Guardiamoci dentro, solo ciascuno di noi può farlo

A tre mesi esatti dal primo caso di covid-19 Varesenews apre uno spazio per la memoria di ognuno di noi. Andrea racconta i giorni della costruzione degli ospedali di Whuan e dello sviluppo della pandemia

Memoria covid

«Guarda che bravi i cinesi, in quatto e quattr’otto hanno costruito un ospedale per curare migliaia di persone». Un commento all’ora di cena messo a dormire fra un un sorso di minestra dopo il giudizio al temino di seconda elementare e la decisione di dove fare la passeggiata nel fine settimana.

Riavvolgere il nastro di questi mesi per costruire un pezzetto di memoria che chissà come verrà letta dai posteri è un esame difficile in un momento in cui tutti vivono in un clima sospeso che rappresenta il limbo delle incertezze.

Persino i più ottimisti, a luce spenta, sotto le lenzuola, soli con se stessi non sanno che pensare, o dove andare di fronte a quanto si è vissuto e a quanto si sta vivendo.

Nonostante questo l’unica riflessione a bocce non ancora ferme che ci ha portati da Wuhan a Bergamo, dagli operai ripresi col drone alle penne nere degli alpini all’opera, alle teste nei caschi per respirare, ai pazienti pronati in rianimazione e alle bare sui camion grigioverdi deve passare forse per un esercizio di maieutica, cioè pensare a qualcosa che teniamo dentro e che da tempo non ascoltiamo.

SCRIVICI LE TUE MEMORIE, LE TUE EMOZIONI, I TUOI PENSIERI IN QUESTO PERIODO DI CRISI

«Bisogna tenere accese le luci dell’intelligenza interiore, in questi anni ci siamo svuotati di senso.

È quello che ci hanno detto in maniera diversa l’arcivescovo e il sindaco dal tetto del Duomo. Ed è la direzione indicata da Papa Francesco con il discorso di Assisi, il nuovo umanesimo, il rispetto per l’ambiente, la fine della banalizzazione», afferma l’analista Lella Ravasi Bellocchio.

E forse il passaggio sofferto attraverso cui si potrà vivere qualche spazio di serenità nel prossimo presente può passare da questi valori universali, agnostici o credenti che siano i soggetti che accettano di condividerli.

Una riflessione che si innesta nell’eterno pendolo mosso dalle opinioni e che oscilla fra «cambieremo in meglio», «non cambieremo» e «cambieremo in peggio».

Guardiamoci dentro, solo ciascuno di noi può farlo. E non dimentichiamo.

SCRIVICI LE TUE MEMORIE, LE TUE EMOZIONI, I TUOI PENSIERI IN QUESTO PERIODO DI CRISI

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2020
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