Nuovi compiti e obiettivi per il reparto di Medicina di Tradate
Il professor Francesco Dentali riorganizza i posti del Galmarini in un'ottica aziendale. I 32 letti diventeranno per subacuti, degenza breve e osservazione intensiva
Una direzione unica in modo trasversale sul territorio per la riorganizzazione aziendale dei letti e dei reparti.
La nomina del professor Francesco Dentali , primario della Medicina di Luino, alla guida dello stesso reparto a Tradate, rientra nell’azione di rivisitazione aziendale dei reparti di degenza.
Il mandato del nuovo primario è preciso: organizzare l’attuale assetto del reparto strutturando l’offerta secondo livelli di assistenza diversificati.
«La sanità moderna non contempla più i reparti di medicina come un blocco omogeneo di degenze chiamato a far fronte alle necessità più varie. – premette il Prof. Dentali, che è anche docente all’Università degli Studi dell’Insubria – La Medicina interna, infatti, risponde a bisogni di salute diversissimi tra loro che presuppongono livelli di assistenza diversificati, così da garantire un percorso appropriato per ogni paziente, una gestione efficiente delle risorse disponibili e una risposta più celere da parte dell’intero sistema».
I 32 posti letto attivi nella Medicina tradatese sono quindi oggetto di un ampio progetto : «Una dozzina di questi letti sono già gestiti dal personale del reparto come una degenza breve, – spiega Dentali – cioè destinandoli a pazienti provenienti dal Pronto Soccorso che, pur presentando caratteristiche proprie dell’acuzie, non si trovano però in condizioni di eccessiva instabilità e possono quindi essere curati in maniera adeguata ed appropriata con un periodo di degenza limitato temporalmente a non più di una settimana ma piuttosto intenso per prestazioni e terapie ricevute, potendo sfruttare dei percorsi, soprattutto diagnostici, prioritari. Parallelamente, – continua Dentali – stiamo lavorando per attivare a Tradate dei posti letto di Cure Subacute. Si tratta di una degenza più lunga, di almeno una settimana ma comunque inferiore a 30/40 giorni, orientata al recupero dell’indipendenza ed al rientro dei pazienti al loro domicilio. Ultimo tassello che si vorrebbe aggiungere per completare lo spettro delle differenti intensità di cura, l’Osservazione Breve Intensiva : si tratta di alcuni posti letto collegati a monitor per tenere in costante osservazione i pazienti più critici».
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