L’organo di Brinzio ha bisogno di cure: la comunità si mobilita

Il “vecchio amico“ acciaccato e dalla voce rauca ha 150 anni ma presto verrà rimesso a nuovo grazie all'impegno dei fedeli

L\'organo di Brinzio ha bisogno di \"cure\": la comunità si mobilita

L’organo della chiesa parrocchiale di Brinzio se ne sta lì, incassato nell’abside, dal lontano 1879, quando i mastri organari Maroni-Biroldi lo posero in opera. Ancora adesso, ogni domenica, accompagna con le sue note le funzioni religiose.

Ma oltre centoquarant’anni di onorato servizio non sono pochi e, uniti alle non poche peripezie passate (smontaggi e spostamenti più o meno ragionati e superfetazioni approssimative), sono un gravoso fardello sulla sua efficienza. Alcuni tasti non rispondono più, la parte pneumatica e meccanica è “zoppa” e alcune canne, staccate chissà quando, sono andate perdute.

Ecco che dunque, da qualche mese, nel piccolo borgo alle porte di Varese si è messa in moto una piccola “macchina organizzativa” con un obiettivo ben chiaro: restituire allo strumento l’efficienza e il bel suono delle origini, nondimeno per rendere omaggio alla memoria di Mario Vanini, lo storico organista brinziese prematuramente mancato nell’estate del 2019. In tal modo, oltre a ridare un degno accompagnamento musicale alle messe, si potrà usare lo strumento anche per concerti.

Al “capezzale del vegliardo” è stata chiamata un’eccellenza del territorio: la ditta Mascioni di Azzio, leader internazionale nella costruzione e manutenzione di organi. La curia della Diocesi di Como (dalla quale la parrocchia SS Pietro e Paolo di Brinzio dipende) ha altresì inviato per un sopralluogo l’organologo luinese Maurizio Isabella, da oltre 40 anni attivo nella ricerca e nello studio di tali strumenti antichi a livello nazionale.

E’ scaturito così un progetto di restauro per un costo di 130.000 euro, metà dei quali potrebbero essere coperti con appositi fondi della Conferenza Episcopale Italiana; il restante 50% dovrà invece essere raccolto privatamente.

La comunità brinziese si è già attivata con apposite iniziative, quali una raccolta di rottami metallici (terminata col riempimento di quattro container), e si ipotizza già di coinvolgere le Fondazioni benefiche attive sul territorio.

Ogni aiuto è prezioso: chi volesse dare il proprio contributo, di qualsiasi entità, può farlo con un semplice bonifico all’IBAN IT54 Y031 1110 8160 0000 0001 474, indicando in causale RESTAURO ORGANO CHIESA BRINZIO.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 luglio 2020
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