Qui la lotta è calma, determinata e piena di umanità: immagini dalla terapia intensiva Covid

Il fotografo Maurizio Borserini è stato nel reparto di terapia intensiva Covid-19 dell'Ospedale di Circolo. Ecco il suo racconto, per parole e immagini

Varese - terapia intensiva Covid - foto di Maurizio Borserini

Maurizio Borserini, fotografo di grande sensibilità che collabora con Varesenews, dopo il reportage dal reparto Covid dell’Ospedale di Cuasso al Monte, ci racconta oggi con le sue belle immagini la vita nel reparto di terapia intensiva dedicato ai pazienti affetti da Covid-19 all’Ospedale di Circolo di Varese. Ecco le sue immagini e il suo racconto.

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Il primario Luca Cabrini mi accoglie chiedendomi: “Sei pronto?”. Annuisco e insieme varchiamo le porte del reparto di terapia intensiva dedicato ai pazienti Covid.

Non sapevo bene cosa aspettarmi. Nei film siamo abituati a vedere molta frenesia tra le corsie, tra medici e pazienti e tra i medici stessi. Ma la realtà, come spesso accade, è ben diversa. Varcate le porte, mi ritrovo in un ambiente tranquillo, calmo, nel quale il silenzio quasi spettrale è interrotto solo dal “bip” dei macchinari e dal rumore della contrazione della pompetta dell’ossigeno.

Calma. Mi aspettavo tutto, tranne questo.

Il primario mi lascia agli infermieri che, mentre ci muoviamo all’interno del reparto, mi raccontano la situazione.

In totale l’ospedale di Varese conta oggi 20 pazienti Covid ricoverati in terapia intensiva.

Sono in uno dei reparti più delicati, la mia presenza deve esserlo altrettanto. Mi muovo senza disturbare, con cautela e rispetto. Non me la sento di avvicinarmi ai pazienti, sia per una mia sicurezza personale, sia, molto più importante, per rispetto nei loro confronti. Sono qui per raccontare un momento delicato, in cui l’ospedale di Varese, come molti altri, lotta per salvare la vita dei pazienti colpiti questo maledetto virus.

All’interno del reparto, a terra, c’è una linea rossa che divide la postazione degli infermieri e dottori da quella dei pazienti.

Sono le 11 di mattina, alcuni medici stanno facendo il giro di monitoraggio dei pazienti, altri preparano il materiale per il prossimo controllo di routine.

Calma. Silenzio.

Medici e infermieri hanno gli occhi stanchi, eppure svolgono il loro lavoro con amorevole attenzione e dedizione.

Occhi stanchi ma attenti, e penso che siamo fortunati ad essere assistiti da questo stupendo personale.

Non vogliono essere definiti eroi. Fanno il loro lavoro e ci mettono l’anima. E tutto questo lo fanno molto spesso senza assunzioni regolari e contratti adeguati, ma questo è un altro tema.

La mia visita è finita. Ringrazio medici e infermieri del loro tempo, della loro disponibilità e soprattutto, del loro lavoro.

Lascio il reparto, e so che quei “bip” di sottofondo mi accompagneranno anche all’esterno. A lungo.

Maurizio Borserini

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Pubblicato il 06 maggio 2020
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