Il futuro del private banking? È in mano ai robot

L’Osservatorio sul private banking promosso da Liuc Business School e Banca Generali conferma il crescente peso del digitale in Italia

Generica 2020

Sempre più digitale: è questo il futuro del private banking delineato dal rapporto 2020 dell’Osservatorio permanente sul private banking condotto da Liuc Business School e Banca Generali, col supporto di Goldman Sachs Asset Management e Vontobel. (Nella foto Anna Gervasoni e Francesco Bollazzi)

I risultati dell’Osservatorio sono stati presentati giovedi 3 dicembre dalla professoressa Anna Gervasoni, ordinario di Economia e Gestione delle Imprese della Liuc, direttore del Centro sulla Finanza per lo Sviluppo e l’Innovazione della LIUC Business School e direttore generale di AIFI.

Nonostante oltre l’87% degli italiani abbia dichiarato di non conoscere cosa sia un robot-advisor (fonte Consob), l’industria italiana del private banking sta rapidamente muovendo verso modelli di consulenza che prevedono un forte peso del digitale. Il motivo è principalmente riconducibile al passaggio generazionale in corso che porta gli operatori a investire in questi modelli per far fronte alla domanda di servizi innovativi da parte della nuova generazione dei Millennials.

C’è poi una ulteriore componente determinata dal Covid-19 che ha accelerato l’uso del digitale anche sul fronte del risparmio. «L’analisi del nostro Osservatorio evidenzia come le private bank italiane dovranno rinnovarsi e cercare nelle soluzioni digitali alcune delle risposte ai cambiamenti in atto in questa fase storica. Il tutto in un panorama nel quale la competizione è divenuta sempre più ardua, con l’avvento delle start-up fintech e in un contesto di riferimento che vede il cliente al centro delle iniziative del business bancario» commenta Anna Gervasoni.

L’Osservatorio sul private banking ha quindi analizzato i vari modelli di consulenza finanziaria digitale presenti attualmente in Italia e nel mondo, evidenziando in maniera netta quello con il miglior livello di efficacia. Si tratta del cosiddetto Robot 4 Advisory, ovvero il modello per cui il digitale si pone come acceleratore della relazione tra consulente e cliente. «Il crescente peso del digitale nella vita di tutti i giorni sta cambiando l’approccio al risparmio dei clienti private. Per questo assisteremo sempre più a modelli di consulenza in cui il digitale fungerà da acceleratore dei processi, così da lasciare sempre più tempo al rapporto tra cliente e consulente nel dialogo sulle scelte patrimoniali. Ciò che non cambia è infatti la centralità della relazione, che rimarrà sempre il perno intorno al quale si sviluppa il private banking» ha commentato Andrea Ragaini, vice direttore generale di Banca Generali.

«La tecnologia è penetrata in numerosi ambiti negli ultimi anni. Come per gli altri, anche per la finanza questa evidenza determina opportunità e criticità. La reazione più efficiente è quella di considerare l’innovazione ed il contributo tecnologico come un asset, uno strumento nelle mani del consulente per rendere più efficace e fruttuosa la relazione con il cliente» aggiunge Francesco Bollazzi, responsabile dell’Osservatorio.

Nato nel 2016, l’Osservatorio private banking è finalizzato al monitoraggio costante del settore e delle sue principali caratteristiche, nonché all’approfondimento di alcune tematiche di particolare rilevanza e significatività, nell’intento di declinare le principali tendenze di un comparto caratterizzato da elevata complessità strategica e relazionale.

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Pubblicato il 09 Dicembre 2020
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