Vandalizzata nella notte la Fonte di San Gemolo

Un segno di bomboletta ritrovato sulle pietre attorno alla sorgente della Valganna

Generico 2018

La triste scoperta alla vigilia della riapertura dopo i due mesi di lock down che hanno interessato tutta Italia, a testimonianza che – purtroppo – la stupidità non se ne resta chiusa in casa neanche in tempo di pandemia. .

La Fonte di San Gemolo è un luogo caro a chi ama e vive la Valganna. È situata lungo il sentiero che dalla Badia di Ganna conduce, nel cuore del Parco del Campo dei Fiori, fino alla cima del Monte Martica passando dalla Cascata Valvassera e dai resti dell’antica miniera che fino alla prima metà del secolo scorso era cardine importante dell’economia della vallata, attirando manovalanza addirittura da tutta Italia.

Il Santo a cui è dedicata, Gemolo, fu martirizzato proprio in questo luogo prima dell’anno mille per mano di un gruppo di briganti. Questi lo avevano derubato durante la notte e quando Gemolo l’indomani li raggiunse tentò di persuaderli a parole, scegliendo di evitare qualsiasi forma di violenza, a tornare sulle proprie azioni. Questi non solo lo derisero ma lo decapitarono senza indugio, facendo sgorgare il suo sangue nel luogo dove oggi si trova la piccola fonte che, a memoria dell’accaduto, da secoli continua a tingere di rosso le pietre bagnate dalle sue acque.

Gemolo non era tipo facile da fermare però, perché una volta decapitato si rialzò e, portandosi dietro la testa (a cui comprensibilmente era affezionato), tornò sui suoi passi verso l’accampamento dove lo attendeva lo zio, il vescovo d’Oltralpe. La sua corsa senza testa sembrava inarrestabile, se non che lui stesso decise di fermarsi in un punto, quello dove oggi sorge l’incantevole Badia a lui dedicata e dove riposano e sono visibili le sue spoglie, un autentico gioiello visitabile tutto l’anno a pochi minuti da Varese.

Come si possa pensare di lasciare un segno di vernice in un luogo così significativo, resta un mistero. Per usare le parole del Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che mesi fa commentava il fenomeno delle scritte sui muri di Napoli: «Qualche imbecille arriva di notte per lasciare la propria firma o messaggi d’amore “Frullino sei il mio battito d’ali”…Ma tu sei un cretino! Ma come si fa? Vorrei dire alle ragazze se trovate un imbecille simile prima lo lasciate meglio è…Non è buono! Conto su di voi per fermare questo fenomeno di messaggeria patetica.»

E se almeno il writer campano aveva un messaggio per la sua “Frullino”, l’incivile dell’alto Varesotto non aveva messaggi da consegnare ai posteri, se non quello della sua stessa imbecillità. Un gesto sciocco, che farebbe perder la testa anche al povero Gemolo, se non fosse che non ne ha più una da più di un millennio.

Informazioni sull’abbazia: Badia San Gemolo

Informazioni sui luoghi e le leggende: Valganna.info sito ideato e curato da Paolo Ricciardi, che da anni fa prezioso lavoro di raccolta e divulgazione sulle bellezze di questa vallata.

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Pubblicato il 17 maggio 2020
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