A Besano picco di decessi alla Residenza Ai Pini: “Eseguiti i tamponi al personale”

Il responsabile sanitario della Rsa di Besano illustra la situazione della struttura e le modalità di emergenza applicate

Besano - Rsa Residenza ai Pini

Una decina di decessi concentrata nell’ultima settimana, diverse persone tra i dipendenti in malattia e in paese inizia a girare la preoccupazione per la Residenza Ai Pini di Besano, storica struttura per anziani, una delle più importanti della Valceresio con una capienza di 120 ospiti.

Abbiamo chiesto informazioni alla struttura e il dottor Fakri Assadi, che da cinque anni è responsabile sanitario della Residenza Ai Pini, ci ha letteralmente aperto il cuore, rispondendo alle domande illustrandoci la situazione della struttura e le modalità di emergenza applicate, ma anche segnalando le criticità incontrate.

«La struttura è chiusa alle persone esterne, esclusi personale e fornitori, fin dal 5 marzo  come da disposizioni e norme vigenti – dice il dottor Assadi – Dal 1° marzo sono state prese tutte le precauzioni del caso, e grazie a Dio abbiamo avuto dalla nostra sede centrale tutti i dispositivi di protezione necessari: mascherine, camici, guanti e gel disinfettanti. Come da indicazioni normative, tutti i giorni al personale viene provata la temperatura in entrata e in uscita e qualora venga riscontrato un valore fuori norma per precauzione torna a casa. Abbiamo adottato tutte le cautele, alcuni ospiti hanno accusato sintomi febbrili ma non potendo utilizzare i tamponi non sappiamo se tali casi siano riconducibili e in quali percentuali al Covid-19».

«E’ difficile per tutti, me lo lasci dire, soprattutto per il personale che si prodiga e che ha giustamente preoccupazioni per se stesso e per la propria famiglia».

«Se fosse stato per noi i tamponi li avremmo fatti tempo fa, purtroppo però è il sistema sanitario che li effettua».

Il dottor Assadi nei giorni scorsi è rimasto in continuo contatto con Ats per organizzare l’esecuzione dei tamponi al personale, vista la situazione di emergenza sanitaria contingente alla residenza Ai Pini.

«Grazie alla sinergia con Ats, abbiamo richiesto e siamo riusciti dopo una certa insistenza ad ottenere l’esecuzione dei tamponi a tutto il personale, oltre ad essere rimasti in stretto contatto con il sindaco di Besano, le forze dell’ordine e gli enti preposti. A breve avremo gli esiti, che saranno comunicati a ciascuno individualmente.  Questo risolve un problema, quello dei dipendenti. Purtroppo i protocolli non prevedono di sottoporre i nostri ospiti al tampone naso-faringeo e dunque non possiamo sapere se qualcuno di loro è affetto dal virus».

L’effettuazione i tamponi al personale è un passo avanti  per la tutela dei lavoratori ma anche per la “resistenza” delle Rsa, i luoghi più a rischio, in quanto ospitano persone già per definizione fragili, considerata l’età e la difficoltà del distanziamento sociale.

«Le case di riposo oggi sono diventate residenze socio sanitarie, di fatto reparti di geriatria. In questa crisi drammatica le Rsa sono state maggiormente colpite anche in ragione dell’età media dei degenti, spesso sopra gli 80 anni, con diverse patologie: i soggetti più a rischio in assoluto. Questa fragilità temo non sia stata sempre adeguatamente considerata dal sistema sanitario».

«In queste settimane, più che mai, il personale è prezioso, e voglio ringraziare tutta il mia équipe, dai medici alle infermiere, dal personale amministrativo alle Asa e Oss, dalle addette alla sanificazione alle educatrici, dai fisioterapisti agli addetti alla cucina  – conclude il dottor Assadi – Davvero stanno dando tutti il massimo, apprezzo tanto quello che stanno facendo e mi auguro che quando tutto questo sarà finito si ossa tornare alla serenità che ci ha sempre contraddistinti nei rapporti interpersonali facendo tesoro dell’operato di queste settimane difficili».

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 02 aprile 2020
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