La Regione trova altri 11 milioni per l’assistenza ai disabili gravi

L'assessore regionale ha incontrato le associazioni e ha annunciato il ripristino delle misure dimezzate con la delibera del 23 dicembre

protesta in regione associazioni disabilità

Altri undici milioni a sostegno dei disabili gravi e gravissimi. È quanto ha annunciato l’assessore alle Politiche Sociali di Regione Lombardia Stefano Bolognini nell’incontro con le famiglie, in subbuglio dal 23 dicembre scorso, dopo l’approvazione della delibera che, di fatto, dimezzava i contributi per i disabili B1.

L’assessore ha spiegato che si sta predisponendo un nuovo testo a “parziale rettifica” del precedente che verrà presentato in commissione sanità il 12 febbraio prossimo.

Gli undici milioni si aggiungeranno ai dieci già stanziati così da riportare il sostegno quasi alle condizioni dello scorso anno: per il ripristino totale servirebbero almeno altri 4 milioni. In particolare, verranno nuovamente garantiti contributi economici tra i 600 e i 1100 euro a seconda dei contesti e delle condizioni.

Se il disabile gravissimo adulto non frequenta altri servizi: 
a) +500 € con care giver professionale regolarmente assunto (tot 1100)
b) +300€ per sostegno caregiver famigliare o assunzione part-time (tot 900)

Per la frequenza a scuola, si torna alla situazione dello scorso anno (chi frequenta più di 14/h scuola 600€ con aumento a 900€ per luglio/agosto – Chi frequenta meno di 14/h invariato 900€)
Confermati i voucher (valore 500€ per minori e 300€ adulti).

È stato affrontato anche il tema degli enti gestori, spesso di numero ridotto e con offerte limitate, tali da non rispondere alle esigenze dei richiedenti che, così, non possono spendere i voucher.

Rimane cauta Cristina Finazzi, una delle portavoci  dell’associazione Uniti per l’Autismo, al termine dell’incontro: « Aspettiamo di vedere se quanto annunciato sarà tradotto in una delibera – commenta la presidente – Rimane comunque il fatto che oggi dobbiamo dirci soddisfatti di un ritorno al passato. Abbiamo ottenuto un livello che avevamo già raggiunto e che ci volevano togliere. Nessun passo avanti nel sostegno. È vero, si assiste a un aumento di casi che porterà la spesa a crescere sempre più. Non sarebbe, allora, compito della politica esplorare nuove vie per adottare una governance seria ed efficace della problematica? Si continua a lavorare sull’emergenza e sulla soluzione dei problemi invece che gestire le situazioni».

I problemi sul tappeto continuano a essere tantissimi, primo fra tutti l’assistenza in età adulta: « I nostri bambini crescono e cominciano a uscire dalla rete della neuropsichiatria infantile. Oltre la minore età, però, c’è il vuoto. Chiediamo da tempo tavoli programmatici trasversali dove ci sia collaborazione tra i diversi piani come scuola, salute, lavoro e ambiente. Esiste la Legge 15 sull’autismo ma è ancora inapplicata».

Il tema comincia a uscire dai soliti salotti delle associazioni, c’è un interesse crescente che arriva mobilitare la società civile: « È giusto che ciascuno prenda il coraggio e cominci a raccontare le sue difficoltà. Da tempo noi associazioni chiediamo attenzione e rispetto. Più saremo e più forza avremo di farci ascoltare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 07 febbraio 2020
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