Come proteggere la propria privacy online, tra normative europee e VPN

La tutela della privacy sul web è una questione particolarmente delicata e complessa, soprattutto dopo che in Europa è stato introdotto il GDPR

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La tutela della privacy sul web è una questione particolarmente delicata e complessa, soprattutto dopo che in Europa è stato introdotto il GDPR. Molto spesso la privacy viene sottovalutata da ambo le parti, ovvero da chi conserva i dati di navigazione degli utenti, ma anche dagli utenti stessi, che magari per disinformazione o distrazione danno in pasto a chiunque moltissime informazioni personali. In questo articolo vedremo come è regolamentato questo scottante argomento, e cosa può fare l’internauta per proteggersi durante la navigazione.

Normativa europea sulla privacy online

Abbiamo detto che quello della privacy online è un argomento piuttosto delicato, e la normativa europea, per quanto completa e di recente costituzione, non è di facile comprensione alla maggioranza degli internauti. Ad esempio in pochi sanno che ci sono alcuni casi dove il trattamento dei dati non richiede il consenso da parte dell’utente. Tra le principali casistiche troviamo:

  • In presenza di un contratto per fornitura di beni e servizi, o di lavoro.
  • Quando il trattamento dei dati è nell’interesse vitale dell’utente.
  • Quando si partecipa ad un concorso per pubbliche amministrazioni, ospedali, scuole, etc…
  • In presenza di interessi legittimi.

Quelli citati sono solamente alcuni casi tra i principali dove non deve essere richiesto il consenso, ma per la stragrande maggioranza delle situazioni, l’organizzazione o l’azienda devono invece chiedere il permesso all’utente per utilizzare i suoi dati personali.

Dati personali: accettazione e revoca

Quando un utente decide di fornire il consenso affiché i suoi dati personali vengano trattati, dovrebbe sempre ricevere, in maniera comprensibile e chiara, le seguenti informazioni:

  • Dati aziendali, tra cui i principali contatti, compreso quelli del responsabile al trattamento dei dati.
  • Il motivo per cui verranno usati i dati raccolti dall’azienda.
  • La tempistica di conservazione dei dati.
  • I dettagli di qualsiasi altra azienda che riceverà i dati dell’utente.
  • Tutte le informazioni inerenti la materia di protezione, quindi accesso, rettifica, denuncia, cancellazione, e chiaramente revoca del consenso.

L’utente ha in qualsiasi momento il diritto di revocare l’accesso ai suoi dati personali, soprattutto nel caso in cui questi vengano utilizzati per marketing diretto (ad esempio tramite una mailing list). Nel momento in cui viene revocato l’accesso, l’azienda o l’organizzazione devono smettere di utilizzare i dati istantaneamente.

Come proteggere la propria privacy online

Come anticipato, la norma in materia di protezione della privacy online, è complessa e molto articolata, e spesso districarsi al suo interno diventa particolarmente difficile. Anche revocare il consenso dopo averlo fornito, può non risultare semplice. In tutte queste situazioni però, molto spesso è meglio prevenire che curare. Una delle soluzioni più rapide da adottare in tal senso, è quella di ricorrere ad una VPN.

Una VPN è il modo per garantirsi privacy e sicurezza, grazie all’anonimato che permette di ottenere. VPN è l’acronimo di “Virtual Private Network”, ovvero una rete privata virtuale tra dispositivi che non dovranno essere necessariamente collegati alla medesima LAN. In parole povere, una VPN crea un sorta di canale di comunicazione riservato. Tale canale è possibile grazie alla crittografia dei dati, che quindi non potranno essere “compresi” da terze parti.

Ovviamente sul Web, data la crescente esigenza di dover tutelare la propria privacy, i provider che offrono servizi di questo tipo sono moltissimi, ma le numerose recensioni su VPNoverview potranno sicuramente condurre verso una scelta consapevole. Ad ogni modo, è opportuno sapere che tra i dati che sarà possibile oscurare grazie ad una VPN, troviamo anche l’indirizzo IP.

Un indirizzo IP non è altro che un numero in grado di identificare univocamente un dispositivo connesso ad una rete informatica (come un computer o uno smartphone). Volendo semplificare il concetto, potremmo dire che l’IP corrisponde ad un numero telefonico o un indirizzo stradale. Accedendo ad internet attraverso una VPN, al posto di “comunicare” il proprio IP alla rete, lo si farà utilizzando direttamente quello della VPN, risultando di fatto “anonimi”.

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Pubblicato il 21 Luglio 2020
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