“Niente rinunce sull’ospedale, dobbiamo batterci fino in fondo”

Dopo il mancato accordo in consiglio, Margherita Silvestrini rilancia l’allarme su ospedale unico e destino delle aree esistenti: “Gallarate faccia valere ora le sue ragioni”

ospedale di gallarate  ingresso

«Pare evidente che la giunta Cassani ha applicato le logiche regionali rinunciando a difendere la città di Gallarate». Dopo il consiglio comunale che ha respinto (con maggioranza risicatissima, un solo voto in più) la mozione sull’ospedale, Margherita Silvestrini del Pd dà una valutazione molto dura della linea scelta da Lega e Forza Italia, di fronte ai dubbi delle altre forze politiche che ormai costituiscono la robusta minoranza a Gallarate.

Il nodo che ha impedito di arrivare ad una presa di posizione condivisa è preciso: la minoranza (Pd, civici di CeV e Gallarate 9.9, dissidenti del centrodestra di Libertà per Gallaarte e Leonardo Martucci uscito da Forza Italia) è convinta che il progetto dell’ospedale unico e il futuro delle aree degli ospedali esistenti di Gallarate e Busto siano inscindibili e che quindi debbano passare da un unico accordo complessivo.

La maggioranza – Forza Italia, Lega e il presidente del consiglio comunale Donato Lozito – sostengono invece la possibilità di procedere con due accordi diversi, uno per l’ospedale unico e un altro (o due) per definire il futuro uso delle aree in centro a Gallarate e Busto.

«Non si può rimandare a fase successiva il destino delle aree dei due ospedali esistenti: Gallarate deve far valere il potere negoziale prima della definizione dell’ospedale unico», continua Silvestrini. “Se la Regione ci imporrà tre accordi separati, diventa reale il rischio-Legnano: trovarci con i vecchi padiglioni abbandonati per anni».

“Non lottare per la propria città, non tentare, è fallimentare. Passa da oggi la possibilità di incidere, non si può abdicare passivamente: il Comune deve essere vero attore nell’accordo, non un soggetto passivo. Anche se la Regione può contrastare, la battaglia va fatta. E la su fa sull’accordo di programma: tutti hanno condiviso, ma poi valgono distinguo incomprensibili».

Alcuni consiglieri, quelli di Forza Italia, hanno fatto dichiarazioni critiche su, ma poi hanno votato in maniera uniforme alla maggioranza. Si critica sui giornali, ma al momento in cui il consigliere esercita la sua responsabilità si fa il contrario».

Da ultimo, Silvestrini sottolinea un elemento che era già emerso ma che è stato richiamato nella discussione dal capogruppo leghista Stefano Deligios: “È emerso che l’operatore che costruita l’ospedale unico sarà lo stesso che gestirà l’area dei servizi ospedalieri attuali, non solo il sedile dell’ospedale ma anche altre proprietà all’esterno», come ad esempio il grande palazzo storico di Largo Boito-via Trombini o la villa di piazza Giovine Italia.

 

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2020
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