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130.000 studenti pronti a rientrare in classe: corsa contro il tempo per ripartire

Tra quaranta giorni la prima campanella. Progressi sono stati fatti nell'organizzazione di lezioni in presenza e a distanza. Mancano ancora alcuni importanti tasselli, tra cui i trasporti e il personale aggiuntivo oltre alle direttive sanitarie

Primo giorno di scuola a Casciago e Morosolo

Sono in corso i lavori per l’organizzazione del nuovo anno scolastico in provincia di Varese. Tavoli tecnici sono aperti per prevedere una ripartenza il più in linea possibile con le normative dettate dall’emergenza sanitaria e le necessità di rientrare in classe.

Dal 14 settembre, dunque, i 130.000 studenti del Varesotto torneranno in aula, reale o virtuale che sia. Tante le novità che li attenderanno, a iniziare dalla durata dell’ora di lezione che varierà tra i 50 e i 45 minuti, salvo poi dover compensare con giornate extra o attività aggiuntive per assicurare il monte orario annuo reale. Questo aspetto dipenderà molto dai docenti aggiuntivi che verranno assegnati dal Ministero: in gergo lo definiscono “organico Covid” perché formato da figure che assicureranno la presenza nei sottogruppi delle classi, costruiti per assicurare il distanziamento. Quanto ne arriverà e quando, però, non è ancora stabilito.
In molti istituti si lavora per abbattere o erigere muri, approntare pannelli mobili o tendaggi che fungeranno da separatori occasionali.

Ats Insubria condividerà con i dirigenti il protocollo sanitario da mettere in atto nel caso, eventuale, di un caso positivo: cosa fare, a chi rivolgersi, quali figure coinvolgere saranno definiti di concerto con le autorità sanitarie. È tramontata l’ipotesi di avere un medico scolastico, figura una volta presente ma poi abolita e che ora, con la carenza di personale, difficilmente è riproponibile per gruppi così popolosi: « Si è in attesa delle linee guida che saranno predisposte dal Ministero della salute di concerto con le Regioni e che forniranno indicazioni di dettaglio in ordine alle modalità di ripresa delle attività scolastiche – fanno sapere da Ats Insubria –  per ora  l’atto di riferimento è il documento tecnico elaborato alcune settimane orsono dal Ministero dell’Istruzione. ATS ha già effettuato  un primo incontro con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Varese e un altro incontro è previsto per il mese di agosto. Il Dipartimento di Igiene e Sanità Pubblica è al lavoro per garantire ai Dirigenti scolastici il necessario supporto nelle misure gestionali che dovranno essere adottate in funzione della situazione epidemica, con riferimento agli aspetti di specifica competenza (controllo focolai, sicurezza alimentare, sicurezza sul lavoro, igiene degli ambienti). Una volta recepite le nuove linee guida ministeriali sarà possibile definire gli scenari organizzativi nel contesto scolastico in maniera più compiuta, per consentire la ripresa delle lezioni in condizioni di sicurezza».

Per i 36.000 studenti del ciclo superiori si sono definite modalità e ingressi con scaglionamenti, probabilmente due alle 8 e alle 10 anche per esigenze di trasporto pubblico. Le lezioni avverranno in parte in presenza e in parte a distanza: anche in questo caso, l’autonomia scolastica favorisce soluzioni individuali a cui, però, si chiede una sintesi omogenea per rispondere alle altre problematiche collaterali, tra cui i trasporti a cui si chiede flessibilità ma contingentata dalle risorse a disposizione.

« I tavoli aperti a livello territoriale  – spiega Paola Reguzzoni consigliere provinciale con delega ai trasporti – stanno completando il quadro dei collegamenti dei diversi plessi scolastici. Fortunatamente, Regione Lombardia ha innovato ripristinando la possibilità di viaggiare con il 100% dei posti a sedere e il 50% di quelli in piedi. Certo, non è un ritorno al passato dove si viaggiava con una presenza del 300% rispetto la capienza standard, ma è un buon inizio per programmare. Abbiamo presentato un primo piano in Regione e siamo fiduciosi che otterremo il via libera. Si tratta di un programma che prevede il potenziamento per cui c’è la richiesta di maggiori risorse per poter aumentare le corse. Il discorso vale anche per i treni, con Trenord. Ho chiesto anche che gli abbonamenti dello scorso anno non usufruiti per i mesi del lockdown possano essere prorogati nella scadenza, così da venire incontro alle famiglie. Il nostro è un programma “a bocce ferme”, studiato in base alle normative attuali e con la situazione sanitaria attuale. Speriamo che non ci siano cambiamenti. Mi rendo conto che questo, però, è sono uno dei tanti tasselli necessari per ripartire in sicurezza: le scuole primarie non hanno ancora notizie su come potersi organizzare, nessuna informazione sul personale aggiuntivo. Le famiglie hanno il diritto di sapere perché si tratta di bambini che non possono essere lasciati a casa da soli.  46 sindaci del territorio hanno scritto al Prefetto per chiedere chiarimenti, ma non è arrivata la minima risposta».

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Pubblicato il 04 agosto 2020
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