincia di Varese ha un parere positivo sulla tariffa puntuale di bacino: certo possiamo anche uscire da Coinger e appaltare il servizio ad altri. L’ottica cambia completamente: da decisori e partecipi del processo di gestione, come avviene in Coinger, si risolverebbe tutto in un rapporto cliente-fornitore, con un cliente piccolo (il comune) da una parte e una società quasi certamente molto più grande di Coinger dall’altra parte».

Piena fiducia, dunque, nel progetto messo in campo da Coinger, ribadiscono Castiglioni e Barberis. «È una società che funziona e proprio per questo può permettersi di far partire la tariffa puntuale di bacino, che comunque nei prossimi anni diventerà obbligatoria. La posizione dell’assessore pare essere la classica malattia italiana per cui tutto ciò che è stato fatto da chi c’era prima è necessariamente da buttare».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 06 novembre 2019
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