Mille visitatori a Volandia nella settimana di Carnevale. “Ma ci mancano le scuole”
Il museo ha ampi spazi e riesce a gestire in sicurezza le visite, ma pesa la scomparsa delle visite scolastiche. In questo periodo ripensate anche le iniziative di cultura aeronautica, con buon successo di pubblico
Mille visitatori in una settimana. C’è stato un periodo in cui Volandia li faceva in un giorno, ma in epoca Covid – con il museo aperto solo dal lunedì al venerdì – ci si deve accontentare di farli in una settimana: è andata così nella settimana di Carnevale, che ha dato un po’ di speranza al museo nei dintorni di Malpensa (foto d’archivio).
«Aprire al mese di febbraio, da lunedì al venerdì, non consente di raccogliere certo il massimo del pubblico» dice con un eufemismo Luciano Azzimonti, vicepresidente della Fondazione che gestisce il museo.
Ma qualche soddisfazione se la sono tolta. Le «mille persone nei tre giorni della “settimana grassa”», prima di tutto. Ma non solo: un buon riscontro hanno anche le dirette Facebook con esperti di aviazione. Avviate un mese fa, raccontano la storia dell’aeronautica, la tecnica, le industrie locali e i grandi progetti (come i velivoli Caproni o il Bell 47) che hanno avuto un impatto nella crescita della “provincia con le ali” (qui il programma di questa settimana).
«Le iniziative online ci stanno dando soddisfazioni» continua Azzimonti. «Stiamo avendo in media 60-80 partecipanti nei diversi giorni, grazie anche a nomi di richiamo».
Un unico piccolo problema si è registrato lunedì, quando un gruppo di persone si è inserito nella diretta in corso bloccando la proiezione di slide e intonando canzoni fasciste per dileggio. «Un attacco vergognoso, per cui abbiamo fatto denuncia alla polizia postale».
Il museo cerca così di portare avanti la sua attività, che è di gestione di uno spazio, ma anche di divulgazione. Rimane il problema delle attuali limitazioni: «Chiaro che con ‘apertura di sabato e domenica andrebbe meglio, anche perché noi abbiamo spazi ampi e non ci sono rischi di alcun tipo. Le aree problematiche – i simulatori, il padiglione spazio e il planetario, il Dc3 – sono stati chiusi, ma tutti gli altri padiglioni sono aperti e aerati».
Al di là della chiusura nei weekend poi, pesa la scomparsa delle visite delle scuole, una fonte importante di accessi per Volandia come di altri musei: «Nei mesi di marzo, aprile e maggio avevamo 4, 5, a volte 6 classi ogni giorno. Era il fieno messo in cascina per il resto dell’anno: anche quest’anno, come nel 2020, non riusciremo a metterne da parte».
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