Lombardia: ora tutti vogliono lavorare da casa

Cosa resterà delle forme di lavoro agile, da remoto o in smart work dopo la pandemia?

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Cosa resterà delle forme di lavoro agile, da remoto o in smart work dopo la pandemia?

Milioni di lavoratori in Italia e nel mondo stanno sperimentando le forme di lavoro da remoto e in molti apprezzano la nuova modalità di intendere il lavoro agile, la cui definizione è contenuta nella legge n.81/2017.

La suddetta legge ha l’obiettivo non solo di disciplinare il lavoro da remoto ma si prefigge, altresì, l’obiettivo di garantire la creazione di un contesto lavorativo nel quale il lavoratore possa meglio conciliare la vita lavorativa con la vita privata, il così detto: work-life balance.

In questo articolo, sono analizzati i pareri rilasciati dai lavoratori lombardi che hanno avuto modo di sperimentare lo smart work.

Il sondaggio, a cui si fa riferimento, è stato condotto dalla Regione Lombardia e dall’ARIA (Azienda Regionale per l’Innovazione e gli Acquisti).

Tabella dei contenuti
Lombardia: ora tutti vogliono lavorare da casa 1
Smart work e produttività percepita dai lavoratori lombardi 1
Non tutti i lavoratori lombardi lavorano in smart work 2
Vantaggi dello smart work 3

Smart work e produttività percepita dai lavoratori lombardi

Alla consultazione hanno preso parte 6.565 lavoratori di cui il 45% appartenenti al settore privato e il 55% al settore pubblico, di questi ultimi un dipendente su tre lavora negli uffici della Regione Lombardia.

Inoltre, i lavoratori intervistati, composti al 60% da donne e al 40% da uomini, lavorano nelle seguenti aree geografiche:

  • 54% Città Metropolitana di Milano;
  • 7% Brescia, Monza Brianza;
  • 6% Varese, Bergamo;
  • 4% Pavia, Cremona, Como.
  • 3% Lecco;
  • 2% Sondrio, Lodi, Mantova.

Ricoprono la posizione lavorativa di:

  • 62% impiegato;
  • 16% quadro;
  • 6% tecnico e manager/dirigente;
  • 5% ricercatore;
  • 4% professionista
  • 2% altro.

Hanno un titolo di studio:

  • 52% laurea di primo o secondo livello;
  • 27% diploma;
  • 8% dottorato, master o diploma tecnico;
  • 4% scuola inferiore;
  • 1% scuola primaria.

Dal sondaggio è emerso che:

1 lavoratore su 4 ha già avuto modo di sperimentare le forme di lavoro agile prima della pandemia portata dal Covid-19;

Chi ha avuto l’occasione di lavorare in smart work in passato, ha avuto meno difficoltà a adattarsi e si sente più produttivo.

Anche chi ha sperimentato per la prima volta il lavoro agile si dichiara favorevole a continuare anche dopo l’emergenza.

Spostando l’analisi solo sulle lavoratrici è emerso che lavorare in smart work rende più soddisfatti rispetto a prima.

I dati, inoltre, sono confermati anche dai datori di lavoro, i quali dichiarano di osservare un aumento della produttività tra i propri dipendenti in smart work.

Tuttavia, lavorare da casa non è sempre produttivo, perché possono esserci distrazioni e un ambiente non idoneo, per questo è importante entrare nella giusta mentalità e prepararsi adeguatamente, in questo può essere utile lettura la guida sul lavoro da casa di Cerca Lavoro.

Non tutti i lavoratori lombardi lavorano in smart work

Nonostante i pareri favorevoli da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro, non tutte le aziende nel settore pubblico e privato hanno permesso ai propri dipendenti di lavorare da casa.

Perché? Le motivazioni principali sono cinque:

  • Non c’è interesse verso lo smart work;
  • Mancano competenze su come adottare il lavoro agile;
  • Sussistono limiti tecnologici;
  • Difficoltà ad implementare le corrette procedure;
  • Barriere di tipo normativo.

Vantaggi dello smart work

Sono molteplici i vantaggi derivanti dall’adozione delle forme di lavoro agile, ad esempio:

La possibilità di lavorare sugli obiettivi da raggiungere e non sulla base dell’orario di lavoro;

I compiti sono facilmente tracciabili e misurabili grazie ad appositi software.

Ma soprattutto, come evidenziato dall’Istat, la Lombardia è una Regione ad alta densità nella quale vivono quasi 4 milioni e mezzo di famiglie che, prima della pandemia, producevano un traffico pendolare che coinvolgeva oltre 700.000 viaggiatori i quali utilizzavano il treno ogni giorno a cui andavano aggiunte 268.000 persone che utilizzavano l’auto di proprietà.

Un flusso di persone enorme che, soprattutto nei giorni feriali, crea traffico e inquinamento atmosferico.

Lo smart work sembra essere una soluzione apprezzata dai lavoratori lombardi che oltre ad aumentare la produttività, a consentire una migliore gestione del tempo libero, comporta anche benefici a livello ambientale e un risparmio economico (meno carburante da pagare e spese in abbigliamento e pranzi fuori casa).

In conclusione, la Lombardia e i lombardi possono stare tranquilli.

Come emerso dal rapporto pubblicato dalla Regione stessa, gli organi preposti sono in prima linea nell’adottare forme di lavoro agile anche in futuro, consentendo così di venire incontro alle esigenze evidenziate dai lavoratori più giovani, i quali sono particolarmente interessati alla flessibilità consentita dal lavoro agile.

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Pubblicato il 10 Gennaio 2021
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