Aiutare i figli a fare i compiti: sì, ma da soli
È assai naturale desiderare aiutare i propri figli a fare i compiti, in modo che riescano a superare gli ostacoli, costituiti da una verifica scritta o da un’interrogazione
È assai naturale desiderare aiutare i propri figli a fare i compiti, in modo che riescano a superare gli ostacoli, costituiti da una verifica scritta o da un’interrogazione.
Ma questa scelta è quella giusta? Oppure potrebbe, alla fine, rivelarsi controproducente? Bisogna, infatti, tenere a mente che – secondo alcune ricerche – l’aiuto di un genitore potrebbe nuocere allo sviluppo dei figli, andando a minare quella che è la loro autonomia.
Perché aiutare i figli nei compiti potrebbe essere controproducente?
Le ultime ricerche scientifiche hanno evidenziato che aiutare i figli a fare i compiti potrebbe avere effetti negativi. Quali sono le possibili conseguenze? Si tenga a mente che
- Permettere a un bambino di provare a fare i compiti da solo anche quando è in difficoltà, lo aiuta a sviluppare tenacia nelle difficoltà.
- In caso contrario, malgrado le migliori intenzioni del genitore, un aiuto non necessario potrebbe essere interpretato come segnale di una scarsa fiducia nelle capacità del bambino.
- Aiutarlo troppo, o addirittura sostituirlo nel fare i compiti, potrebbero aumentare in lui la tendenza a delegare agli altri le scelte che dovrebbe compiere da solo.
- Essere troppo presenti nel momento dei compiti aumenta nei figli l’ansia da prestazione e l’idea che i compiti debbano essere perfetti e senza sbavature, mentre ai ragazzi va insegnata l’importanza dell’errore e del fallimento.
I figli vanno aiutati nello svolgimento dei compiti?
A questo punto, si starà probabilmente pensando che aiutare i propri figli nei compiti sia una pessima idea. In realtà, come spesso accade, la verità sta nel mezzo.
Semplicemente, è giusto dare ai figli un aiuto, ma quest’ultimo deve concretizzarsi nel modo più corretto possibile. La prima cosa di cui essere consapevoli è che qualsiasi intervento deve essere preceduto da una richiesta di aiuto. Solo in questo caso, ci si potrà sentire autorizzati a intervenire.
Si potrà invece intervenire sempre sul tempo da dedicare allo studio. Qualsiasi bambino ha voglia di andare a giocare, con gli amichetti o con i videogiochi. Ebbene, il compito di un genitore è di indicare il periodo che il bambino deve obbligatoriamente dedicare allo studio, e fare in modo che tale indicazione sia rispettata.
In caso di richiesta di aiuto, la prima cosa da fare è capire se questa richiesta abbia fondamento, oppure se da parte sua vi è semplicemente poca voglia di dedicarsi ai compiti. Se le difficoltà sono reali, non si dovranno fare i compiti al suo posto, ma bisognerà cercare di capire con lui l’argomento su cui si è arenato e poi dargli modo di svolgere i compiti da solo.
Come convincere i figli a fare i compiti da soli?
Una vera e propria sfida quotidiana è quella di convincere i figli a fare i compiti. Ebbene, ecco qui di seguito alcuni concetti su cui riflettere.
- Il bambino deve comprendere che fare i compiti è un modo per crescere e diventare adulto, poiché lo aiutano a confrontarsi con l’idea di dovere e di fatica, concetti basilari per la crescita.
- Per il bambino, fare i compiti aiuta a creare una capacità organizzativa e a diventare più autonomo.
- Fare i compiti a casa è un vero e proprio modo che il bambino ha per conoscere se stesso, i propri limiti e imparare la sana arte della costanza e della determinazione.
- Fare i compiti aiuta il bambino a confrontarsi con lo spettro del fallimento e a gestirlo.
Questi elencati sono i concetti che il bambino deve arrivare a fare propri e che, senza dubbio, sono utili per convincerlo che fare i compiti non è una seccatura, ma un modo per crescere e diventare adulto.
Tra le azioni da intraprendere per convincere i propri figli a fare i compiti senza distrazioni, si potrebbe ad esempio dir loro che, ogni giorno, è necessario dedicare e rispettare, volenti o nolenti, lo stesso numero di ore allo studio.
Inoltre, bisognerà prestare davvero molta attenzione al luogo dove i ragazzi faranno i compiti: sia che si tratti della sala da pranzo, sia che si tratti della loro cameretta, dovrà essere tutto in ordine e non ci dovranno essere distrazioni, come, ad esempio, televisioni accese, console di videogiochi o smartphone a portata di mano.
È importante, per un figlio, sentire la fiducia del genitore sulle sue capacità di svolgere i compiti da solo e senza distrazioni: i bambini tengono a non deludere i genitori e quindi è importante che capiscano la necessità di impegno e costanza.
Che cosa fare nel momento in cui ci dovessero essere delle difficoltà apparentemente insormontabili? Ebbene, anche in questo caso la soluzione è fare in modo che il ragazzo se la cavi da solo. Soltanto in caso di estrema necessità, ci si potrà affidare a un insegnante di recupero oppure anche al doposcuola, per superare le difficoltà nelle materie o negli argomenti più ostici. Nelle materie scientifiche, che causano da sempre difficoltà ai ragazzi italiani, si può anche ricorrere alle lezioni online e gratuite su http://www.matemania.it/.
Quello che però conta è che sia lasciata al bambino la responsabilità di cavarsela e che il genitore non decida di sostituirsi a lui nel fare i compiti.
Seguendo tutti questi consigli e aiutandoli nel fare i compiti in maniera corretta, i bambini svilupperanno autonomia e capacità di affrontare le situazioni sorprendenti.
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