Sorrisi per Giorgia, che amava ogni istante della sua vita

Per ricordare la figlia Giorgia, scomparsa a soli 24 anni per un tumore, Luisa Bianchi ha deciso di sostenere la fondazione Giacomo Ascoli con una vendita di magliette con una dedica speciale

Generica 2020

«Per il suo compleanno facevamo il lancio delle lanterne e ridevamo… ridevamo…». C’è tanto amore nella voce di Luisa, la mamma di Giorgia Muraglia (nella foto), la giovane e brillante studentessa di Besano che una malattia troppo brutta si è portata via nel 2019, a soli 24 anni.

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Oggi, sabato 27 febbraio, è il suo compleanno e la mamma, i tantissimi amici, le persone che l’hanno conosciuta vogliono festeggiarla con un sorriso e un segno di speranza per altri ragazzi e bambini che si trovano ad affrontare la sfida difficile della malattia.

Il dolore per la perdita di una ragazza come Giorgia dev’essere stato immenso, ma Luisa Bianchi non vuole che offuschi il ricordo di una ragazza che era luce e sorrisi, anche nei momenti più difficili: «La voglio ricordare sempre com’era con la sua voglia di vivere, il coraggio e l’ottimismo».

«Nonostante la malattia, un tumore al cervello, Giorgia non si è mai lasciata abbattere: dopo un anno di chemio e l’operazione alla testa  si è laureata, ha viaggiato e ha vinto una borsa di studio anche se non è riuscita a partire per la malattia. Ricordandola e parlando di lei voglio far capire ai ragazzi che non bisogna mai perdersi d’animo».

Una determinazione e una voglia di vivere e progettare il futuro che emergono forti nella lettera di presentazione che Giorgia aveva inviato nel 2018 per l’ammissione ad un programma di studio all’estero.

Ho 23 anni e 12 giorni fa mi sono laureata in Lingue all’Università cattolica di Milano. I miei grandi progetti sono in realtà due: amo viaggiare quindi vorrei girare il mondo e mi piace aiutare il prossimo per cui vorrei passare un periodo in Kenya come volontaria in un’associazione che ospita bambini orfani. Questa voglia mi è venuta quando, alle medie, la mia classe ha adottato due bambini a distanza: leggere le lettere che ci arrivavano e percepire la gratitudine, rendeva felice anche me. Purtroppo, questo ancora non posso realizzarlo e per me essere arrivata fino qui è una conquista enorme. A causa di gravi problemi di salute, non posso visitare luoghi in cui servono vaccinazioni. A un certo punto ho deciso che arrendermi non faceva per me: mi sono rimboccata le maniche e alla fine sono uscita dalla malattia e mi sono anche laureata in tempo! Per questo il mio obiettivo è viaggiare e vedere più posti possibili, ma anche concludere il mio percorso universitario iscrivendomi ad altri due anni di Lingue, profilo di Management internazionale. C’è bisogno di fondi e non voglio gravare sui miei più di tanto. Sono una persona forte e determinata: spero di essere quella giusta per voi”.

Per legare la scomparsa della sua ragazza al filo forte della speranza, Luisa Bianchi ha iniziato a sostenere la Fondazione Giacomo Ascoli con una vendita di magliette in memoria di Giorgia.

«Festeggiamo e ricordiamo Giorgia in questo giorno speciale – dice mamma Luisa – e facciamo gli auguri di buon compleanno a Giacomo Ascoli, figlio di Angela Ballerio e Marco Ascoli, genitori esemplari che dedicano gran parte del loro tempo ad aiutare e sostenere bambini e genitori che sono in cura al Day Center onco-ematologico pediatrico di Varese. Siamo loro accanto con la vendita delle magliette in memoria di Giorgia, il cui ricavato andrà a sostegno della Fondazione Giacomo Ascoli».

“Assapora ogni istante con un sorriso brillante”, c’è scritto sulle magliette che la mamma ha dedicato alla sua ragazza: “E’ esattamente così che eri ed è così che sei ancora – scrive rivolgendosi a Giorgia – Bella come il sole, perennemente sorridente, determinata, disponibile e sempre positiva.  Una positività contagiosa che ha rincuorato il morale di molti ed una determinazione che ti ha portata in cima all’Everest. Un sorriso così non si dimentica, cara Giorgia, un sorriso come il tuo rimane scolpito per sempre, soprattutto nei momenti più bui. Nonostante gli ostacoli e le cadute, ti sei sempre rialzata e costantemente in prima linea per realizzare i tuoi sogni. La famiglia, gli amici, lo studio, i viaggi sono solo un assaggio delle tue innumerevoli passioni. Dal tuo primo viaggio a Dublino a soli 16 anni, all’indimenticabile Capodanno nella grande Mela. Con tenacia e determinazione sei riuscita ad ottenere grandi risultati. Dalla California, al temuto test IELTS (International English Language Testing System) che ti avrebbe permesso di entrare nel progetto ERASMUS in Arizona (USA), fino a giungere alla tua Laurea da 110 e Lode presso l’Università del Sacro Cuore di Milano. Una persona capace di donare se stessa agli altri attraverso impegno di volontariato in varie realtà: FAI in Villa Gregoriana a Tivoli (Roma); presso i canottieri di Varese; presso l’oratorio di Besano e Porto Ceresio; impartendo ripetizioni a ragazzi con varie difficoltà. Tutto ciò che veramente conta è quello che durante la tua intensa esistenza sei riuscita a trasmettere a chiunque ti sia stato accanto. Amore immenso e puro che ogni giorno ci accompagna dandoci speranza e gioia, nel sapere che se anche non sei più in mezzo a noi fisicamente, lo sei ancora di più con spirito e anima”.

Dovunque andasse Giorgia Muraglia lasciava il segno della sua personalità, della sua gioia di vivere e delle sue capacità. Ecco come la ricorda il professor Adriano Dell’Asta, suo relatore nella tesi di laurea:

“Giorgia era una donna libera che, senza mai perdere di vista la realtà e tutto il suo peso, non si è mai piegata o arresa alle circostanze, non le ha mai subite. Continuo a ricordarla così.
L’avevo conosciuta quando mi aveva chiesto di seguirla nel suo lavoro per la tesi. L’argomento che mi aveva proposto non mi piaceva, e glielo avevo detto subito, ma non si era arresa e le sue motivazioni erano state così ragionevoli che non si poteva fare altro che accettare la sfida: come già aveva fatto lei, del resto, con la sua malattia che era qualcosa di ben più importante: l’aveva accettata, ma non si era arresa, aveva resistito, non piegandosi su un dolore pur giustificato né maledicendo un destino così duro, ma portando a termine il suo lavoro, con la grande gioia finale di fronte al risultato; l’altra cosa che ricordo sempre di lei, infatti, è il suo sorriso, il sorriso di chi gode della vita.

Giorgia era una donna viva: le circostanze, così ingrate per lei, erano state un’occasione per vivere, per lottare e costruire se stessa. Sapeva con estrema precisione quali avrebbero potuto essere le difficoltà e le battute d’arresto del suo lavoro, e me lo aveva detto subito, ma questo non l’aveva fermata e alla fine aveva vinto.

Fa una certa impressione ricordarla oggi, quando per molti di noi le circostanze sono spesso così difficili: chi si ammala, chi vede morire amici o parenti, chi dispera di poter trovare la forza per reagire e ricominciare. Giorgia aveva reagito, senza chiedersi o preoccuparsi di cosa sarebbe successo dopo, e aveva vinto: dopo la laurea mi aveva scritto che quello era stato il momento più emozionante e felice della sua vita, un momento che fino a qualche mese prima non credeva neanche possibile.
La sua è stata una vita piena, lei era davvero una donna libera e continua a dirci che si
può essere liberi e vivi.”

Mariangela Gerletti
mariangela.gerletti@varesenews.it

Giorno dopo giorno con VareseNews ho il privilegio di raccontare insieme ai miei colleghi un territorio che offre bellezza, ingegno e umanità. Insieme a te lo faremo sempre meglio.

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Pubblicato il 27 Febbraio 2021
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