Lettere anonime, il sindaco di Lonate sentita dalla Distrettuale Antimafia

Il clima teso, tra "diffamazioni tramite social" e lettere inviate a casa, ha spinto la Pm Alessandra Cerreti a convocare Nadia Rosa per fare il punto

Milano generica

Le lettere anonime inviate a diversi amministratori di Lonate Pozzolo – a cominciare dalla sindaca Nadia Rosa – finiscono all’attenzione della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.

Era forse prevedibile, visto in contesto in cui le lettere sono maturate, quello di un paese che da anni è esposto alle pressioni della ‘ndrangheta. Proprio la sindaca, che aveva denunciato prontamente le lettere considerate intimidatorie (non per il contenuto, ma per le modalità), è stata convocata nell’ufficio della Pm Alessandra Cerreti della Distrettuale Antimafia, a Palazzo di Giustizia di Milano, «per relazionare in qualità di persona informata sui fatti in seguito alle denunce presentate negli scorsi giorni relativamente alle diffamazioni tramite social e alle lettere anonime diffamatorie inviate, con modalità intimidatoria, al domicilio dei consiglieri comunali».

I post diffamatori e le lettere non hanno un legame esplicito, ma è certo che la concomitanza di (almeno) questi due elementi fa percepire un clima non particolarmente sereno. E le indagini sulle lettere potrebbero far emergere altri elementi.

Nadia Rosa ha voluto comunicare la convocazione al Palazzo di Giustizia apertamente, con una nota. In cui lancia anche un messaggio di attenzione verso la realtà lonatese: «È stata anche un’occasione per analizzare quanto accaduto in passato e nel presente a Lonate Pozzolo. L’attenzione degli inquirenti agli avvenimenti lonatesi è massima. Questo rende tutti noi fiduciosi nell’operato delle Forze dell’Ordine e degli inquirenti che tutelano la legalità sul nostro territorio».

«Altrettanto alta deve essere l’attenzione di tutti perché nessun illecito passi inosservato o venga tollerato, sia nella vita amministrativa del Comune che nella vita privata di ciascun cittadino. Il nostro territorio non è ancora libero dalla ‘ndrangheta. Va combattuta tutti insieme e a tutti i livelli, con l’educazione alla legalità, con l’attenzione a ogni atto illecito ed evitando di considerarla un punto di riferimento nella risoluzione di problemi personali o lavorativi». E, rifacendosi ad una massima che compariva anche sugli striscioni della marcia per la legalità seguita all’arresto dell’ex sindaco, ricorda: «Gli onesti sono di più, è un fatto. Dimostriamolo sempre».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 26 Novembre 2020
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