Addio al “soldato“ Pansa

Giornalista di rango appartenente alla vecchia guardia della stampa italiana visse d’amore e odio dopo il «ciclo dei vinti»

Avarie

Diretto e irriverente, cronista d’assalto e d’analisi, è morto ieri Giampaolo Pansa, uno dei grandi giornalisti italiani della vecchia scuola, dal «grande» Giorno, al Corriere della Sera.

Originario di Casale Monferrato, dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato con 110/110 e lode in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi intitolata Guerra partigiana tra Genova e il Po (relatore Guido Quazza). Il lavoro gli procurò il «premio Einaudi» (la tesi fu poi pubblicata da Laterza nel 1967). Durante gli anni universitari, Pansa fu anche allievo di Alessandro Galante Garrone, professore ordinario di Storia Moderna e Contemporanea, il quale lo indirizzò per primo verso gli studi storici sulla Seconda guerra mondiale e sulla Resistenza italiana.
Dal primo matrimonio, con Lidia Casalone, è nato nel 1962 un figlio, Alessandro, ex amministratore delegato di Finmeccanica, morto l’11 novembre 2017, all’età di 55 anni. In seconde nozze Pansa ha sposato la scrittrice Adele Grisendi con la quale conviveva dal 1989.
(fonte: wikipedia)

Mitica la sua cronaca per La Stampa dai paesi travolti dalla furia del Vajont: fu l’inizio di una carriera folgorante che lo portò a scrivere su diverse prestigiose testate nazionali; fu vice direttore de La Repubblica e condirettore de L’espresso.

Giornalista dalla cadenza asciutta e sapida, a tratti ruvida e diretta (famosa la sua rubrica «bestiario») fu coi saggi che incontrò amore e odio del grande pubblico, col «ciclo dei vinti», una serie di libri fra i quali il più noto «Il sangue dei vinti» dove raccontò le vicende seguite alla lotta partigiana e alle responsabilità della Resistenza per alcuni episodi di sangue.

Aldo Cazzullo in un articolo sul Corriere della Sera ricorda che rispondeva al telefono senza dire “pronto“, ma solo “Pansa“, «come un soldato in prima linea».

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 13 gennaio 2020
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